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18 Aprile 2012 - Cerimonia conclusiva e Spazio Espositivo del Progetto "Impariamo dall'Acqua"



Mercoledì 18 Aprile 2012, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre, si è conclusa con entusiasmo e grande partecipazione la prima edizione del Progetto "Impariamo dall’Acqua", organizzato e promosso dall’Associazione Museo Energia, realizzato in collaborazione con Federutility e Acea S.p.A., patrocinato dall’Università di Roma Tre e dall’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) ed appoggiato, per gli aspetti educativi e formativi, dal Comitato per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica del Miur.

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di numerosi istituti scolastici di Roma e Provincia, I.I.S. "Jean Piaget", I.M. "Gelasio Caetani", I.C. "Primo Levi" (Marino), I.I.S. "Gaetano De Sanctis", I.S.I.S. "Giorgio Ambrosoli", I.T.C.G. "Carlo Matteucci", I.T.I.S. "Giuseppe Armellini, I.T.I.S. "Giovanni XXIII", L.C. "Terenzio Mamiani", L. "Vittorio Gassman", L. "Lucio Anneo Seneca",  L.C. "Socrate", L.S. "Gregorio da Catino" (Poggio Mirteto), L.S.S. "Stanislao Cannizzaro", L.S.S. "Giovanni Keplero", L.S.S. "Isacco Newton", Licei "Vittoria Colonna", Istituto Paritario "G. Ferro" (Pomezia), nonché la partecipazione del L.C. "Mario Cutelli" di Catania e il L.S. "Dante Alighieri" di Matera.

Alcuni hanno partecipato ai seminari per docenti, altri alle lezioni/dibattito rivolte agli studenti per una riflessione sul mondo delle risorse idriche, altri allo Spazio Espositivo inviando ricerche, disegni, fotografie e video che raccontano le problematiche idriche attraverso gli occhi dei ragazzi, i quali hanno impiegato le loro conoscenze didattiche di base, le informazioni generiche fornite dai mezzi di comunicazione di massa e le informazioni personali, per realizzare i lavori che sono stati distribuiti in 24 pannelli.

Tutti i pannelli sono tenuti insieme da un sottile filo conduttore di carattere scientifico, sociale e solidale. I temi principali che ritornano sono la scarsità e lo spreco nelle zone povere del mondo, i conflitti che questa risorsa può causare, l’inquinamento, ma soprattutto una forte sensibilizzazione che parte proprio dai ragazzi, che suggeriscono consigli e buone pratiche per risparmiare l’acqua a beneficio individuale e per la collettività.

Dalle 16,30 alle 17,30 presso l’Aula N5 si è svolta la Cerimonia conclusiva con il saluto di benvenuto del Vicepreside di Facoltà, il Prof. Stefano Gori, un breve intervento del Prof. Fulvio Bongiorno, Presidente dell’Associazione Museo Energia, che ha ringraziato tutti i partecipanti al progetto: Acea S.p.a, Federutility, le scuole, i docenti, ma soprattutto gli studenti. Hanno poi preso la parola esponenti del gruppo Acea, tra cui l’Avv. Paolo Carta e l’Ing. Roberto Zocchi, e di Federutility, il Dott. Mauro D’Ascenzi ed ha concluso il Sottosegretario all’ambiente, Ing. Tullio Fanelli.

Al termine della cerimonia sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai docenti e i gadgets forniti da Acea agli studenti presenti in aula.

 

 

A proposito di Impariamo dall’acqua
Il mio mestiere di ricercatore nelle applicazioni delle matematiche e di scrittore mi ha portato nel corso degli anni a ribaltare l’idea galileiana che le applicazioni della matematica, ovvero il linguaggio della matematica, sia la chiave di lettura delle regole del mondo. Precisamente ho maturato l’idea che la Natura non conosca affatto la matematica, eppure si regoli da se stessa meglio assai di quanto si possa controllare con gli interventi artificiali.
E perciò aderisco in pieno all’idea che piuttosto di decodificare ciò che la Natura pensi e faccia attraverso il linguaggio della matematica, sia invece più opportuno leggere nella Natura le sue regole e con esse decifrare il suo linguaggio. Sarebbe, ritengo, un linguaggio ben più potente di quello della matematica. Si pensi, per esempio, all’artificio degli epicicli usato da Tolomeo per spiegare il moto della Luna nel sistema geocentrico. Poco valido né efficace: non vero, in sostanza.
"Impariamo dall’acqua" è dunque solo un punto di partenza. Purtroppo con un vizio di origine se si associa all’acqua l’idea di energia, che è la cosa più selvaggiamente depredata ai nostri giorni, in qualunque delle sue forme.
Comunque ci vuole ottimismo.
Si è potuto constatare che insegnanti e allievi, nonostante tutto, si sono accostati volentieri alle tematiche proposte dai nostri aggiornatissimi relatori, e si sono cimentati con entusiasmo ad integrarle con apporti personali e spesso creativi.
Il MUSEO-ENERGIA (un ossimoro, come ha giustamente osservato l’amico ingegner Stefano Gori, la cui ubicazione nemmeno esiste perché esso è virtuale), questo nutrito gruppo di specialisti e autori,  che non so quanto la mia persona possa interpretare o rappresentare, intende tuttavia esprimere con gli attestati che sono stati consegnati l’apprezzamento per tutti i contributi ricevuti dall’esterno.
La strada è lunga. Si dovrà imparare dalle viscere della Terra, dai pianeti, dal modo di relazionarci, con gli sguardi oltre che con le parole, altri ancora imperscrutati e fascinosi linguaggi.
Non credo che ne avremo la capacità: anche tra i migliori ci sono i peggiori, purtroppo.
Per questo chiediamo il vostro appoggio per portare avanti il percorso.
Grazie, Fulvio Bongiorno.



Ecco alcune foto dello Spazio Espositivo allestito nell'atrio della Facoltà.

 

  

  

 

19/04/2012

Eventi

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