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Una chiamata dal mare - Aurelio Caligiore -

UNA CHIAMATA DAL MARE

Il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera rappresenta un’eccellenza del nostro Paese. Il lavoro del Corpo, incardinato all’interno dei compiti della Marina Militare, ha ottenuto, specie negli ultimi anni, numerosi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale, per chiunque e a qualunque scopo usufruisca della risorsa mare. Dalla sua nascita, nel lontano 1865, la storia del Corpo ha visto protagonisti uomini e, nell’ultimo decennio, anche donne impegnati a fare del proprio mestiere una missione più che un lavoro. Ciò che rende speciale il loro sforzo è sicuramente l’attaccamento ai valori della vita e del mare, espressioni di un compito che negli anni ha portato al salvataggio di centinaia di persone e alla salvaguardia delle nostre coste.

Tornando indietro nel tempo, a quella che primariamente era solo una missione di supporto e gestione dei singoli porti, il corpo delle Capitanerie di Porto ha svolto incarichi sempre più importanti all’interno dell’organizzazione e della gestione del traffico navale. Nel 1923, il Corpo ha assunto le stellette militari, diventando un Corpo della Marina Militare Italiana, da cui ha acquisito metodi di lavoro e organizzazione, dopo che nella Grande Guerra aveva partecipato attivamente alla difesa delle coste italiane e all’organizzazione delle attività portuali militari. Anche la Seconda Guerra Mondiale ha visto i militari del Corpo impegnati in varie operazioni. Le valorose imprese belliche sono testimoniate dal medagliere storico e dalle numerose testimonianze a seguito anche delle vicende amare accadute dopo l’8 settembre 1943, dove insieme all’affondamento di numerose unità, per evitare che potessero cadere in mani nemiche, molti uomini del Corpo furono portati nei campi di concentramento. Nel 1989, tra le prime organizzazioni al mondo, il Corpo delle Capitanerie di Porto ha ottenuto il riconoscimento del titolo di Guardia Costiera, per la salvaguardia della vita in mare e, così come in tutti i servizi di Guardia Costiera del mondo, le unità navali ed aeree del Corpo furono "vestite" con la tradizionale livrea della banda diagonale rossa sui propri mezzi.

Potremmo elencare le migliaia d’interventi e salvataggi che sono stati compiuti in mare ogni giorno, ma mai come in questi ultimi anni il Corpo ha attirato le attenzioni dell’opinione pubblica a seguito dei tragici eventi della nave Concordia e del continuo sbarco d’immigrati lungo le coste meridionali della Sicilia in seguito agli eventi rivoluzionari della cosiddetta “Primavera Araba”. Spesso al personale del Corpo la popolazione attribuisce una comune connotazione eroica, quasi come fossero macchine programmate a svolgere compiti per loro normali, dimenticandosi che si tratta di uomini e donne comuni che nel loro bagaglio personale si portano dietro quel poco di coraggio e determinazione che serve a fare la differenza nelle situazioni complicate. Ciò che è importante, durante un’emergenza, sono l’organizzazione e la collaborazione. L’organizzazione è un fattore fondamentale per il buon esito di un salvataggio e ogni persona coinvolta deve conoscere il suo ruolo, le sue competenze e lo scopo che deve raggiungere affinché un intervento in mare vada a buon fine. Anni di esperienza maturata in questo campo hanno portato all’implementazione di un collaudato sistema per il salvataggio in mare delle persone in pericolo ed il Corpo si è specializzato in interventi sempre più complessi. La collaborazione è importante tra gli addetti alle operazioni all’interno del personale stesso che opera un salvataggio, comprese le altre forze di Polizia presenti in mare, nonché dalla collaborazione dei cittadini che devono sapere come comportarsi in caso di pericolo. Da anni il Corpo ha partecipato a numerose campagne di educazione per il buon comportamento in mare, sicuri del fatto che la prevenzione e la conoscenza dei pericoli siano il modo migliore per preservare la salute di chi va per mare. Dall’istituzione del ruolo di Guardia Costiera il Corpo collabora da anni con le analoghe organizzazioni deputate al salvataggio in mare delle altre nazioni allo sviluppo e all’aggiornamento delle tecniche e dei mezzi di salvataggio più idonei nelle diverse situazioni. In questo campo il Corpo delle Capitanerie di Porto è cresciuto e ha promosso tanto, poiché si tratta del compito più nobile e importante che esso svolge e richiede personale addestrato e preparato, e mezzi sempre più all’avanguardia.

Sono, inoltre, molti altri i compiti in cui sono coinvolti i militari del Corpo. Tra questi abbiamo il controllo della navigazione, compito storico delle Capitanerie di Porto, le ispezioni nei porti a bordo delle unità per la verifica dei requisiti di sicurezza e controllo delle navi (PSC: Port State Control), i controlli sulla pesca, sull’ambiente, sulla gestione del demanio marittimo e non ultima l’attività di formazione del personale marittimo per tutti coloro che fanno del mare e della vita a bordo una professione. Numerose sono le attività svolte dal personale del Corpo in materia di contrasto agli illeciti, in qualità di ufficiali di polizia giudiziaria, un fenomeno che trova sempre maggiore risalto in ambito portuale e marittimo, dove spesso i tentativi di frode sono più facili da eseguire, data l’amplia normativa che disciplina le attività correlate al mare e alla navigazione. Sono stati raggiunti ottimi risultati nel contrasto alle frodi della pesca, sull’abusivismo demaniale, nel contrasto ai reati ambientali anche in materia di traffico dei rifiuti e dell’immigrazione clandestina. Il personale del Corpo si trova dunque a fronteggiare spesso emergenze molto diverse tra loro, che richiedono una preparazione adeguata e figure professionali competenti in diverse materie. I rapporti con l’utenza sono frequenti e spesso variegati: ci si trova ad interagire con diverse figure della struttura sociale, dai pescatori, alle cariche più importanti dell’amministrazione statale, comprese autorità e personale di altri Stati. Il Corpo è parte attiva di numerose organizzazione Comunitarie e internazionali attinenti le materie di competenza, e sono numerosi gli uomini e le donne impegnati all’estero in rappresentanza del nostro Paese. Non si può certo contestare che il lavoro all’interno del Corpo sia oltre che diversificato, anche dinamico e richiede l’assunzione di responsabilità spesso rilevanti. Il senso di responsabilità è un requisito e una dote fondamentale che ogni militare del Corpo deve interiorizzare dato il delicato compito istituzionale che esso svolge.

Negli ultimi anni, nonostante la crisi che ha visto coinvolti il nostro come gli altri Stati, si è instaurato un regime di “spending review” che non ha risparmiato nemmeno le Forze Armate, con una progressiva diminuzione di richiesta di personale militare. Nonostante ciò il Corpo delle Capitanerie di Porto ha subito solo in parte una riduzione del personale, mentre le richieste di figure professionalizzanti e qualificate sono rimaste quasi costanti. Dato di fatto è che le sempre maggiori competenze attribuite al personale del Corpo richiedono una specializzazione maggiore, ed è questo ciò che viene richiesto all’interno dei corsi che si svolgono nelle scuole di formazione per volontari, personale di truppa, sottoufficiali e ufficiali. Sono state istituite delle apposite convenzioni con le Università per l’istituzione di corsi di laurea specifici per il personale delle Capitanerie di Porto, su materie tecniche, giuridiche e scientifiche, a seconda della figura professionale e delle responsabilità attribuite. Continui sono i corsi di aggiornamento organizzati dalle Capitanerie e in collaborazione con altri Enti e Istituzioni in varie materie, principalmente in campo pratico e operativo. Ogni anno sono centinaia i posti per i volontari in ferma prefissata banditi nei concorsi per i giovani che intendono intraprendere una carriera di elevato spessore e professionalità all’interno di un organizzazione importante quale la Marina Militare, destinati poi ai ruoli di nocchieri di porto per l’ingresso nelle Capitanerie. Esistono inoltre concorsi banditi annualmente per il servizio permanente per i giovani che intendono rivestire gli incarichi più importanti all’interno delle Capitanerie di Porto, ovvero il corso per allievi ufficiali che si svolge in Accademia Navale a Livorno, in un percorso quinquennale che porta al conseguimento della Laurea magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione del mare, insieme ad una completa preparazione fisica, all’indottrinamento della disciplina militare e all’acquisizione delle abilità marinaresche indispensabili. Fanno parte del corso di formazione anche diversi imbarchi a bordo di diverse unità della Marina Militare Italiana, compresa la nave scuola Amerigo Vespucci, nonché un periodo di formazione all’interno delle Capitanerie. Una volta concluso il corso da ufficiale in Accademia, si veste il grado di Sottotenente di Vascello e si è destinati alla sede del primo incarico operativo. Per chi intende invece intraprendere una carriera da sottoufficiale esistono i concorsi banditi per Mariscuola a Taranto per gli allievi marescialli, in un percorso triennale che si finalizza con il conseguimento della Laurea in Scienze organizzative e gestione delle attività marittime. Al termine del secondo anno di corso, una volta conseguiti gli esami necessari previsti dal corso di formazione si riveste il grado di Capo di 3^ classe in servizio permanente e si svolge infine l’ultimo anno di specializzazione e di tirocinio secondo i rispettivi programmi. Una volta terminato il periodo di formazione si prosegue all’avviamento della professione al primo incarico che si svolgerà nella prima destinazione d’impiego. Vengono banditi periodicamente anche concorsi per ufficiali a nomina diretta per Laureati in servizio permanente e di Ufficiali in ferma prefissata per un periodo di ferma di 30 mesi per chiunque voglia svolgere un periodo di formazione professionale e qualificante all’interno delle Capitanerie di Porto.

A prescindere dal ruolo ricoperto e dalla carriera professionale che si intende intraprendere, l’impiego all’interno del Corpo delle Capitanerie di Porto, vista la molteplicità di aspetti e incarichi che il personale svolge, richiede oltre a spiccate doti intellettive e professionali, una grande passione per la vita e per il mare. Ciò che accomuna centinaia di militari che ogni giorno svolgono i loro compiti lungo le coste del nostro Paese e al servizio della gente è sicuramente questa forte predisposizione al dinamismo e alla vitalità, che un luogo tanto misterioso e affascinante come il mare richiama a tutti coloro che lo vivono.