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Le merci della società paleotecnica - Giorgio Nebbia -

La prima grande svolta nei rapporti fra gli esseri umani e la natura si è avuta, nella transizione dal Paleolitico al Neolitico con la rivoluzione agricola di circa 10.000 anni fa, in una Terra che ormai rassomigliava, come clima, vegetazione, fauna, estensione dei mari e forma dei continenti, a quella che conosciamo oggi.
Sorsero da allora i primi villaggi di coltivatori e allevatori; alcuni di tali villaggi si trasformarono più tardi in città e cominciarono a scambiarsi merci e manufatti - sale, rame, ceramiche; si formarono poi i primi imperi per la conquista di miniere, terre coltivabili, materie prime, prodotti pregiati.
Da allora la corsa verso il dominio sulla --- lo "sfruttamento" della --- natura si è fatto più rapido, con successive scoperte di nuovi materiali e fonti energetiche e di nuove tecniche per trasformarle.
La società eotecnica ---- come l'hanno chiamata Geddes e Mumford --- usava materiali e FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI come il legno, il vento, il moto delle acque, fino alla rivoluzione paleotecnica, iniziata nel XVI secolo, con l'uso crescente del carbone e del ferro, e poi, a partire dal secolo scorso, con la produzione e l'uso dell'alluminio, del petrolio, dei prodotti chimici sintetici.
Dal 1800 in avanti la maggiore disponibilità di beni materiali ha consentito, a cominciare dagli abitanti dei paesi industriali, un miglioramento della salute e delle condizioni di vita.
Come conseguenza, la popolazione mondiale è rapidamente aumentata, come si è già ricoprdato, fino a raggiungere gli attuali 6.000 milioni di persone, e continua ad aumentare, oggi, in ragione di circa 80 milioni all'anno, quasi un miliardo di terrestri in più ogni dodici anni.
Ogni persona presente sulla Terra ha bisogno, anche se in grado maggiore o minore, di beni materiali: alimenti, acqua, carta, carburanti, metalli, mattoni, gomma, prodotti chimici, tessuti, e questi possono essere tratti soltanto dal mondo circostante, dalla natura.
La quale è grande, ma non illimitata: l'ecologia spiega bene che una popolazione vegetale o animale, in uno spazio e in un ECOSISTEMA di dimensioni limitate, può aumentare fino ad un valore al di là del quale le risorse essenziali - cibo, acqua, spazio per muoversi ed estendersi, capacità di assimilazione delle scorie dei processi vitali - diventano scarse; a questo punto gli individui che compongono la popolazione vengono in concorrenza e in conflitto fra loro e il loro numero diminuisce oppure alcuni sono costretti a migrare - se esiste un altro habitat in cui andare.
La stessa regola vale per le popolazioni umane, con una differenza: con l'evoluzione tecnica ed economica aumenta la quantità - e varia la qualità - delle merci usate da ciascun individuo con conseguente aumento della domanda di risorse naturali: non solo cibo e acqua, ma minerali, combustibili fossili, legname.