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Un futuro di Decadenza o pilotato da menti illuminate? - Piero Faraone -

E' veramente convinto l'uomo, di essere un avveduto costruttore del proprio futuro o si lascia attrarre ancora dal fascino della superstizione che, ad esempio, propone come un oracolo l'influsso di segni zodiacali?
Ciò appare ormai attraverso media di larga diffusione come televisione e carta stampata e pare ottenere largo seguito fra la gente.
Quasi scherzando, questa moda insiste da tempo a suggestionare, quasi fosse la panacea dei nostri problemi.
Come premessa per avviare alle mie riflessioni su questo argomento, ritengo interessante di citare l’opinione del prof. Antonino Zichichi.
Egli ha considerato l'argomento in un suo recente libro "IL VERO E IL FALSO - Passeggiando tra le stelle e a casa nostra" del Gruppo edtoriale Il Saggiatore.
Il prof. Zichichi scrive:
< Ho deciso di scrivere questo libro per due motivi. Anzitutto per convincere il lettore di quanto sia assurdo, a 10.000 anni dall'alba della civiltà e a 400 anni dalla scoperta della Scienza, sentir dire - come fosse parte integrante della nostra Cultura - "Di che segno sei? , " Hai letto l'oroscopo? “
Il secondo motivo é per cercare di porre fine a un paradosso che caratterizza l'Era in cui viviamo; l'uomo scopre la Scienza ma la usa contro se stesso.
Chi é disposto a credere nell'astrologia e nelle sue previsioni non ha difese contro le mistificazioni culturali, qualunque sia la loro natura: ideologica, politica, razziale. E' una persona culturalmente priva del sistema immunitario . 
Riporto  pure altre sue riflessioni :
<.....Su tutto ciò che non si conosce non si può dir nulla.
Chi può escludere che non esistano ''influssi'' fino ad oggi mai scoperti?
La risposta - egli scrive - ce la dà  Galileo Galilei .
E' vero che non si può dir nulla su ciò che non si conosce.
Ma é proprio questo il motivo per concentrare i nostri studi e la nostra attenzione solo su problemi formulabili in modo rigoroso ............L' attuale stato della Cultura , detta moderna , con i suoi segni zodiacali e oroscopi, ci fa toccar con mano quanto sia attuale l'insegnamento galileiano.............liberandoci dagli incubi millenari provocati dai fenomeni celesti ........>   
Poi lo Studioso insiste sul principio che dove non c'é rigore sperimentale, non c'é progresso ma soltanto confusione intellettuale e salti all' indietro nella Storia del pensiero .
A proposito del rigore sperimentale, citerei accanto a quelle di Zichichi, le parole del Nobel della Medicina, dr. A. Carrel:
< poche osservazioni sperimentali e molti ragionamenti inducono all'errore, prolungate osservazioni sperimentali e pochi ragionamenti portano alla verità [ Short observing and much reasoning lead into the error; much observing and short reasoning lead into the truth ]. >
Citerei per restare in tema, anche la riflessione di Max Planck :
< Distinguere il vero dal falso é ciò che fa la Scienza > .
Infine ricordo, questa cruda riflessione filosofica di Schopenhauer tratta da "Aforismi sulla saggezza del Vivere": 
< Una dimostrazione grandiosa della miserabile soggettività degli uomini per cui essi riferiscono ogni cosa a sé stessi e da ogni pensiero risalgono a sé in linea diretta, è offerta dall’astrologia che riferisce la rotta dei grandi corpi celesti al miserabile io e mette in rapporto le comete del cielo con le beghe e le meschinità terrene. >
Non si possono ora che condividere tutte queste affermazioni citate: lucide, esaustive, determinanti e in una parola fondamentali.
Esse additano l'uomo con la sua mente e col suo talento, come il POTENZIALE protagonista nella realizzazione del proprio futuro, con tutte le responsabilità.che..ovviamente ne derivano.    
Le suggestioni , le superstizioni , ahimè, possono essere dei capricci e come tali potrebbero attrarre al momento, per servirsene solo  come di una spensierata evasione .
Ma... , insistendo a seguire chi le pubblicizza , inesorabilmente, esse ci abituano e  via via creano in noi uno mero stato di accidiosa dipendenza e allontanano pian piano, da quella realtà con la quale senza alcuna riserva, si devono fare i nostri conti con intelligenza. Ho letto da studente, su un libro di medicina legale, una suggestiva definizione dell’ intelligenza umana.
Questa si manifesta attraverso una cosciente considerazione dell’esperienza trascorsa, una visione vigile del presente e una previsione logica del futuro.
Sono o non sono, queste, la manifestazione di quello che ècomunemente detto buonsenso?
La realtà impercettibilmente agisce di continuo su di noi, e la nostra mente cerca di adattarsi ad essa e si orienta verso cose che la nostra curiosità percepisce via via, e si crea in noi il desiderio di volere conoscere quelle che più ci attirano e che più ci stimolano.   
Così, si va avanti affidandosi un pò all’esperienza e un pò alle intuizioni.
Queste affiorano dalle profondità del nostro essere e sono avvertite man mano dalla ragione che ne resta ispirata.
Non é nel nostro interesse che questo meccanismo naturale vada  favorito e vada difeso?  
Il voler essere di più, non può e non deve sviarci verso fasulli obiettivi come quelli del “mondo dei miraggi o dell’astrologia” .
Come si é  detto, questo può esser scusato forse come fatto provvisorio, come rifugio per le nostre paure ancestrali… o forse può esser compreso come un’evasione dagli impegni avuti per risolvere i nostri problemi quotidiani.
Un “aiuto” occasionale, un capriccio fantasioso per svagarsi insomma.
Ma…insistendo a badare a certe credenze (grazie anche alla complicità di certi mass media ), si finirebbe fatalmente fuori strada.
Sfuggire i miraggi é restare in sintonia con il pensiero di Planck che addita il compito che ha la Scienza (quella con la esse maiuscola) e cioè, distinguere il vero dal falso.
Ed é  dalla conoscenza quindi che noi dovremmo lasciarci guidare .
Socializzando, inoltre, attraverso lo spirito solidale che poi man mano in noi si rafforza, si ricaverebbe maggiore fiducia in se stessi, maggiore convinzione nell' affrontare e superare i problemi, sentendo come nostri anche quelli comuni a tutti.
Che < io voglio e quindi io sono > diventi pure una molla per il nostro futuro, imprimendo la spinta determinante verso un'evoluzione inarrestabile del pensiero che ci adegui sempre meglio alle reali difficoltà che s’incontrano .
Così operando la dimensione della vita  diventerebbe più eroica , dando più il senso della nostra esistenza .
L'esca del mago che tutto prevede, esiste per la complicità di attenzioni superficiali o utilitaristiche di tanti, che slivellano la comunicazione dei mass media verso i soggetti più vulnerabili e meno esigenti.
E ciò, forse per offrire programmi più semplici e poveri  ma che stuzzichino (forse a volte un pò salacemente) le ingenuità e le sprovvedutezze dei destinatari facendo nel contempo pure più economia (economia d’impegno, di qualità, di tempo e d’altro ancora…)?
Dirò di più, in televisione, ad esempio, ci presentano non solo gli oroscopi ma pure certi argomenti disarmanti, come si fosse in dovere di rappresentare perché attinti da certi gusti di massa che, dicono, siano intercettati attraverso mezzi strumentali come l’ Auditel .
Gli addetti ai lavori che si servono di questi accorgimenti per decidere la scelta dei programmi, sembrano dire < ma noi dobbiamo rispettare, come specchio fedele, lo stato della realtà di oggi ....per quella che é  e per i gusti che prevalgono …(si allude ad esempio, ai gusti che prediligono “ Il grande fratello” o  “L’isola dei famosi ?...”) .
Mah !  ........ la realtà é sfaccettata come un enorme poliedro e se i mass media hanno il compito - dicono loro - di presentare il mondo com’é, hanno anche quello di scegliere modelli che stimolino lo spirito di emulazione dei soggetti che vogliano sollevarsi dalle proprie insicurezze, dalle proprie mediocrità, e che sentano in una parola, il desiderio di migliorare il proprio buongusto e la propria cultura. 
A questa responsabilità non si sfugge con il pretesto dell'Auditel..., signori miei.    
La platea dei tanti é come una ricca immensa miniera ma mancano i minatori, quelli con il viso segnato dalla fatica dell’impegno che rischiano la faccia pur di promuovere un'opera utile a migliorare la società, cavandone entusiasmi laddove sembrano assenti.
Una sorta di maieutica insomma. Ecco quindi la necessità,  che una dimensione eroica dell'uomo riemerga ancora.
La funzione dei media favorisca  iniziative di qualità nell’interesse della comunità, che ci tirino fuori cioè dalle secche delle chimere, dai disturbi della violenza e delle volgarità gratuite a caccia di una facile risata ( volgarità  fra l’altro  non sempre così bene velate da evitare magari l’imbarazzoa un conduttore vigile e corretto, che resti visibilmente contrariato; o é  tutta una commedia?).
Divertire così in un modo che farebbe irritare chi predilige quello humor che richiederebbe meno pancia e ,ahimè, più testa e professionalità, che salvi cioè il buon gusto della forma e quello dei contenuti .  
Pigrizia intellettuale o reale incapacità? La gente sana vuol crescere come tutta la natura sana che ci circonda, e difende e ama la propria esistenza.
E’un istinto, questo, insopprimibile che esistendo non si può ignorare impunemente.
Bisognerebbe difenderci insomma dalle cose che turbano più che allietarci, che impoveriscono anziché arricchirci e che, a catasta, si rifanno banalmente ai nostri istinti più primitivi per soddisfare a buon prezzo. Si dovrebbe fare una auspicabile scuola di cultura per cose che servano per crescere dentro, per acquisire buone maniere ed affinarsi nell’avere ed offrire il buon gusto. Questo,soprattutto facendo leva sui giovani. Costi, quello che costi.
Tutti noi, prego, prepariamo per loro un futuro migliore.
A proposito di programmi.
Noi in  Europa, abbiamo una Comunità di Stati dei quali  si potrebbe conoscere tanto attraverso programmi d’informazione assidui e sistematici; ad esempio, attraverso la Tv. Programmi di informazione che facciano sentire noi europei via via più vicini fra noi, perchè ci si conosca sempre meglio l’uno con l’altro,facendo leva ancora una volta sulla irriducibile curiosità dei più giovani. E’ desolante dirlo, ma …per quel che ne so, questo non lo si fa.
E magari ci si dilunga su Paesi da noi molto lontani; prima sapere bene chi siamo, oggi, noi europei!.....Il confronto con altri lo si fa bene solo se prima fra noi ci si conosca abbastanza (il che è la nostra identità) .
Non sono dunque i popoli che possono veramente favorire un’ unione fra loro, attraverso la riscoperta delle radici comuni, delle affinità e delle complementarità che li arricchirebbero realizzando tale unione?
Serpeggia purtroppo,fra noi, una decadenza di costume , una crisi d' identità dei propri valori e delle proprie radici culturali che si rimane  esposti al rischio di una fase rovinosa che ci allontani dai valori dell' uomo creativo che creda in se stesso e smuova le inerzie di tanti  come in un grande effetto domino.
Uomini che soddisfino con iniziative, atte a promuovere in altri, un crescendo inesauribile della curiosità di conoscere per sapere di più.
Ma ci sono questi pionieri?
In tal senso ci vorrebbe più unità d’intenti per scoprirli e favorirne l’azione.
Un regista ha fatto dire ad un protagonista di un recente film di successo, <l’ unità che si avverte fra gli ascoltatori, grazie ad un’opera musicale sapientemente orchestrata, dura purtroppo, finchè dura l’esecuzione >.
Ma non voglio chiudere con tale pessimismo.
Facciamoci quindi tutti noi insieme, un sentito augurio d’un futuro, sostenuto da una grande volontà di migliorare.