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Rinascimento ed illuminismo spaziale - Vittorio Canuto -

Come ormai sappiamo tutti, gli abitanti della terra hanno invaso Marte. È avvenuto il 4 luglio 1997, festa dell'indipendenza americana. In una delle giornate più memorabili, la NASA, ambasciatrice di tutta 1'umanità, ha fatto atterrare sul pianeta rosso un piccolo robot. A Pasadena in California, dove si era riunito il quadro direttivo della NASA, durante tre giorni di festività, con centinaia di visitatori di tutte le età, l'America ha dimostrato ancora una volta di essere una nazione di coraggiosi esploratori. Cosa significa questa missione? È iniziata una nuova era, due anzi, il Rinascimento e l'Illuminismo, contemporaneamente. Non più missioni ciclopiche come 1'Apollo, in cui si misero tutte le uova in un solo paniere, imprese costose, rischiose e quindi infrequenti. Quell'era è finita. È iniziata un'era illuminata, realista e lungimirante. È iniziata 1'era delle missioni più piccole, più veloci e meno costose, questo è la nuova mantra della NASA. Invece di attendere finché si abbia una nave con "tutto a bordo", cosa che richiede anni di preparazione, il nuovo illuminismo prevede un viaggio a Marte ogni 26 mesi, una costruzione lenta e metodica di un grande edificio, mattone per mattone, nulla di prefabbricato da trasportarsi di peso. Poi, forse fra 20-30 anni, arriverà 1'uomo mentre nel frattempo avremo acquistato una conoscenza dettagliata di quello che potrà diventare un nuovo habitat. Il simpatico Lander con robot, ribattezzato C. Sagan in onore del grande assente a Pasadena, la cui vedova, la scrittrice A. Druyen ricordò in un discorso che commosse le migliaia di persone riunite la sera della vigilia, è il primo mattone.

Perché Marte? Se osserviamo il nostro sistema solare, la scelta è quasi d'obbligo. Alla nostra sinistra (planetariamente parlando), c'è Venere che con una temperatura dantesca di 500°C fonde il piombo. Non sono necessari altri commenti. Alla destra, c'è Marte, 1,5 volte più lontano dal sole di noi, con un giorno di 24 ore e 37 minuti, con un anno di 687 giorni nostri e dove ci sono stagioni poiché il suo asse di rotazione è inclinato di 25°. Un pianeta quindi non così dissimile, un pianeta direi quasi italiano, se mi permettete un po’ di sciovinismo, non solo perché porta il nome datogli dai Romani ma perché Sciapparelli lo riportò all'attenzione mondiale con la "scoperta" dei famosi canali che fecero pensare ad una civiltà ormai scomparsa. Nasceva la domanda: c'è vita su un altro pianeta?

Marte non ha potuto ritenere un granché di atmosfera dovuto alla sua bassa gravità (3/8 di quella terrestre) e come tale soffre grandi escursioni termiche: la temperatura media è di -55°C, con variazioni da -120°C a +25°C. Come tale, non è chiaramente un posto vivibile, come non lo è la luna. Ma mentre quest'ultima è biologicamente morta, Marte non lo è. C'è speranza perché ci sono i mattoni per costruire. Contiene infatti abbondanti quantità di CO2 (ANIDRIDE CARBONICA) che opportunamente trasformata, potrebbe generare un "EFFETTO SERRA" onde riscaldare il pianeta in forma costante così come succede qui sulla terra. In una prospettiva più generale, possiamo dire di avere imparato da Venere quello che non dobbiamo fare (eccessivo incremento dei gas ad EFFETTO SERRA) e da Marte quello che potremmo fare, generare cioè un giudizioso ed equilibrato EFFETTO SERRA, terraformado un pianeta vicino. Il sottosuolo marziano può contenere acqua, quindi IDROGENO ed ossigeno, elementi indispensabili ed alla base di qualsiasi operazione biologica e meccanica.

Tutti abbiamo sentito parlare del famoso meteorite ALH84001 trovato fra i ghiacci dell'Antartide e nei cui interstizi è stata trovata aria che ha esattamente la stessa composizione chimica dell'atmosfera cha la missione Viking osservò su Marte nel 1976. Questo meteorite è ora sotto scrutinio mondiale poiché potrebbe contenere indicazioni preziose di vita allo stato batterico su Marte.

La missione del 4 luglio e 1'annuncio del meteorite ALH84001 hanno dato inizio al Rinascimento delle esplorazioni spaziali. Qual è il costo? L'ultima missione Viking del 1976 costò 3,5 miliardi di dollari. Il Mars Observer che sparì nello spazio in forma improvvisa, costò 1 miliardo di dollari. Per dare una prospettiva globale, il budget annuale della NASA è di 13 miliardi di dollari, quello della città di New York di 30 miliardi. La NASA spende meno dell'1% del bilancio annuale del governo USA. Quanto è costata la missione Pathfinder? Non più miliardi, ma milioni: infatti, il budget annuale di questa missione è di 150 milioni di dollari, il costo del film Indiana Jones e di tanti altri film che si girano qui vicino ad Hollywood. Imprese spaziali al prezzo di film di azione! Il quadro generale è quindi quanto mai positivo. C'è però un problema assai serio: il trasporto, che oggi corrisponde al 61% del costo. Maggiore è il peso da trasportare, più potente deve essere il vettore di lancio e quindi maggiore è il costo. Quindi, si richiedono nuovi concetti. Produzione di propellente in loco su Marte porterebbe ad una riduzione del 40%. Si potrebbero quindi usare i piccoli rockets Delta-3 invece dei mastodontici Titan o Proton. La propulsione attuale (chimica) ci porta a Marte in sette mesi. È pensabile che una gruppo di colonizzatori viaggi per tale periodo? Da quello che abbiamo imparato sinora, 1'assenza di gravità tende a decalcificare le ossa, rimpicciolire il cuore, atrofizzare la muscolatura, senza contare che all'arrivo ci attende una gravita che è solo 1/3 di quella terrestre. E se invece di 7 mesi potessimo arrivare in 90 giorni? Così propongono i fautori dell'uso di altre forme di energia di propulsione, per esempio nucleare. Tutti sappiamo che questo è un nervo scoperto della psiche pubblica ma anche qualora tale scoglio venisse superato, la tecnologia necessaria non sarà pronta prima del decimo viaggio a Marte.

Sarà anche indispensabile che si impari a vivere dei "frutti della terra", in questo caso di Marte. Gli esperimenti programmati ci diranno se sarà possibile convertire 1'atmosfera di Marte ricca di CO2 onde produrre propellente. Si potrebbero generale 40 tonnellate di ossigeno liquido onde potenziare un veicolo di ritorno, permettendo allo stesso tempo ad un equipaggio di 6 persone di disporre di un "supply" di aria per una permanenza dai 18 ai 20 mesi.

Vorrei terminare questa panoramica con una considerazione di carattere generale. Io credo fermamente che l'esplorazione spaziale sia scritta nel nostro codice genetico. La vita nacque negli oceani dove vi rimase fino a 600 milioni di anni fa quando si irradiò sulla terra dove si trovò a dover affrontare un mostro mai visto: la gravità. La vita superò questo ostacolo ed oggi camminiamo eretti, diretti dal computer più potente del mondo, il cervello umano, sede di un numero di interruttori elettro-chimici pari al numero di stelle della via lattea. Fra i tredici ed i dieci mila anni fa avvennero tre fatti importantissimi: ci visitò il meteorite ALH84001, regalandoci un esempio della vita, forse batterica, su Marte, terminò l'ultima glaciazione e scoppiò una supernova, che contribuì psicologicamente alla trasformazione da società nomade a quella agricola. Si inventarono i numeri. In questi 10 mila anni abbiamo compiuto meraviglie. È ora che si restituisca la visita al nostro vicino Marte, ora che abbiamo fuso due gioielli, il rinascimento e l'illuminismo.