Trova le risposte!
Dalla scoperta del fuoco al calore prodotto per combustione, alla pila di Volta e le lampadine di Edison. Un viaggio tra passato, presente e ... futuro dell'energia.

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Quante energie dallo spazio condizionano i substrati biologici? - Piero Faraone -

Introduzione alla lettura:

Il fascino del cielo coi suoi spazi insondabili, sembra cedere un po’ della sua seduzione all’incalzare continuo che la curiosità primigenia, spinge e trascina la mente umana ad esplorare.
E ciò, senza concedere tregue ad alcuna fatica, per quanto sofferta.
La sfida pare inverosimile, é vero, davanti al tanto, davanti a quel mistero sibillino che ci si spalanca addosso. Ma la sfida, …c’è !
Non é voluta, pare suggerita e subita da forze interiori che son dentro di noi e che, se le sentiamo, ne restiamo implacabilmente schiavi.
La nostra non è una virtù, é un istinto che cova e che guardandoci intorno, noi stimoliamo.
Istinto che supera scoraggiamenti, delusioni, entusiasmi effimeri, e punta inesorabile a spingerci avanti, conquistando la calma che ci vuole, che addenti l’attenzione e ne moltiplichi l’affondo per arrivare dove più noi possiamo.
E a percorso concluso, non c’é l’arrivo ma solo una tappa.
E' come arrivare su una delle innumerevoli vette che si fosse offerta alla curiosità inesauribile di uno scalatore perchè questi si cimenti a arrivare ad altre vette e poi ad altre ancora.
Tutto questo perché?
Perché il nostro é un mondo che conoscendolo meglio, ci farà  sentire sempre più parte di sé.
E partecipare, è un modo di sentirsi più liberi, di scoprire sempre meglio modelli di vita a noi congeniali, di arricchirsi quindi abbandonando egocentrismi che spogliano e inaridiscono l’estro.  Ciò, fino a quando almeno, una vita senza età pulsi ancora dentro di noi e ci spinga a cercare, e a scoprire sia pure casualmente, ciò che non conosciamo.

Si é scritto che a un viandante che andava per colli, sia successo, una volta, d’imbattersi in delle interminabili fila di pali di legno, che sostenevano dei lunghi fili, forse del telegrafo. Rimase affascinato ed ebbe la curiosità di poggiare un orecchio, ad uno di quei legni ….e scoprì qualcosa che l’entusiasmò.
Leggiamo:

Lungo la china del colle / si seguono, / l’un dopo l’altro, / dei pali a fare corteo./.
Non hanno né rami né foglie, / sostengono languidi cavi / che danno coi fili segnali /.
Di impulsi elettrici tenui . / Se poggi l’orecchio a quei legni, / tu senti venire dei suoni./.
Accordi di arpe e violini / che abbozzano quasi armonie. / Son suoni di mondi remoti, /
Un linguaggio che cerca risposte. /Il vento arpeggia quei fili /che serbano dentro quei canti./ Viandante, / che vivi al di fuori, / é solo per caso bizzarro / che accosti / il tuo orecchio.
A sentire./ I suoni dàn l'anima ai fili, / e danno messaggi sottratti / al vento che soffia geloso. / Percuote,  il vento  ch’ è  sordo , /  percuote   quei   fili  ondeggianti . /  I    segreti      restano    chiusi . /
Li sente un orecchio appoggiato, / che coglie solo il mistero. /Viandante che fermi il cammino / canta pure / al vento curioso, / canta tutti / i suoni che odi./.
E l’uomo allunga il suo passo / e corre e canta col vento.

Se vi apprestate ora, a leggere le prossime righe, leggete pure con curiosità questo mio scritto ma ricordate, prego, quanto qui vi ho confidato.
Se lo farete sopporterete meglio allora, un po’ della fatica che vi ho inflitto. Mi riferisco ai limiti che posso aver avuto nel mio linguaggio (e non solo), per quanto sto ora per sottoporvi….
Cordialmente vi auguro una buona lettura.

Quante energie dallo spazio condizionano i substrati biologici?

Sin dal 1935 era stato notato da vari studiosi che se l’acqua fosse stata sottoposta ad alcune azioni di natura fisica in momenti diversi, per alcune proprietà, come risposta essa non presentava dati sempre uguali, della medesima intensità.
Nel 1939 si avanzò l'ipotesi che tali riscontri mutevoli fossero da mettere in relazione con delle cause esterne dovute a fenomeni in atto nello spazio .
Ma prima di andare oltre, per meglio capirci, sarebbe utile rammentare alcune informazioni di natura fisica.


Il vento solare confina il campo magnetico terrestre in un volume di forma simile a una cometa, la magnetosfera.
Sul lato rivolto al Sole il vento solare comprime la magnetosfera fino a una distanza dalla Terra pari a circa 10.
Volte il raggio terrestre. Sul lato opposto la magnetosfera è confinata in una struttura a forma di manica a vento,
La coda magnetosferica, che si estende per più di 1000 volte il raggio terrestre. La magnetosfera contiene plasmi
Rarefatti di densità e temperature diverse, derivanti dal vento solare e dalla ionosfera.  
La figura sopra riprodotta e il suo testo descrittivo sono stati ricavati da internet, dal sito:
http://
www.matematicaescuola.it/Fisica/Campo%20magnetico%20della%20Terra/magnetosfera.htm

Il nostro pianeta é avvolto da un’atmosfera di cariche elettriche animata da un continuo peregrinare nello spazio, ed é sempre immersa in un immenso bagno d’energie in continuo fermento, che la raggiungono fin dalle profondità più remote del cosmo.
L’atmosfera avvolge il nostro pianeta interamente e raggiunge un’altezza di 500 km .
La parte di essa più prossima a noi é detta Troposfera che arrivando fino a 10-12 km d’altezza via ha un’aria sempre più rarefatta .
La Biosfera é invece la parte di atmosfera che consente la vita.
Alla troposfera succede la stratosfera che arricchendosi via di OZONO, s’estende fino a 50 km. 
Quindi si passa ad una zona detta ionosfera che si allarga verso l’alto fino a 500 km. Tale zona é caratterizzata dalla presenza di particelle ionizzate, in specie fra i 100 e i 450 km d’altezza.    All’atmosfera testé descritta succede la magnetosfera nella quale la terra resta avvolta da sciami di cariche elettriche.
La magnetosfera é generata dal campo magnetico terrestre e si estende fino ai 65000 km d’altezza; in essa distinguiamo due fasce dette di Van Allen, una più interna sino a 5000Km da terra e una più esterna sino a 20000 Km; in tali fasce [e di più in quella interna], si ha un’elevata concentrazione di particelle altamente energetiche.

Queste particelle provengono dallo spazio esterno alla magnetosfera e restano via intrappolate nelle fasce, creando nell’impatto una zona di turbolenze che vengono a formare attorno alla terra un vero e proprio scudo protettivo verso tutte le radiazioni che man mano provengono dal cosmo (vento solare, raggi cosmici).
Si viene così ad avere con il flusso di tali particelle, una zona di scorrimento che passa ai lati della terra e scivola oltre, verso lo spazio, dando la così detta coda della magnetosfera.
Alcune radiazioni [quelle dell’Att. Solare (AS) (che origina un flusso di radiazioni, detto vento solare) e quelle dei Raggi Cosmici (RC)] superano detto scudo, arrivando fino al nostro pianeta, dove attivano interazioni con la sua ionosfera e qui, producono diffuse ionizzazioni.
Direttamente o attraverso un’azione sui campi elettromagnetici (onde el.magn.di bassa FREQUENZA) attorno alla terra che come i RC e l’AS potrebbero influenzare i substrati biologici.

I raggi cosmici (note da http://personalpages.to.infn.it/~peroni/fis_med/esercizi_fismed/lec13.pdf ) si distinguono essenzialmente in:

A) Cosmici Primari che direttamente raggiungono l’atmosfera terrestre e hanno due origini:

• GCR (Galactic Cosmic Rays): quasi la totalità dei raggi cosmici appartiene a questa categoria. E sono formati da: 90% di protoni, 9% di particelle alfa e 1% di Nuclei più pesanti (la cui abbondanza relativa decresce coll’aumentare del numero atomico: CARBONIO, Azoto, Ossigeno, fino ai meno frequenti nuclei di Ferro).

• SEP (Solar Energetic Particles): di minor quantità, sono caratterizzati da una forte dipendenza dagli eventi che dominano la superficie solare.

B) Cosmici secondari, che sono prodotti dalle interazioni dei primari con i nuclei dell’atmosfera terrestre (Azoto, Idrogeno, Argon, Ossigeno), e ciò dipende da:

• Altitudine (aumentano all’aumentare dell’altezza s.l.m.)

• Attività solare (hanno flussi minimi con attività solare massima)

• Latitudine (i flussi sono maggiori ai poli e minori all’equatore  per il campo magnetico terrestre)

Piccardi nel 1951, davanti ad un’ipotesi come quella degli anni trenta citata prima di tali chiarimenti, ruppe gli indugi in una generale fase di stallo generale arenata in aride ipotesi.
Decise cioè di passare ad una verifica sperimentale ricorrendo a test colloidali da lui ideati, come sistema rivelatore.
Questo era semplice ma, secondo il suo parere, così sensibile da raccogliere i segnali provenienti dallo spazio.
La lettura del sistema rivelatore era basata sulle variazioni della velocità  di sedimentazione delle particelle in sospensione colloidale .
Questa, avendo una propria stabilità precaria, poteva essere facilmente sbilanciata dalle proprie condizioni di soluzione, da piccolissime energie che avessero indotto evidenti variazioni.
Piccardi preferì usare soluzioni colloidali da sostanze inorganiche, benché riconoscesse che i colloidi degli organismi viventi fossero più sensibili rispetto a quelli da lui utilizzati ma contemporaneamente considerò anche la loro peculiare capacità di reagire attivamente agli stimoli esterni per compensarli e tentare così di salvaguardare il proprio equilibrio biologico. Necessario questo, a conservare la propria esistenza.
Questa caratteristica organica, infatti, nel caso dei test da lui ideati, avrebbe potuto mascherare l’effetto sul substrato biologico, rendendone impossibile una lettura, utile all’indagine.
PF aggirerà, seppure non voglia, la capacità di reagire attivamente dei colloidi organici. Infatti, usò nei propri test CSD, organismi unicellulari come i batteri che non hanno rischiato minimamente tale inconveniente, offrendo anzi, letture dei test meno irregolari e meno interferite di quelli usati da Piccardi.)

Negli anni ’50 Piccardi evidenziò con le variazioni dei dati raccolti nel tempo.
Un ritmo un decennale (cioè quello dell’attività solare) con 2 valori minimi, uno all’inizio e uno alla fine della curva stessa; e con un valore massimo intermedio.
Evidenziò inoltre un ritmo stagionale ogni anno, con due valori minimi uno più netto nell’equinozio di primavera ed uno meno nell’equinozio di autunno.
PF confermò la presenza di tali ritmi (decennale e stagionale) nelle ricerche col suo test rivelatore CSD[1970-1991], presentando tuttavia alcune variazioni rispetto i test del Piccardi.

Piccardi mise pure in evidenza variazioni di breve durata come quelle da eruzioni solari o da tempeste magnetiche e constatò anche un effetto latitudine presente e dissimmetrica tra i due emisferi, decrescendo da nord a sud e assumendo valori medi in prossimità dell’equatore.
PF riscontrò una profonda sensibilità dei suoi test alle tempeste magnetiche provocate dall’Attività Solare, come si dirà più oltre.

L’influenza possibile dei fenomeni esterni nella nostra biosfera veniva dunque confermata.

Del resto Tchijewsky (URSS) aveva ipotizzato fin dal 1930, una possibile correlazione tra fenomeni biologici e attività solare.
Egli realizzò lunghe e accurate indagini nel primo '900 appurando in base ai dati epidemiologici raccolti, che alcune epidemie seguivano un andamento.
Ciclico del tutto analogo a quello dell'attività solare espressa coi Numeri di Wolf (attività che tiene conto del numero variabile delle macchie solari).
Solo nel 1965 però, un anno dopo la sua morte cioè, i suoi studi furono riconosciuti di considerevole valore scientifico, da una Commissione allestita dall’Accademia delle Scienze dell’URSS.
Piccardi qualche anno dopo, e PF vari anni dopo, avrebbero rafforzato le geniali ipotesi del ricercatore russo con i loro dati sperimentali.
Accanto a quello di Piccardi e di Tchijewsky porrei, infatti, come calzante e risolutivo, il lavoro che PF realizzò, prima, con ricerche ricognitive alla fine degli anni ’60, poi, con un’indagine pluriennale dal 1970 al 1991.

Durante una sua ricerca infatti sulle caratteristiche dei germi diffusi nell'aria esterna, PF aveva  notato a latere , che fra tutte le colonie dei microrganismi, alcune avevano la caratteristica di presentare uno o più settori differenziati dalla rimanente compagine della colonia stessa.
Tali colonie ritenne di indicarle più brevemente con le iniziali CSD.
PF operò per mesi e mesi senza sapere delle ricerche di Piccardi, che solo alla fine del 1970 ebbe fortuna di conoscere all’Università di Milano nello Studio di Medicina Termale retto dal prof. Gualtierotti R..
Nell’incontro, Piccardi gli riferì sulle ricerche da lui fatte e sulla base di queste esortò il giovane PF, perché continuasse a seguitare la sua sulle CSD, per un tempo prolungato fino a vagliarne bene la fondatezza (congedandosi dal giovane e stringendogli con vigore la mano, lo studioso disse con grande e inspirata enfasi: < Insistere, … insistere bisogna…!).
Le colonie con uno o più settori differenziati (o per il colore, o per la trasparenza o per altro aspetto esteriore, vedi figura a pag.8 ), si distinguono meglio dalla rimanente compagine di una colonia batterica usando luce e ingrandimenti opportuni (La colonia batterica é un ammasso di germi che moltiplicandosi allargano la stessa, in senso centrifugo, dando forme finali più o meno rotondeggianti ).
Nel conteggio delle CSD, si é considerato il numero delle colonie aventi uno o più settori e non il numero dei settori.
Esso é stato riferito come percentuale del numero complessivo di tutte le colonie cresciute, sul terreno di coltura, CSD e non.
Le CSD (dette pure colony sectoring) come sono considerate da altri studiosi?
Un fatto in un certo modo, complesso.
Ma per lo più si insiste a considerare che esse siano segno di una mutazione come in vari casi fu possibile dimostrare, ciò pur senza rappresentarne una prova di rigorosa certezza.
Da PF fu pure appurata la comparsa di CSD a seguito di stimoli come quelli da raggi U.V. utilizzati in laboratorio per il loro effetto battericida e il che non é incompatibile anche per un loro possibile effetto mutageno (che parve confermato da alcuni variazioni di alcune loro capacità enzimatiche constatate da vari studiosi e marginalmente pure da PF).
PF ha potuto verificare comparsa di CSD variando l’ESPOSIZIONE agli UV di terreni culturali solidi seminati in superficie con culture di stafilococco; cioè da effetti di sterilizzazione completa si passava ad una riduzione di essi con la contemporanea comparsa di CSD.
I Settori Differenziati in sostanza, potrebbero essere costituiti da quei microrganismi scampati ad un’azione battericida, derivata da agenti esterni, che per adattarsi alle variate condizioni ambientali, si sono adattati ad esse attraverso le mutazioni.
E’ noto che la velocità di avvicendamento delle generazioni per gli organismi unicellulari, come i batteri, è vertiginosa.
Da un singolo individuo, in genere, nel giro di ore si può arrivare a superare il miliardo. Questa dunque per loro, è l’arma vincente per sopravvivere e se avviene a discapito del singolo che non si adatta, va però a favore della intera specie.
Ma potrebbero originare per mutazione, anche ceppi di microrganismi tali da mettere in difficoltà le difese immunitarie degli organismi superiori, ivi compreso l’uomo, con imprevedibili pericoli per la sua salute come accade appunto nelle epidemie (vedere sito < http://www.alinet.it/andromeda/acquaattivata.pdf >).

Dopo le ricerche preliminari fatte prima del 1970 (a scopo ricognitivo), PF continuò il suo studio sulla variabilità di FREQUENZA delle CSD in modo sistematico, esaminando, ogni dì, le colonie di batteri isolati dall’aria esterna (1970-1982).
Studio che perfezionò nel 1984 e concluse nel 1991, utilizzando colture, seminate e tenute sempre in laboratorio, di ceppi puri di S.Aureus (questi, infatti, avevano dato durante le indagini sulle colonie dei batteri isolati dall’aria esterna, una maggiore FREQUENZA delle CSD rispetto alle altre specie batteriche).

Emerse così che nonostante che si operasse in un ambiente chiuso e cioè confinato, si ottennero curve di FREQUENZA delle CSD, nel tempo, in tutto sovrapponibili a quelle ottenute dai batteri in sospensione nell’aria esterna (l’ambiente confinato dunque non era una barriera sufficiente per sottrarre i germi a quei fattori esterni che influenzavano la formazione e la FREQUENZA delle CSD).
Complessivamente dal1970 al’91, furono esaminate oltre 4 milioni di colonie batteriche.

I dati raccolti furono poi messi in correlazione con l’ AS basata sempre sul numero variabile delle macchie solari (Numeri di Wolf o NW).
Essi furono prima sottoposti a semplici valutazioni statistiche che evidenziarono che la FREQUENZA delle CSD variava negli anni con un andamento ciclico undecennale, tipico dell’attività solare.
I dati di FREQUENZA delle CSD erano in opposizione (correlazione negativa) coi dati dell’AS. Vale a dire aumentando l’AS calava la FREQUENZA delle CSD e viceversa.
Successivamente i dati raccolti furono sottoposti ad un più ampio e particolare studio statistico con fisici e biostatistici, invitati dall’AS. a collaborare.
I dati furono messi in correlazione con diversi parametri astrofisici e in modo più approfondito.
[Di tali preziosi collaboratori PF ricorda: la belga drs. Capel Boute dell’Univ.di Bruxelles (1972); il belga M.De Meyer dell'Osservatorio Astronomico di Liegi (1984), l'italiano G.Villoresi dell'Università La Sapienza di Roma(1996), l'ungherese J.'O'rmenyij, dell'Istituto Meteorologia di Budapest(2000), lo statunitense F.Halberg dell'Università di Minneapolis del Minnesota(2002), fondatore della Cronobiologia; l'ucraino B.Vladimirskji e il russo A.A.Konradov, docenti universitari, il primo dirigente dell'Osservatorio Astrofisico di Crimea e il secondo dell'Istituto di Fisica e Biochimica di Pushchino (Mosca) nonché membro dell'Accademia delle Scienze dell'URSS prima e della Russia successivamente(2005)].

Da tali collaborazioni risultarono confermate le principali intuizioni avute da PF, e in precedenza espresse in pubblicazioni del 1971 e del 1974, dove si era ipotizzato che più fattori esterni avrebbero potuto condizionare la FREQUENZA delle CSD, quali : le onde elettro magnetiche di bassa FREQUENZA (ELF), i Raggi Cosmici(RC), l’Attività Solare(AS) e l’Attività Geomagnetica(AGM).

Si sottolinea in particolare l’azione combinata dell’AS con quella dei RC.
Infatti quando l’AS cresce, scherma la terra dai RC. Al che la FREQUENZA delle CSD cala.
Quando invece l’AS cala non scherma più la terra dai RC e la FREQUENZA delle CSD aumenta.
I dati dell’AS e delle CSD sono risultati sempre in correlazione significativa negativa (e cioè con le curve ricavate dai dati in opposizione fra loro).Essendo poi già noto che l’AS e i RC hanno le curve ricavate dai propri dati, in una correlazione significativa negativa si deduce indirettamente che le curve dei dati delle CSD e quelle dei dati dei RC debbano fra loro risultare in una correlazione significativa positiva.
Quando cioè i RC aumenteranno le CSD aumenteranno; quando i RC caleranno, le CSD caleranno; come in effetti si é evidenziato. Nella ricerca delle CSD si sono utilizzati per correlarli coi RC, i dati dei flussi di neutroni rilevati da Osservatori Usa e Russi.

In particolare inoltre, si è osservato, che episodicamente dai dati ottenuti in varie tempeste magnetiche, per l’influsso dell’AS, la curva di valori delle CSD sono stati in calo 3 giorni prima del picco massimo della tempesta magnetica; poi è seguita una depressione di 6 giorni lungo tutta la durata del picco medesimo (depressione statisticamente molto significativa).
Infine la ripresa (il rialzo) della curva si è avuta nei 3 giorni successivi alla fine della tempesta magnetica, dando una correlazione significativa.
Le tempeste geomagnetiche avvengono quando raffiche di vento solare o grandi masse di materia vengono emesse dalla corona solare  raggiungendo la sfera magnetica che circonda il nostro pianeta, destinata a difenderci dal vento solare e da ogni altra emissione proveniente dallo spazio. Questa è chiamata magnetosfera ed è per lo più composta da elettroni e protoni.
Queste particelle sono intrappolate nelle linee di forza (dette bottiglie magnetiche) che hanno il compito di evitare che le particelle escano dall'influenza terrestre per perdersi nelle profondità dello spazio, come anche di evitare che esse discendano verso la superficie della Terra. Notizie tratte da: http://www.loscrittoio.it/Pages/TP-1101.html Tony Phillips - Science@NASA Untitled Document.

Il che calza col fatto già acquisito che l’AS agendo direttamente sull’Attività geomagnetica terrestre (AGT), è con essa in significativa correlazione positiva , quindi , come l’AS, l’AGT é in correlazione negativa con la FREQUENZA delle CSD.
L’attività solare col vento solare agisce sugli strati alti dell’ atmosfera creando una diffusa jonizzazione di questa, e, come s’è già accennato, un chiaro interessamento dei campi elettromagnetici naturali di bassa FREQUENZA (ELF e VLF) che sono attorno alla terra (vedi:  http://www.bo.astro.it/universo/venere/Sole-Pianeti/sun/sommar1.htm ).

Questi ultimi a loro volta, influiscono sulla FREQUENZA delle CSD colle quali sono in correlazione negativa. Fatto, evidenziato da J. O'rmenyij, in collaborazione con PF e confermato poi nella collaborazione cogli studiosi russi ed ucraini i quali fra l’altro hanno più valorizzato l’effetto diretto delle ELF e delle VLF sulla FREQUENZA delle CSD.
L’ acqua e i colloidi com’è noto, sono costituenti importanti delle singole cellule.
Queste più sono semplici nella loro struttura (come i batteri) e più saranno suscettibili di segnalare senza equivoci, gli effetti registrabili su loro da parte di energie esterne. Negli organismi unicellulari dei batteri, i meccanismi di compensazione giuocano sulla selezione (e cioè, come detto prima, se va a discapito della sopravvivenza di molti va pure a favore della specie che resta agevolata dalla capacità di avere ritmi elevati di avvicendamento delle proprie generazioni).
Questi tipi di compensazione propri dei microbi, giuocano più dell’attivazione di meccanismi di autocompensazione che mirino a conservare l’equilibrio vitale, cosa che é propria degli organismi superiori.
E ripeto, in cambiate condizioni ambientali, i microbi si devono in qualche modo adattare ad esse, attraverso delle mutazioni e quelli che non lo fanno, soccombono.
E’ qui appunto, che può giocare con efficacia il ruolo delle CSD.

Le CSD infatti possono testimoniare il tentativo di adattamento.
Un segnale esterno (come le radiazioni) può distruggere una cellula batterica ma la può soltanto modificare(CSD) anche attivando un virus latente (detto profago) sito nella cellula batterica; questo virus una volta attivato(cioè fago) da tali stimoli esterni, interessa il suo DNA mutando o distruggendo la cellula batterica.
Queste energie dallo spazio che insistono sulla biosfera, fino a che punto influiscono sulla vita ? e magari sulla sua evoluzione?
È difficile dirlo, per ora.

Concludendo PF è rimasto stupito nel dovere presumere, a buona ragione, come i RC e l’AS, a monte, rivestano entrambi un ruolo decisivo, nell’influenzare direttamente o indirettamente la FREQUENZA delle CSD.
Essi apparirebbero i più accreditati quali fattori dominanti (cioè i registi).
Essi palesano un alternarsi di due forze che insieme, si potrebbero immaginare comporre una sorta di < stantuffo cosmico > che in una altalenante influenza dei due fattori, regola flussi di energia sul nostro pianeta.
Ciò almeno é quanto sia lecito ipotizzare, dopo anni di studio sulle CSD (per ulteriori notizie, visitare i siti OZONO-e-i-raggi-cosmici.html">http://sciencebackstage.blogosfere.it/2009/06/il-Rapporto-tra-l’OZONO-e-i-raggi-cosmici.html e http://www.cifa-icef.org/index_ita.html dove sarà utile leggere pure, tutti i dati giornalieri CSD, coi quali si é potuta costruire la ricerca di PF).

Come chiudere allora questa disamina?

A) che Tchijewsky, Piccardi e PF, non sono in contrasto fra loro ma anzi l’utilità delle loro ricerche si rafforza e si completa.
B)  che le energie dello spazio possono influenzare la biosfera e i substrati biologici qui studiati (CSD).
C) che il test biologico tanto auspicato dal Piccardi, può essere benissimo quello CSD, intuito e studiato dal PF, notando le sue caratteristiche di base per considerarlo un valido rivelatore.
D)  che la nascente “bio-cosmologia” si trova né più e né meno nella stessa posizione in cui la “bio-metereologia” già da tempo è stata considerata. E  cioè, entro certi limiti, entrambe possono interessare la biologia e meritano pertanto sempre più approfondimenti , specie in riferimento alla salute umana (Per i raggi cosmici ad esempio, a scopo preventivo, già si ricorre a una dosimetria neutronica su voli aerei, su palloni stratosferici, su voli spaziali e su satelliti).

1° Grafico o di confronto delle Curve di FREQUENZA dei dati Biologici con i dati Fisici , durante l’arco di tempo 1970 -1991




1- VALORI del FLUSSO NEUTRONICO (NMV)
2- VALORI Dell’ATTIVITàSOLARE(SN) e delle CSD

Curve dei valori media annuali.  In basso, in nero ,quella dei dati della FREQUENZA delle CSD e colorata quella dei dati SN dell’ Attività Solare. In alto, la curva NMV dei valori di flusso neutronico.
[Vedere con Google alla voce internet: helios.izmiran.rssi.ru/months.htm e nella sua stessa pagina, alla voce , per i neutroni monitorati dalla postazione di Mosca.].
Come si nota, la curva CSD é  in opposizione a quella SN, ed é  concorde invece a con quella NMV.

2° Grafico o di confronto delle Curve dell’Attività Solare e dei Raggi Cosmici (neutroni)

La curva a tratto spesso(curva superiore) esprime la media mensile dei raggi cosmici (neutroni) dal Climax, CO site, per l’Università di Chicago (USA) dal 1953 al 1995.
Il grafico mostra come la FREQUENZA dei neutroni sia massima quando l’attività solare è minima (curva inferiore a tratto sottile).
E inversamente, si ha il contrario.

Dati di flusso neutronico (val.di riferim.sulla 1°ordinata (0-350-400) della curva superiore; a tratto più spesso.
Neutron monthly mean counts / hour / 1000 (conta neutroni come media mensile per ora per 1000).

 


Il vento solare arriva a lambire la magnetosfera comprimendola frontalmente e scorrendo via via ai suoi lati