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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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La disponibilitą di fonti fossili - Giuseppe Bianchi -

Pur accettando comunque le stime ottimistiche di fine secolo, appare più che giustificato l’allarme sulla capacità delle attuali fonti energetiche disponibili, rappresentate per circa l’80% dalle fonti fossili, di sostenere questo incremento della domanda di energia.

Le previsioni indicano un sensibile declino della disponibilità di petrolio e gas entro questo secolo e del carbone in quello successivo.

Molti esperti affermano che può essere ancora consistente il numero e le capacità di nuovi giacimenti di petrolio da sfruttare.

Ma occorre realisticamente considerare che lo sviluppo delle tecnologie di produzione per attivare nuovi e più difficili giacimenti di petrolio e gas richiede investimenti che possono anche risultare non convenienti.

L'esempio più classico è quello del petrolio per il quale la resa di un GIACIMENTO in termini di rapporto tra energia resa e energia necessaria per ottenerla è andata progressivamente diminuendo.

Agli inizi dell'era petrolifera questo rapporto era ovviamente molto favorevole, con un valore di circa 100: l'energia impiegata per estrarre 100 barili di petrolio era pari ad 1 solo BARILE.

Andando avanti con gli anni si è passati allo sfruttamento di giacimenti via via più isolati, piccoli e difficili da raggiungere, tutte circostanze che contribuiscono a diminuire l’indice di convenienza.

Quando questo indice diventasse pari ad 1 o minore di 1 non sarebbe più conveniente estrarlo perché l’operazione diventerebbe svantaggiosa energeticamente ed economicamente (salvo sussidi).

È per questa ragione che molti studiosi hanno ipotizzato che l'umanità non consumerà la totalità del petrolio disponibile nel sottosuolo, ma una quantità considerevole resterà comunque intatta perché l'industria petrolifera non avrà l'interesse economico ed energetico ad estrarlo, almeno per quanto riguarda i suoi impieghi tradizionali come combustibile.

Il problema va valutato inoltre tenendo conto dei tempi di sviluppo di tecnologie di sfruttamento più efficienti nell’estrazione del petrolio dai nuovi giacimenti, in rapporto alla velocità di crescita della domanda di energia, che per paesi in forte sviluppo economico come Cina e India (ma non solo), rappresenta oramai un dato certo e impressionante.