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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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Impatto ambientale del petrolio: il fattore Clima - Ugo Bilardo -

Condizioni atmosferiche e variabilità stagionale sono le principali componenti del fattore clima.

Tra le prime sono particolarmente rilevanti la velocità del vento, la forza del moto ondoso, e la temperatura.

Le condizioni del mare, che intervengono nel comportamento dell'olio e nel cambiamento delle sue caratteristiche, sono influenzate da diverse circostanze e possono variare notevolmente, come è agevole rilevare da un qualunque abaco della SCALA BEAUFORT.

Il vento esercita la sua influenza sulla rapidità di spostamento della pellicola di olio (valutabile grossolanamente tra 2,5 e 4% della velocità del vento), sull'altezza, il periodo e la forma delle onde, sull'evaporazione dell'olio, sull'estensione e la forma del versamento e sull'uso di tecniche di recupero; inoltre vento e onde creano rapidamente emulsioni.

Anche le correnti hanno grande influenza sullo spostamento delle pellicole di olio anche dopo eventuale dispersione, e le correnti superficiali trasportano l'olio nella stessa direzione della CORRENTE causando la deriva delle chiazze.

Forti correnti di marea possono creare situazioni che impediscono l'uso di barriere galleggianti o di altri dispositivi in acque costiere.

Le onde, che sono il risultato di molti fattori concorrenti tra i quali quelli menzionati, hanno influenza decisiva sugli sviluppi degli oil spills (in quanto esaltano il grado di emulsificazione, di dispersione e di evaporazione del petrolio versato) e determinano la scelta delle tecniche di recupero da adottare.

Le elevate temperature, così come la velocità del vento, favoriscono l’evaporazione, che a sua volta determina una riduzione della tossicità del petrolio che rimane sull’acqua.

La temperatura influenza la viscosità del petrolio, e quindi la tendenza sia alla dispersione sia alla penetrazione nei sedimenti.

Infine va ricordato che la temperatura, insieme con l’apporto di ossigeno e di sostanze nutrienti, determina il ritmo di degradazione microbica.

La componente stagionale, oltre che per l'ovvia influenza sulle menzionate condizioni atmosferiche, è rilevante in relazione alle variazioni dei cicli biologici.

Nelle stagioni di riproduzione, uccelli o mammiferi possono riunirsi in colonie o branchi, ed i pesci possono deporre e fecondare le uova in acque basse costiere.

Nei mesi invernali, grandi gruppi di trampolieri migratori cercano il cibo negli estuari.

Un versamento invernale di petrolio in aree particolarmente sensibili, ad esempio una palude salmastra, può ridurre la germinazione primaverile dei semi: se le piante vengono contaminate dal petrolio nel periodo dello sviluppo delle gemme, una marcata riduzione della fioritura e una minore produzione di semi può verificarsi anche in presenza di una buona ripresa vegetativa.

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Dott. Giuseppe Mureddu