Trova le risposte!
Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

Altri articoli della stanza Energie Convenzionali

Creato da Giuseppe Mureddu « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

Convenzioni su responsabilitą e fondi compensatori (CLC e I0PC FUND) - Giuseppe Mureddu -

Un posto a sè occupano le convenzioni che regolano il tema della responsabilità dell'INQUINAMENTO da oil spill e che hanno instaurato sistemi finanziari di compensazione, almeno parziale, dei danni.

Soprattutto sotto la prima categoria, in quanto definisce la responsabilità per l'INQUINAMENTO marino in caso di versamento accidentale di petrolio, è la Convention on Civil Liability for Oil Pollution Damage (nota come CLC ), che risale al 1969, mentre i relativi Protocolli sono stati adottati nel 1976 e nel 1992.

La CLC non è stata sottoscritta dagli USA, i quali hanno adottato una complessa legislazione nazionale - l'OPA - (cfr. più avanti), che si differenzia per alcuni aspetti importanti.

La Convenzione - che ha validità per incidenti avvenuti nei territori degli Stati contraenti, ma costituisce una normativa di riferimento in ambito più ampio - sancisce:

  1. Il principio, oggi largamente accettato, secondo il quale l'onere del ripristino spetta al soggetto inquinante, e che, in pratica, attribuisce la responsabilità all'armatore della nave cisterna;
  2. la limitazione della responsabilità, oltre che quando la colpa risulta essere di terzi e nei casi di guerra e di altri eventi eccezionali imprevedibili, anche quando non sia provato un "actual fault" (grave negligenza o intenzionalità) del proprietario stesso;
  3. l'obbligo dell'armatore di assicurare la propria responsabilità;
  4. la definizione dell'oggetto del risarcimento, comprendente i costi di clean up, quelli per la prevenzione di ulteriori danni, e i danni alla proprietà e le perdite economiche a terzi.

La convenzione che ha innovato nel campo degli strumenti finanziari compensativi è la International Convention on the Establishment of an International Fund for Compensation for Oil Pollution Damages (IOPC FUND) del 1971 e le modifiche ad essa apportate. Anche ad essa, come alla Convenzione precedente, non hanno aderito gli USA.

Oltre a confermare molte disposizioni della CLC, la Convenzione prevede il pagamento di un risarcimento addizionale, il quale ha luogo solo se:

  • a) non risulta applicabile la responsabilità dell'armatore sotto la CLC;
  • b) l'armatore ed i P&I Clubs non hanno la capacità finanziaria, per qualsiasi ragione, di affrontare i pagamenti cui sono tenuti per la loro responsabilità;
  • c) l'entità del danno eccede i limiti di responsabilità dell'armatore sotto la CLC. La novità introdotta dalla IOPC concerne i soggetti che in definitiva si accollano il pagamento degli indennizzi.

L'IOPC Fund si accolla una parte della responsabilità dell'armatore che varia tra il 25% ed il 40% della stessa: sebbene la costituzione e l'organizzazione del fondo siano decise a livello ufficiale, il finanziamento dello stesso è a carico delle compagnie petrolifere degli Stati contraenti che ricevono nel corso dell'anno un certo numero di tonnellate di idrocarburi.

Come si è già accennato, la Convenzione ha subito importanti modifiche: oltre al Protocollo del 1984, un secondo Protocollo, del 1992, ha apportato innovazioni sostanziali al testo originario, innalzando, tra l'altro, i limiti di compensazione e allargando l'ambito di applicazione; infine, la modifica adottata nel 2000 e entrata in vigore nel novembre del 2003, prevede un aumento del 50% (fino a 260 milioni di $) dell'ammontare massimo dei risarcimenti possibili in base alla Convenzione.

Come si vedrà più avanti, sia la disponibilità complessiva e i massimali di copertura del Fondo, sia le modalità di finanziamento dello stesso sono sottoposti a continua ridefinizione.

Sia alla CLC 1992 che all'IOPC FUND aderiscono oltre 80 paesi (cfr. tabella successiva), che rappresentano circa il 90% del flotta mondiale.

Alle ultime convenzioni citate vanno aggiunte altre due, di natura analoga, non ancora entrate in vigore: la International Convention on Liability and Compensation for Damage in Connection with the Carriage of Hazardous and Noxious Substances by Sea (HNS), adottata nel 1996; e la International Convention on Civil Liability for Bunker Oil Pollution Damage, adottata nel 2001, che estende ai versamenti di carburante generati nei bunkers navali le disposizioni previste dalla CLC per gli oil spills causati da incidenti navali.

Un accenno va fatto anche a convenzioni internazionali che sono rilevanti per la regolamentazione degli oil spills, pur concernendo prevalentemente altri aspetti.

È questo il caso, ad esempio, della International Convention on Salvage, adottata nel 1989 e entrata in vigore nel 1996.

Si tratta di una convenzione che riguarda il tema generale del soccorso e salvataggio in mare; e tuttavia è rilevante per il nostro tema perché, diversamente da quanto previsto in precedenza, considera anche gli aspetti ambientali, incentivando i soccorritori a prevenire o a limitare eventuali sviluppi inquinanti degli incidenti navali (ad esempio impedendo che versamenti di petrolio raggiungano aree sensibili).

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo