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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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La nuova normativa sugli standard di sicurezza delle petroliere - Giuseppe Mureddu -

E arriviamo così alla proposta di regolamento che, modificando il Regolamento (CE) 417/2002, allarga e accelera ulteriormente il divieto di ingresso nei porti europei dei tankers monoscafo.

Sulla bozza del testo predisposto dalla Commissione si crea un accordo di massima al Consiglio "Trasporti" del 27-28 marzo 2003.

Senza importanti modifiche tale proposta viene approvata il 4 giugno 2003 dal Parlamento Europeo ed è immediatamente adottata dal Consiglio nella sessione del 5-6 giugno.

Così diventano operativi l’accelerazione del processo di dismissione delle petroliere a scafo singolo e il divieto di trasportare prodotti petroliferi pesanti nello stesso tipo di tankers.

In particolare le navi costruite prima del 1982 (considerate le più pericolose) vengono bandite al raggiungimento dell'età di 23 anni, anziché di 28 come finora previsto, (cioè immediatamente per le navi più vecchie, e entro il 2005 per le navi più recenti).

Per le altre categorie di grandi tankers a singolo scafo è prevista la messa in mora entro il 2010, con un calendario più stringente di quello in vigore.

Resta la questione delle petroliere di piccola dimensione, utilizzate soprattutto per le isole, per le quali sono previste regole diverse e meno rigide.

Le principali innovazioni introdotte rispetto al precedente Regolamento (e anche al programma dell'IMO - Reg. 13), possono essere così riassunte:

  • a) l'obbligo di trasportare i prodotti petroliferi pesanti soltano con petroliere dotate di doppio scafo;

  • b) un diverso calendario di messa al bando dei tankers monoscafo della categoria 1 (immediatamente) e della categoria 2 (entro il 2010);

  • c) la messa al bando delle navi della categoria 3 entro il 2015 (già prevista dal Reg. 417, ma non dall'IMO);

  • d) la messa al bando delle navi tra 600 e 5.000 dwt

  • e) un'applicazione più ampia del regime di ispezione speciale per valutare meglio la solidità strutturale dei tankers monoscafo che hanno superato l'età di 15 anni.

Altri aspetti innovativi concernono la definizione di una black list di petroliere non gradite (non vincolante, ma che di fatto esclude dai porti europei le navi in elenco), e il sistema dei controlli, che, come è indicato dalla tabella che segue, sono estesi alla maggior parte delle navi con più di 15 anni di età.

In generale l'entrata in vigore della nuova disciplina, la cui definizione è influenzata da una forte valenza politica, prevede regole molto simili a quella già adottate dagli USA, e anche per questo motivo è stato possibile avviare una generalizzazione delle regole UE, (calendario raccorciato delle dismissioni dei tankers monoscafo, divieto immediato di trasporto dei prodotti pesanti).

La proposta fatta in questo senso all'assemblea dell'IMO è stata sostanzialmente accolta, anche se restano alcune questioni aperte.

L'attuazione delle norme europee è attualmente in corso, e non sono del tutto assenti problemi nell'applicazione contemporanea e omogenea in tutti i paesi membri, condizione necessaria affinché non ne sia limitata l'efficacia.

Per quanto riguarda in particolare il nostro paese, la Commissione UE ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia (ma anche contro altri paesi membri) per non aver notificato il recepimento del cosiddetto "pacchetto Erika 1".

In realtà, già nel febbraio del 2003, prima dell'approvazione del nuovo Regolamento europeo, ma in applicazione delle Direttive Erika 1, il governo italiano ha disposto il divieto di accesso ai porti nazionali, oltre che ai terminali off-shore e alle zone di ancoraggio nelle acque territoriali italiane, a tutte le navi cisterna di stazza lorda superiore alle 5.000 dwt, che non dispongano di doppio scafo e abbiano un'età superiore ai 15 anni, e trasportino "combustibile pesante, oli usati, greggio pesante, bitume e catrame" (la definizione di "greggio pesante" si riferisce a prodotti con un grado API inferiore a 30, ma la soglia è stata modificata da un successivo decreto ad un grado API inferiore a 25).

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo