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Tipologia delle navi in relazione agli standard di sicurezza - Giuseppe Mureddu -

Passando a classificare la flotta dei tankers non solo per dimensione ma anche in relazione agli standard di sicurezza, possiamo distinguere 6 raggruppamenti.

I primi tre corrispondono alle categorie IMO 1, 2 e 3, cui si è già accennato in precedenza (cfr. nota 2O, al cap. 5) e sono definiti conformemente alle definizioni accolte dall'IMO e dall'UE.

In particolare la categoria 1 denota navi costruite generalmente prima del 1982, dette "pre-MARPOL", ≥ 20.000 dwt per il trasporto di greggio e ≥ 30.000 per il trasporto di prodotti petroliferi; oltre ad essere a scafo singolo sono sprovviste di segregated ballast tanks in protective location (SBT/PL).

Le navi recentemente coinvolte in incidenti importanti appartengono prevalentemente a questa categoria; in particolare questo vale sia per la Erika che per la Prestige.

La categoria 2 indica navi costruite generalmente tra il 1982 e il 1986, dette "MARPOL", con le stesse caratteristiche della categoria 1, ma con SBT/PL.

La categoria 3 include navi di dimensione inferiore a quella delle categorie 1 e 2, ma superiore alle 5.000 dwt; tali navi operano prevalentemente su rotte regionali o locali.

Altri due gruppi (4 e 5) comprendono navi di taglia minore; il sesto è costituito dalle unità già dotate di doppio scafo.

La dismissione concerne le navi dei primi quattro gruppi, esclude per ora quelle del quinto, e ovviamente non riguarda la flotta già dotata di doppio scafo (gruppo 6).

Nel 2003 i tankers della categoria 1 registravano un tonnellaggio complessivo di circa 50-53 milioni di dwt, di cui 4,5 milioni riguardavano navi sottoposte a interventi di upgrading (doppio fondo o doppia fiancata).

Alla stessa data il tonnellaggio complessivo dei tankers della categoria 2 ammontava a oltre 80 milioni di dwt, di cui poco più di 5 milioni riferiti a navi con doppio fondo e 10 milioni a navi con doppia fiancata. Alla categoria 3, infine, erano attribuibili 13 milioni di dwt.

Delle navi che compongono l'insieme delle tre categorie citate per un totale di 140-150 milioni di dwt, circa 1/3 del tonnellaggio appartiene alla categoria 1, oltre la metà alla categoria 2, e il restante (meno del 10%) alla categoria 3.

Come si è detto, possono ancora individuarsi due altre categorie di vettori generalmente sprovvisti di doppio scafo, che si caratterizzano per la loro minore dimensione.

Nella prima di esse - che chiamiamo qui convenzionalmente categoria 4 - rientrano tankers con stazza che va dalle 600 alle 5.000 dwt, anch'essi oggetto della dismissione accelerata adottata dall'UE (finora erano invece esclusi dal phasing out program dell'IMO ), per i quali è oggi prevista l'uscita di servizio entro il 2008.

Si tratta di un naviglio consistente, intorno alle 3500 unità, il cui tonnellaggio complessivo, difficile da stimare con precisione, non dovrebbe comunque essere lontano dai 10 milioni di dwt. Il numero dei tankers di questa categoria provvisti di doppio scafo è crescente, ma non raggiunge tuttavia le 170-180 unità, di cui operano in Europa meno di una decina.

L'altro gruppo (qui indicato come categoria 5) include un numeroso naviglio eterogeneo anche per standard di sicurezza, di stazza inferiore alle 600 dwt, in servizio su rotte locali e soprattutto rilevante per gli scali nei porti insulari.

Le navi di questo tipo sono per ora tenute fuori dai piani di dismissione.

Infine il tonnellaggio complessivo del gruppo 6, ossia delle navi con doppio scafo già in servizio, è di entità più o meno equivalente a quella del naviglio sprovvisto di doppio scafo e da dismettere entro il 2015, essendo stimato intorno ai 154 milioni di dwt.

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo