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La sicurezza dei porti mediterranei - Giuseppe Mureddu -

Due principali fattori di rischio

La situazione dei porti e dei terminali petroliferi localizzati nei paesi del Mediterraneo presenta elementi di rischio in relazione a due fattori fondamentali:

a) l'elevato volume di traffico che interessa il carico e lo scarico di idrocarburi nell'insieme della rete portuale e la forte concentrazione di questo nei porti di maggiore capacità;

b) l'inadeguata disponibilità di attrezzature necessarie per la ricezione e il trattamento delle zavorre oleose, in molti casi addirittura assente.

  • rapporto movimentazione nei porti/movimentazione totale
  • diversi aspetti rilevanti per la sicurezza di un porto

-dimensione
-gestione
-strutture
-posizione

 

Volume di traffico (non meno di 3,5 mil di b/g arrivano nei porti europei, di cui oltre la metà in porti italiani) (180 mil. T di cui 120 in Italia)

-accosti (capacità?)
-carichi e scarichi

  • bunkeraggi

Strutture portuali e sicurezza

Non pochi porti petroliferi del Mediterraneo, specie lungo le coste europee, presentano requisiti accettabili e in linea con gli standar più più elevati in campo internazionale.

Non è tuttavia superfluo ripetere che, per la dimensione, le interconnessioni e il profilo costiero del bacino del Mediterraneo, ciò che va garantito è lo stato di sicurezza del sistema portuale regionale nel suo insieme: la sicurezza di molti porti mediterranei non è certamente tale da sgombrare ogni preoccupazione, senza contare l'esistenza di aree assolutamente prive di controllo.

Da una rassegna svolta quasi vent'anni fa, su cinquantadue porti e terminali petroliferi in undici paesi del Mediterraneo, solo diciassette risultavano provvisti delle necessarie attrezzature per la ricezione e il trattamento delle zavorre oleose, mentre i rimanenti trentacinque erano ancora del tutto inadeguati o addirittura in molti casi sprovvisti della richiesta capacità di STOCCAGGIO.

Da allora (si era nel 1985) sono stati compiuti evidenti progressi, ma quello della carenza di attrezzature nei porti resta un problema cruciale.

Ancora negli anni 1990, secondo un'inchiesta effettuata dalla ICS (International Chamber of Shipping), la maggior parte dei porti (non solo mediterranei) continuava ad offrire servizi inadeguati.

La lentezza nell'adeguamento agli standards di sicurezza ufficialmente accettati era causata non soltanto dall'elevato costo di investimento da fronteggiare, ma anche dal problema non secondario di dover procedere allo STOCCAGGIO o al trattamento dei residui di scarico: mentre alcuni residui di idrocarburi possono essere economicamente riciclati, per altri tipi di residui, spesso tossici, le difficoltà non sono superabili né facilmente, né senza costi elevati.

Più recentemente la carenza di strutture portuali è stata ancora indicata come un fattore di primaria importanza nella scarsità di sicurezza della navigazione petroliera; e conferme di questo stato di fatto sono fornite da informazioni di altra fonte.

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo