Trova le risposte!
Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

Altri articoli della stanza Energie Convenzionali

Creato da Giuseppe Mureddu « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

Necessitą di una strategia - Giuseppe Mureddu -

Gli investimenti necessari sia per dotare di adeguate attrezzature di sicurezza i porti e la rete dei depositi costieri, sia per realizzare gli impianti di STOCCAGGIO e di riciclo degli scarichi, non sono realizzabili senza un programma di ampie proporzioni.

Questo non può essere improvvisato sulla spinta di reazioni emotive, deve contenere scelte di lungo periodo e va coordinato almeno a livello nazionale. Gli investimenti necessari - di ampiezza considerevole e richiedenti ingenti finanziamenti - coinvolgono interessi generali e l'assetto del territorio nel suo insieme; di essi non possono farsi carico soltanto operatori di settore.

Per l'Europa c'era un progetto, di cui però si sono perse le tracce tra le secche di una navigazione a vista tra Commissione e Parlamento europeo e gli agguati dei vari gruppi di pressione.

Analogamente, per quanto concerne l'Italia, esisteva un "progetto strategico" CNR, promosso dal Ministero dell'Ambiente nell'ambito della elaborazione di un quadro territoriale di riferimento per la politica ambientale; ma sembra che il progetto di massima sia rimasto tale, aggirandosi in una sorta di limbo, né sono stati coinvolti gli operatori economici interessati.

Ciò avviene mentre finanziamenti ingenti (8-10 md di Euro tra il 2003 e il 2006) sono resi disponibili da parte della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) sia direttamente che attraverso il FEMIP (Facility for Euro-Mediterranean Investment and Parterniship) per grandi progetti di investimento nel settore dei trasporti trans-regionali, dell’energia e dell’ambiente.

In un contesto caratterizzato dall'assenza di strategie pubbliche e private, non è pensabile che l'esclusione di alcuni porti dal traffico petroliero possa risolvere il problema.

Così come sarebbe un errore e un'imprudenza se venisse ridotta l'attenzione alla sicurezza dei porti con situazioni di traffico congestionato: gli incidenti avvenuti in passato a Genova e Livorno sono stati un campanello di allarme che ancora risuona; ma gli altri porti petroliferi con traffico minore, dove però è minore talvolta l'attenzione ai problemi della sicurezza, meritano altrettanta considerazione.

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo