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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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Obiettivi, vantaggi, condizioni dell'Unione Europea - Giuseppe Mureddu -

Vale la pena di soffermarsi brevemente sull'obiettivo strategico primario del ricorso alla tecnologia degli oleodotti nella regione mediterranea: alleggerire il traffico petroliero nel Mare Mediterraneo e nel Mar Nero.

Uno sviluppo dell'offerta di greggio sulle coste sud-orientali del bacino (addotto dai paesi esportatori del Maghreb, del Mashreq e del Medio Oriente) , il quale non trovasse accesso adeguato a linee di TRASMISSIONE sottomarina in direzione del continente, porterebbe alla congestione del cabotaggio marittimo di cui già soffrono il Mar Nero e i Dardanelli.

Perchè queste aspettative possano dare corpo ad una attrezzata strategia a lungo termine è naturalmente pregiudiziale che l'ingegneria e le tecnologie del trasporto in condotta, in particolare dell'industria delle pipelines sottomarine, siano in grado di garantire termini di fattibilità tecnico-economica e condizioni del più alto grado di sicurezza.

In questo senso, molti elementi di riferimento significativi per gli oleodotti si possono e si devono trarre anche dalle esperienze innovative acquisite nella costruzione in diverse parti del mondo di condotte sottomarine dedicate al trasporto del GAS NATURALE a grande distanza, anche se ciascuna delle due tecnologie (greggio, GAS NATURALE) è necessariamente affetta dai caratteri distintivi del comportamento fisico e termodinamico, rispettivamente, del greggio in fase liquida e del GAS NATURALE.

Il problema centrale, a questo proposito e in questa fase, non si colloca in verità al livello delle decisioni di politica strategica, che sono già definite, ma è piuttosto insediato nelle procedure comunitarie, pure decisive, che possono portare all'impianto di una capacità di alimentazione finanziaria di studi di fattibilità estesi ad una scala che inquadra Europa mediterranea, Maghreb, Mashreq, Medio Oriente e Golfo Persico, fino al Mar Caspio ed al Baltico.

Ai progetti energetici in argomento l'UE garantisce il suo sostegno politico e le azioni a carattere regionale che rientrano tra le priorità prima enunciate, ma il loro finanziamento viene dal capitale internazionale privato, attraverso procedure che in qualche modo si rifanno alle tecniche finanziarie ed ai controlli di fattibilità del modello project financing.

Tra le condizioni al contorno della fattibilità, figurano anche tutte le condizioni ed i fattori strutturali ed ambientali di cui l'industria petrolifera e il capitale finanziario internazionale terranno certamente conto, a tempo debito, per effettuare le loro scelte di investimento, potendo essi orientarsi eventualmente su scenari produttivi alternativi a quello euro-mediterraneo, se considerati più remunerativi o affetti da un più basso grado di rischio.

Intorno agli elementi di base dei progetti è necessario prevedere, quindi, attività di analisi strategica relativamente ai conflitti di varia natura che potrebbero concentrarsi anche sui tracciati delle linee di TRASMISSIONE energetiche in generale, di greggio, gas o energia elettrica, anche in relazione alle strategie di espansione commerciale che la Russia coltiva in direzione di entrambi i mercati europei, l'Europa continentale e quella mediterranea.

Non trascurabile, infine, l'aspetto della sicurezza come elemento sensibile delle aree interessate dalle linee di TRASMISSIONE, qualora queste non siano pacificate o cadano sotto la giurisdizione di governi non in grado di garantire la tutela delle strutture e degli impianti.

Un mercato energetico euro-mediterraneo, pienamente integrato ed interconnesso attraverso la realizzazione progressiva di reti trans-euro-mediterranee e di interconnessione Sud-Sud è un obiettivo proiettato su un mosaico geo-politico di grande complessità, e già questa caratterizzazione è da sola in grado di condizionare anche la scala dei tempi, un parametro assai sensibile nella programmazione e valutazione degli investimenti.

Sembra, in particolare, che lo sviluppo delle interconnessioni euro-mediterranee (potenziamento delle esistenti ed avvio di nuove), sorpassi nei fatti la dinamica delle altre (linee Sud-Sud), ancora molto da studiare, non solo sotto l'aspetto della valorizzazione delle opportunità che verrebbero generate dalle interconnessioni, ma anche per la valutazione della loro fattibilità.

D'altra parte, alcuni progetti di interconnessione si presentano oggi più attraenti e maturi di altri: gasdotti ed elettrodotti e le loro reti prevalgono in assoluto sulle proposte di trasporto di greggio in condotta, quest'ultimo rimanendo relegato in un futuro non precisato.

Se ne può dare qualche spiegazione, aggiuntiva rispetto a quelle di ordine tecnico ed economico già accennate: in ambito mediterraneo non se n'è finora sentito il bisogno, anzitutto perchè il mercato del greggio è stato sempre un mercato globale e, in secondo luogo, perchè l'accesso alla risorsa era garantito, con poche eccezioni, dal trasporto marittimo.

Negli ultimi anni, ed in modo accelerato, la cognizione delle ingenti dimensioni dell'INQUINAMENTO marino determinato dalle normali operazioni di routine legate al trasporto di greggio sulle grandi rotte e, in misura certamente più alta dato il forte impatto emotivo causato dalla notizia di un naufragio e dalla concentrazione puntuale di un versamento di petrolio in mare, episodi quali quelli legati alla Erika ed alla Prestige hanno fortemente allarmato l'opinione pubblica e obbligato i governi a prendere posizione per una più rigorosa regolazione del trasporto di greggio via mare e a disporre che le condizioni in cui svolge questa modalità di trasporto venissero modificate nel senso di conferire ad esse il più alto grado di sicurezza strutturale possibile.

Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo