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Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.

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Blue Strem ed i progetti Gazprom - Vittorio Jucker -

Una affermazione strategica per la Gazprom , un trionfo tecnico- organizzativo per l’ENI, il gasdotto Blue Stream che collega la Russia con la Turchia attraverso il Mar Nero, porterà circa 14 miliardi di metri cubi di GAS NATURALE verso questo importante mercato.

Con la realizzazione del Blue Strem, la Gazprom ha conseguito due obiettivi che considera di primaria importanza. Il primo è quello della realizzazione di opere che rendano possibile evitare il passaggio attraverso paesi terzi, in questo caso l’Ucraina, delle esportazioni russe di GAS NATURALE.

E la vecchia politica russa di uno sbocco al mare diretto sia pure a livello industriale. Il secondo è quello di bloccare la POTENZIALE concorrenza di produttori di GAS NATURALE di altri paesi quali il Kazakistan ed in particolare il Turkmenistan.

Si parla ancora di un gasdotto che potrebbe collegare il Turkmenistan in grado teoricamente di produrre oltre 70 miliardi di metri cubi l’anno al quale è da tempo interessata la Shell, ma la sua realizzazione considerata imminente nel 2000, appare, anche a causa delle obbiezioni americane ad un passaggio attraverso l’Iran, destinata a slittare di almeno qualche anno.

La capacità del Blue Stream potrebbe salire a oltre 35 miliardi di metri cubi l’anno a condizione di trovare nuovi sbocchi, non essendo il mercato turco in grado di assorbire in questo momento quantità aggiuntive di GAS NATURALE.

Ciò implica la costruzione di nuovi collegamenti con la Grecia ed eventualmente con l’Italia attraversando l’Adriatico.

La Gazprom sta cercando nuovi sbocchi e punta anche ad entrare direttamente nella DISTRIBUZIONE del gas nei mercati d’esportazione. Già ora ha una partecipazione nella Winteshall tedesca che acquista gas dalla Gazprom e lo distribuisce in Germania.

Non a caso è stato finalizzato in queste settimane un accordo per la costruzione di un gas dotto trans- baltico che collegherà entro il 2010 la Russia con la Germania settentrionale, la Gazprom avrà una quota nella DISTRIBUZIONE.

Un analogo interesse ad entrare direttamente nella DISTRIBUZIONE sul mercato vi è anche in Italia , Austria , Repubblica Ceca ed Ungheria.

In linea di massima la Gazprom vorrebbe non limitarsi a fornire elusivamente materia prima a società terze quali ad esempio l’ENI o la OMV austriaca, bensì tramite acquisizioni di partecipazioni in società di DISTRIBUZIONE generare un valore aggiunto alle forniture di materia prima.

Nell’ipotesi di una operazione italiana, pur essendo l’ENI l’acquirente diretto del gas russo una certa quota delle importazioni verrebbe riacquisita dalla Gazprom ed altri distributori nazionali ad essa associati.

Il problema sta nel cercare e trovare soci con cui operare congiuntamente, società elettriche, distributori, municipalizzate ecc.

La Gazprom non ha ancora un know how finanziario commerciale tale da consentirle di operare efficacemente nella DISTRIBUZIONE del GAS NATURALE in paesi terzi e sta cominciando un lungo periodo ed a volte difficile apprendistato.

In futuro cercherà di estendere queste strategie anche nei confronti della Cina e del Giappone.

Nel 2001 la Gazprom ha costituito una apposita società Londra con specialisti assunti in loco e funzionari russi con il compito di generare nuove opportunità commerciali a livello internazionale e di sviluppare strategie di penetrazione sui mercati.

Non è da escludere che in un futuro più o meno prossimo la Gazprom decida anche di entrare direttamente nel campo della generazione elettrica nei paesi della Ue.

Da notare che una POTENZIALE concorrenza della Gazprom sui mercati di sbocco non è al momento vista favorevolmente degli importatori europei di GAS NATURALE russo tutto sommato ancora contrari ad una totale liberalizzazione del settore energetico.