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La casa e la cittÓ - Giorgio Nebbia -

Anche l'abitazione di ogni famiglia corrisponde ad un piccolo ECOSISTEMA artificiale: nell'ECOSISTEMA entrano dall'esterno oggetti, alimenti, energia solare, acqua, eccetera; le attività umane generano rifiuti solidi e liquidi che vengono immessi all'esterno.
In maniera analoga una città, col suo insieme di abitazioni, strade, fabbriche, negozi, traffico, rappresenta un ECOSISTEMA artificiale per il quale è possibile riconoscere e misurare il flusso di materiali e di energia in entrata e in uscita.
Anche in una città si osservano problemi di scarsità di spazio occupabile (si pensi ai problemi di congestione del traffico dovuti alla limitata dimensione delle strade) e si osservano limiti nella capacità portante dell'ECOSISTEMA.
Anche in una città si osservano problemi di competizione per lo spazio (per esempio per l'occupazione degli spazi utilizzabili per costruzioni o parcheggi).
Entro certi limiti i rifiuti generati in una città possono essere trasportati all'esterno dell'ECOSISTEMA urbano, anche se spesso si va incontro a fenomeni di competizione con le città vicine per lo spazio in cui realizzare una discarica o per la conquista di nuove sorgenti idriche.
La fabbrica in cui vengono prodotte merci per trattamento di materie prime ha anch'essa molti caratteri di ECOSISTEMA artificiale e in via di principio è possibile misurare il flusso di materiali e di energia in entrata e in uscita.
Abbastanza curiosamente, però, l'analisi degli ecosistemi artificiali risulta altrettanto difficile quanto l'analisi degli ecosistemi naturali.
Esiste comunque un crescente interesse per la redazione della contabilità dei flussi di materia ed energia attraverso ecosistemi artificiali come quelli sopra citati.
Particolare importanza presentano gli effetti sugli ecosistemi viventi dell'immissione nell'ambiente di molte sostanze usate nelle attività umane.
Oltre agli effetti inquinanti dovuti all'immissione di ANIDRIDE CARBONICA nell'atmosfera, sopra ricordati, vi sono alterazioni dei sistemi viventi dovute a molte sostanze chimiche, metalli, materie sintetiche, eccetera.
L'immissione nell'ambiente di prodotti come i cloro-fluorocarburi (impiegati nei frigoriferi e nell'industria delle materie plastiche) fa diminuire la concentrazione dell'OZONO stratosferico e fa aumentare il flusso verso la Terra della radiazione ultravioletta dannosa alla vita.
L'immissione di petrolio o di metalli nei fiumi e nei mari interagisce con le catene trofiche.