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Creato da Loretta Kajon « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

AGENDA DIGITALE, SMART CITY E BENI CULTURALI

Dall'Agenda Digitale alle Smart Cities

Il Governo Italiano, in sintonia con le linee guida e gli obiettivi posti  dall’agenda Digitale Europea, ha istituito la Cabina di Regia con il compito di attuare l'Agenda Digitale Italiana, coordinando  le azioni delle Amministrazioni Centrali e Locali.
In questo quadro primario obiettivo è la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche ed immateriali al servizio delle Comunità intelligenti (smart community) per soddisfare maggiore domanda di servizi digitali in vari settori.
Con il DL  83/2012 (convertito in L. 134/2012) viene istituita  l’Agenzia per l'Italia Digitale fra le cui funzioni (art.20 3 bis) promuove "la definizione e lo sviluppo di grandi progetti strategici di ricerca ed innovazione con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle comunità intelligenti e ...... la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici"
Con il termine Smart City/Community, come è noto, si intende quel luogo e/o contesto territoriale ove l'utilizzo pianificato e sapiente delle risorse umane e naturali, integrate mediante le numerose tecnologie digitali disponibili, consente la creazione di un sistema capace di utilizzare al meglio le risorse e di fornire servizi integrati con un valore maggiore dei singoli sistemi che lo compongono.
Lo sviluppo di una Smart City può portare notevoli e diversi benefici: miglioramento della qualità della vita, creazione di occupazione, urbanizzazione sostenibile, intesa come somma della sostenibilità ambientale e sociale, sviluppo e risparmio economico.

Le Smart Cities ed i Beni culturali

Le Smart Cities utilizzano le tecnologie digitali per valorizzare e promuovere il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale (ad esempio la propria identità specifica territoriale, rinnovare/tramandare le proprie tradizioni culturali e di patrimonio artistico e naturale).
L’indicazione si inserisce nel complesso dibattito avviato sin dagli anni sessanta, sulle relazioni tra economia e cultura, da una parte vi è chi sostiene che i beni culturali sono luoghi di TRASMISSIONE della conoscenza e per ciò  non possono piegarsi a logiche di mercato e marketing, dall'altra  parte, si argomenta che rendere piacevoli e immediate le fruizioni del bene culturale, favorisce la promozione del bene stesso e garantisce entrate agli Enti Locali, alle Pubbliche Amministrazioni con bilanci sempre più esigui, e crea nuove opportunità di lavoro nel territorio. A titolo di esempio, attualmente, gli incassi dei musei e parchi archeologici statali coprono solo il 14% degli stipendi dei propri dipendenti.
Un possibile piano di sviluppo/realizzazione di servizi innovativi per la fruizione di beni culturali deve facilitare la progettualità congiunta tra amministrazioni centrali e locali e coinvolgere le Fondazioni, le associazioni culturali, il terzo settore e anche tutte quelle associazioni di volontariato che sfruttando la loro azione capillare sul territorio possono aiutare a promuovere la partecipazione attiva di tutti i cittadini di concerto con gli organismi di governo delle città.

Le tecnologie digitali per la fruizione dei Beni Culturali e le nuove professioni

L’utilizzo di nuovi strumenti modelli o strumenti operativi (come ad esempio quello della "Realtà aumentata - augmented reality)  per la fruizione di beni culturali diventano la nuova forma di comunicazione, ma anche di marketing e promozione, che permette una visione reale/virtuale e l'accesso a contenuti e informazioni attraverso dispositivi fissi o mobili.
Le nuove tecnologie, grazie alla capacità connettiva propria del digitale, possono collegare informazioni ad infinite altre relative agli ambienti sociali che, nel corso del tempo, lo hanno generato o usato. Questa "trama sociale" consente di rappresentare un oggetto culturale senza isolarlo dal suo contesto, trasformando la sua natura di "testimone isolato" in racconto.
Tale modello è stato riconosciuto in più paesi come il più funzionale per sostenere l’innovazione del sistema del turismo, delle attività culturali e del patrimonio artistico, promuovendo la partecipazione alla vita pubblica, la creatività, il multi e inter-culturalismo e la conoscenza delle culture locali in generale.
Tutti questi settori indicati rappresentano opportunità sia di per le professionalità tradizionali che a breve saranno maggiormente riconosciute (archeologi, restauratori, bibliotecari, archivisti, storici, storici dell'arte) ma soprattutto nuovi profili professionali maggiormente legati alle applicazioni concrete e alle tecnologie e alla loro diffusione e divulgazione (creatori di app, designer, esperti di marketing territoriale, nuovi operatori turistici e mediatori culturali).

Alcuni esempi di applicazioni digitali per i beni culturali

  • Dalla produzione di siti web e di audioguide alle applicazioni su dispositivi mobili che tengono conto del percorso del visitatore nel museo o all'esterno, nella città, nella Regione.
  • Architettura ed edifici intelligenti: gli spazi museali si dotano di dispositivi di controllo dell'edificio e di progettazione dello spazio espositivo, trattando le informazioni in modo dinamico, ad esempio luce, temperatura, ma anche tempo di permanenza dei visitatori su un oggetto particolare, o commenti sull’opera.
  • Produzione stessa di Beni Culturali: La tecnologia digitale, come la realtà aumentata,  può anche contribuire all'espressione di nuove forme artistiche che propongono al visitatore un’esperienza multisensoriale (sonora e visiva).

Sono naturalmente da collegare le applicazioni riguardanti:

  • mobilità e sistemi di trasporto intelligente a livello cittadino e regionale;
  • biglietteria intelligente (attraverso dispositivi mobili, integrabile ad esempio con biglietteria di vettori, smartcard turistiche);
  • utilizzo di social media che possano contribuire a processi di partecipazione a tutti i livelli, utili al miglioramento dei servizi e potenti strumenti di marketing.

Le applicazioni per la  fruizione dei beni culturali

Secondo le migliori realizzazioni in Italia e all'estero, le applicazioni digitali facilitano la fruizione del bene culturale rendendola un'esperienza più significativa e coinvolgente, in stretta relazione alla programmazione delle fasi di visita; occorre pensare e progettare:

  • prima: preparando la visita (suggerimenti pratici per l'arrivo e l'accesso)
  • durante: integrando la visita negli spazi reali arricchendola con "racconti digitali" (ad esempio visualizzazione di reperti conservati altrove, descrizione di usi, costumi, tradizioni...)
  • dopo: suggerendo modalità di sistematizzazione e approfondimento delle nozioni acquisite anche in modo esperienziale.

Dal punto di vista degli apparati tecnici, l'applicazione può essere utilizzata, soprattutto per le fasi di preparazione ed approfondimento, anche su sistemi tradizionali, di tipo desk top.
Durante la visita è utile l'utilizzo di sistemi di georeferenziazione degli oggetti e delle persone. In tal modo viene consentita una personalizzazione su diversi livelli di approfondimento: è il visitatore spostandosi nello spazio e cambiando angolo di visione, sceglie cosa vedere o approfondire.
Un esempio di applicazione è MAXXI APP (app per la visita al Museo Maxxi di Roma) che permette di pianificare la visita, creare un percorso personalizzato ed infine lasciare commenti e impressioni, condividendo in tempo reale con altri visitatori l’esperienza.
Dal punto di vista di un rapporto più dinamico tra visitatore e beni culturali, è possibile individuare due diverse tipologie di applicazioni:

  • il bene culturale si estende allo spazio sociale: uscendo dai luoghi tradizionali della sua fruizione e allargandosi ai luoghi della socialità, alla città.
    Ad esempio lo spazio semantico del museo, tradizionalmente legato ad uno spazio fisico, viene esteso all'intera città, proponendo "percorsi logici" o letture richieste dal fruitore per autore, per luogo (argomento scientifico correlato, luoghi visualizzati in diversi periodi storici, ma anche proiettati in possibili scenari futuri).
    Esempio di applicazioni è  il "LeonardoAround" che illustra, all’interno della città di Milano,  non solo i principali musei con opere di Leonardo da Vinci, ma anche i luoghi della vita leonardesca o descritti nei suoi scritti.
  • lo spazio sociale entra nel bene culturale arricchendolo di quelle informazioni, di quei collegamenti (storici, culturali, comunicativi) che fanno parte anche del cosidetto patrimonio culturale immateriale (Intangibile heritage, promosso dall'UNESCO).
    Esempio, la ricostruzione virtuale della Domus Romane di Palazzo Valentini di Roma.

Fra i possibili sviluppi che potrebbero essere incentivati, vi è l'utilizzo di applicazioni su dispositivi innovativi di tipo "immersivo", quali, ad esempio,  occhiali interattivi.

Definizioni/glossario:

Realtà aumentata
Gli elementi che "aumentano" la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile, come uno smartphone, con l'uso di un PC dotato di webcam o altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita.
Le informazioni "aggiuntive" possono in realtà consistere anche in una diminuzione della quantità di informazioni normalmente percepibili per via sensoriale, sempre al fine di presentare una situazione più chiara o più utile o più divertente.
Nella realtà virtuale (virtual reality, VR), le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente sono preponderanti, al punto che le persone si trovano immerse in una situazione nella quale le percezioni naturali di molti dei cinque sensi non sembrano neppure essere più presenti e sono sostituite da altre. Nella realtà aumentata (AR), invece, la persona ha la sensazione di abitare la comune realtà fisica, pur usufruendo di informazioni aggiuntive o di manipolazioni di quella.