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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

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Perchč la "fobia contro CARBONE e NUCLEARE" emerge ancora una volta in campagna elettorale? - R. Sorgenti -

Non sorprende che in questi giorni "pre-elettorali" sono emersi da più parti affermazioni apocalittiche ed esagerazioni che riguardano le fonti energetiche che sono alla base della produzione di elettricità nel mondo, appunto: "CARBONE e NUCLEARE"!

Nel contempo, da un'analisi tecnica e documentata del problema, emerge sempre più chiaramente la precaria e delicata situazione dell'Italia per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico, stante la quasi assoluta mancanza di risorse naturali tipica del nostro Paese, che trova un singolare parallelo solo con il Giappone (la 2° potenza economica) tra i Paesi OCSE.Ma è proprio per questa primaria ragione che un'attenta e bilanciata diversificazione del "Mix delle fonti", comunque d'importazione, dovrebbe riguardare anche l'Italia, come peraltro avviene in tutti i Paesi più sviluppati.Invece, per evidenti pregiudizi ideologici, questo non avviene ed il nostro sistema energetico è passato da un assoluto predominio nell'uso del PETROLIO (O.C.), che ha alimentato per 40 anni il nostro sistema elettrico, ad un analogo ed assurdo predominio del GAS METANO che (prossimo al 60% nel Mix), dal punto di vista della sicurezza ed economicità degli approvvigionamenti corrisponde a passare dalla "padella alla brace".

Neppure Russia ed UK che estraggono consistenti quantità di METANO sul proprio territorio, ne usano una percentuale così elevata per produrre l'elettricità a casa loro.Un esempio di tale preconcetto si osserva quando si usano aggettivi come "vecchio" se riferiti al carbone, mentre una constatazione "solare" dovrebbe portare a considerare "vecchi" appunto il solare, l'eolico e le biomasse che hanno rappresentato la primaria fonte ben prima dei combustibili fossili. Basta osservare cosa ancora oggi avviene nei Paesi sotto-sviluppati dell'Africa e dell'Asia.

Già con il varo del "PROTOCOLLO DI KYOTO" (1997) l'Europa ha fatto scelte discutibili in tema energetico, mentre con il B.S.A. (Burden Sharing Agreement) ha chiaramente penalizzato alcuni Paesi Membri (Italia e Spagna in primis), avvantaggiando invece Paesi come Germania, Francia, UK ed Olanda.Dallo studio recentemente realizzato dalla SSC (Stazione Sperimentale per i Combustibili), risulta chiaramente un danno economico per l'Italia pari a circa 50 miliardi di Euro, dovuto al non riconoscimento della migliore EFFICIENZA ENERGETICA del nostro Paese nel periodo 1970-1990, rispetto ai principali Paesi UE, ai quali si aggiungono ulteriori 25 miliardi circa per il periodo 1991-2005.
Queste non sono opinioni ma semplici calcoli economici desunti dall'analisi delle statistiche ufficiali pubblicate dalla IEA (International Energy Agency di Parigi).Ora, invece di riconoscere questa indebita penalizzazione subita dall'Italia e discutere dei modi per porre rimedio a tale inaccettabile sperequazione che influisce sulle capacità di competere del nostro sistema Paese, si caricano di enfasi negative aspetti che nulla hanno a che fare con la sicurezza (quali il sequestro geologico della CO2 - per dare seguito alla richiesta di riduzione delle emissioni di GAS SERRA in atmosfera) od i finanziamenti necessari per sviluppare nuovi impianti nucleari necessari per bilanciare una situazione energetica che pone il nostro Paese in una condizione di estrema precarietà, dipendendo per l'85% delle proprie esigenze dall'importazione.

Nulla si dice invece degli enormi investimenti e finanziamenti pubblici (20 volte maggiori) richiesti per sostenere la proliferazione degli impianti SOLARI, i cui costi sono già ora bellamente camuffati nella componente A3 delle bollette elettriche di TUTTI i consumatori, domestici ed industriali.

Singolare quindi che si invochino ulteriori pesantissimi incentivi al costosissimo SOLARE, semplificando il discorso ed affermando che il sole è inesauribile ed a costo zero (!).
Analizzando questo argomento bisognerebbe allora guardare con occhi attenti e disincantati a quanto avviene in giro per il Mondo e soprattutto nei Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta, dove si scoprirebbe il caso della Francia, che ha fatto la scelta del NUCLEARE ben 30 anni fa (e non ha mai cambiato opinione), grazie alla quale dispone dell'elettricità (il doppio di quanta ne produca l'Italia) meno cara in Europa.Oppure il caso della Germania, che produce circa il 50% di elettricità dal CARBONE ed il 30% dal NUCLEARE e, grazie a queste, risparmia così tanti soldi che può poi permettersi di sovvenzionare il SOLARE ed EOLICO ancor più di quanto possiamo fare noi in Italia.E poi Giappone, USA, UK, Spagna, ecc. per arrivare alla Danimarca che non ha il nucleare, ma il 50% dell'elettricità la produce dal CARBONE (tutto d'importazione) e poi sovvenzionano grazie a questo l'eolico ed il solare.

Eppure anche in Italia le risorse economiche non mancano se si considera che non c'è nessun Paese in UE che abbia fatto tanti investimenti e modifiche del proprio parco termoelettrico come ha realizzato l'Italia negli ultimi 5 anni; ahimè tutti destinati a realizzare impianti dipendenti dalla disponibilità del GAS METANO.

Condividiamo la necessità che si liberino le necessarie risorse da destinare alla ricerca delle Fonti RINNOVABILI del futuro, quando, grazie alla tecnologia, potranno forse essere sviluppati sistemi più efficienti ed in grado di dare un loro ragionevole contributo alla fame di energia per sostenere il benessere e lo sviluppo, non dimenticando però che le RINNOVABILI NON potranno, nel breve e medio termine, sostituire le centrali di base a "CARBONE pulito" come Civitavecchia o Brindisi, pena il riportare l'Italia al livello di Paese povero ed agricolo dei primi anni '50.

E' infatti proprio risparmiando i circa 10 miliardi di Euro che ogni anno sperperiamo a causa dello squilibrato "Mix" che potremo liberare tali ingenti risorse da destinare alla ricerca, alla competitività Paese, al welfare ed ai cospicui incentivi per portare le RINNOVABILI dal 17% attuale (idroelettrico compreso) al 20% imposto, senza per questo auspicare che l'Italia diventi anche un Paese "ventoso" come lo è appunto la Danimarca (1° Paese per ventosità in Europa).
L'unica diversa alternativa è scoprire un nuovo "Pozzo di S.Patrizio"!

Superiamo quindi l'impropria contrapposizione e collaboriamo per realizzare anche in Italia il felice connubio che altri più "ricchi e furbi" di noi hanno da tempo sperimentato, perchè CARBONE e RINNOVABILI non sono affatto alternativi
ma assolutamente complementari.

Rinaldo Sorgenti