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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

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Costo di produzione del kWh - Ugo Spezia -


Il costo di produzione del kWh di fonte nucleare è stato valutato fra il 1997 e il 2007 nei seguenti studi nazionali e internazionali.
― 1997: Studio condotto dall’industria elettrica europea (UNIPEDE)
― 1999: Studio svolto da Siemens, oggi Framatome ANP (Germania)
― 2000: Studio dell’Institute for Public Policy, Rice University (USA)
― 2000: Studio della Lappeenranta University of Technology (Finlandia, aggiornato nel 2003)
― 2002: Studio della UK Performance and Innovation Unit (Regno Unito)
― 2002: Studio svolto da Scully Capital (USA)
― 2003: Studio della Lappeenranta University of Technology (Finlandia)
― 2003: Studio del Segretariato all’Energia (Francia)
― 2003: Studio del MIT - Massachusetts Institute of Technology (USA)
― 2004: Studio della Royal Academy of Engineers (Regno Unito)
― 2004: Studio della University of Chicago, finanziato dall’US-DOE (USA)
― 2004: Studio del CERI - Canadian Energy Research Institute (Canada)
― 2005: Studio congiunto OCSE-NEA / ONU-IAEA
― 2005: Business Case for Early Orders of New Nuclear Reactors, OXERA
― 2006: Studio OCSE-NEA
― 2007: Studio della Commissione Europea
― 2007: Studio del World Energy Council
I risultati degli studi indicati con i numeri 5, 7, 8, 9, 10, 11, 15 sono riportati nel grafico :

 

 

 

 

 







La retta di interpolazione consente di quantificare il costo medio del kWh di origine nucleare fra 1,3 e 3,7 c£/kWh (fra 1,6 e 4,7 c€/kWh, al cambio 1 £ = 1,261 €) al variare del tasso di sconto (costo del denaro) fra il 4% e il 13%.
Lo studio svolto dalla Lappeenranta University of Technology (Finlandia) nel 2000 e aggiornato nel 2003 è stato commissionato dal governo finlandese al fine di orientare le proprie scelte di politica energetica.
Le risultanze dello studio mostrano la convenienza del nucleare rispetto alle altre fonti di produzione elettrica prese in esame, convenienza che si accentua se si considera il costo delle emissioni e l’incremento del costo delle fonti fossili intervenuto dal 2003 ad oggi.

 

 

 

 

 

 

 

 




Lo studio OCSE 2006 è uno studio comparativo su nucleare, carbone e gas che fa riferimento alle condizioni locali in una quindicina di paesi.

 

 

 

 















Considerando un tasso di sconto pari al 5% (condizioni più favorevoli al nucleare, caratterizzato da alti costi di investimento) e tutte le componenti di costo (impianto, esercizio e manutenzione, combustibile) ai prezzi 2004, i costi di produzione sono i seguenti (l’intervallo di variazione è legato alle particolari condizioni del mercato locale):
― nucleare:                     da 2,3 a 3,6 c$/kWh
― carbone:                      da 2,2 a 4,8 c$/kWh
― gas (CICLO COMBINATO):   da 3,9 a 5,7 c$/kWh
Considerando un tasso di sconto del 10% (condizione più sfavorevole al nucleare) i costi di produzione si modificano come segue:
― nucleare:                     da 3,1 a 5,4 c$/kWh
― carbone:                      da 2,7 a 5,9 c$/kWh
― gas (CICLO COMBINATO):   da 4,3 a 6,0 c$/kWh
Dalle valutazioni emerge una sostanziale equivalenza del costo del chilowattora nucleare rispetto a quello prodotto con centrali a carbone o a gas a CICLO COMBINATO (che sono le più economiche fra le centrali termoelettriche).
Ma la competitività del nucleare si accentua ancora una volta se si considerano gli effetti della “CARBON TAX” e gli aumenti del costo delle fonti fossili intervenuti dal 2004 ad oggi.

Tratto da "L'Opzione Nucleare in Italia" AIN a cura di Ugo Spezia