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L’energia nucleare da fissione nel contesto europeo - Stefano Monti -

All’inizio del 2007 la Commissione Europea ha proposto una nuova policy energetica per l’Europa che, attraverso un pacchetto completo di differenti misure, permetta di raggiungere una serie di obiettivi molto ambiziosi sul contenimento delle emissioni di GAS SERRA e sull’utilizzo delle energie RINNOVABILI, al fine di creare un vero mercato interno dell’energia in grado di offrire alta qualità del servizio a prezzi competitivi, riducendo nel contempo la dipendenza dall’importazione di combustibili ed il consumo complessivo di energia.

A tal fine nel novembre del 2007 la Commissione Europea ha proposto – e il Consiglio Europeo ha approvato in primavera 2008 – un cosiddetto "European Strategic Energy Technology Plan" (SET-Plan), ovvero un vasto piano teso a dotare l’Europa di un nuovo programma di ricerca nel campo energetico, incluso il nucleare da fissione (vedi figura sottostante).

Dopo la liberalizzazione dei mercati energetici e l’introduzione di importanti meccanismi finanziari (EMISSION TRADING) volti ad attribuire un valore economico alla riduzione delle emissioni, con il SET-Plan l’attenzione torna sullo sviluppo tecnologico, in particolare su quelle tecnologie che consentono di accrescere l’EFFICIENZA ENERGETICA e di ridurre le emissioni di GAS SERRA.

L’obiettivo è quello di pilotare, attraverso tali tecnologie, una rivoluzione nella domanda di servizi energetici, tale da conseguire, entro il 2020, una riduzione dei consumi di energia del 20% rispetto alle previsioni tendenziali, una penetrazione delle fonti RINNOVABILI nel mix energetico del 20%, e una riduzione delle emissioni di GAS SERRA del 20% rispetto ai livelli 1990, creando nel contempo opportunità di sviluppo economico per l’Europa.

L’obiettivo a lungo termine del SET-Plan, ancora più ambizioso del precedente e da perseguire mediante l’introduzione di nuove tecnologie di generazione da sviluppare con un ampio programma di R&S, è quello di ridurre indicativamente del 60-80% le emissioni di GAS SERRA entro il 2050.

Le iniziative europee attarverso cui si estrinseca il SET Plan sono (seguente figura):

  • European Industrial Initiatives (EII), che puntano a rafforzare la ricerca e l’innovazione industriali nel settore dell’energia, generando la necessaria massa critica di attività ed operatori. Esse riguardano quei settori per i quali si ritiene che la cooperazione a livello comunitario aggiungerà un valore particolare, ovvero le tecnologie per le quali è più opportuno affrontare collettivamente gli ostacoli, la dimensione degli investimenti necessari ed i rischi connessi (energia eolica, energia solare, bioenergia, cattura, trasporto e STOCCAGGIO della CO2, rete elettrica, FISSIONE NUCLEARE sostenibile);
  • European Energy Research Alliance (EERA), che mira ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie energetiche attraverso il rafforzamento, l’espansione e l’ottimizzazione delle capacità di ricerca europee, grazie all’armonizzazione dei programmi nazionali con quelli comunitari, riducendo in tal modo la frammentazione. Con EERA la Commissione Europea intende passare dal supporto ai singoli progetti di R&S a quello dei grandi programmi di ricerca. Al momento le aree identificate sono: CCS, eolico, FOTOVOLTAICO e solare termico, biocombustibili di seconda generazione, celle a combustibile, reti intelligenti, geotermico, applicazioni marine, materiali per applicazioni nucleari
  • International Cooperation
  • Energy and Network Systems
  • Al di là della complessa organizzazione messa in campo, è ovvio che il SET-Plan potrà avere successo solo se si provvederà ad un migliore uso e ad un potenziamento delle risorse sia umane che finanziarie, per accelerare lo sviluppo e la diffusione delle future tecnologie a bassa emissione di CARBONIO.

    Per quanto riguarda il nucleare da fissione, il SET Plan riconosce che tale tecnologia ha, nel medio termine, un POTENZIALE significativo per fornire energia a basso tenore di CARBONIO. A tal fine il nucleare da fissione, nei prossimi 10 anni, deve affrontare in Europa alcune sfide tecnologiche che il SET Plan individua in:

    • la preservazione della competitività nelle tecnologie della fissione, insieme a soluzioni a lungo termine per la gestione dei rifiuti radioattivi, per conseguire gli obiettivi fissati per il 2020;
    • il completamento delle azioni preliminari per la dimostrazione di una nuova generazione (Gen-IV) di reattori a fissione per una maggiore sostenibilità, per conseguire gli obiettivi fissati per il 2050.

    Per implementare la strategia fissata dal SET Plan per il nucleare da fissione, a partire dal 2007 sono state avviate, o sono in procinto di essere lanciate, le seguenti iniziative, fra loro correlate (vedi figura):

     

    • Sustainable Nuclear Energy Technology Platform (SNE-TP). SNE-TP – al pari delle altre Piattaforme Tecnologiche europee - rappresenta il forum degli stakeholder (industrie, utilities, end-users, Technical Safety Organizations, università ed enti di ricerca) europei che hanno il compito di definire una Strategic Research Agenda (SRA) ed una Deployment Strategy in grado di guidare la R&ST europea nel campo del nucleare da fissione.SNE-TP è stata lanciata dalla Commissione Europea il 21 settembre 2007 a Bruxelles, alla presenza di circa 360 persone in rappresentanza dei governi, delle utility, delle industrie "energivore" europee, nonché del mondo della finanza e della comunità scientifica;
    • Implementing Geological Disposal of Radioactive Waste Technology Platform (IGD-TP), piattaforma tecnologica europea per l’implementazione delle policy degli stati membri dell’UE in tema di STOCCAGGIO geologico dei rifiuti radioattivi a lunga vita e ad alta attività. Tale piattaforma tecnologica verrà lanciata nel corso del 2009 e raccoglierà le maggiori Waste Management Organizations dell’UE;

    Sul lato della R&S, l’inziativa più rilevante è senz’altro la SNE-TP la quale prende l’avvio da un cosiddetto Vision Report, messo a punto dagli stakeholder europei del settore. Il rapporto, presentato pubblicamente nel corso del 2007, delinea una visione a breve, medio e lungo termine per l’energia nucleare da fissione in Europa.

    Attualmente la SNE-TP conta 67 organizzazioni – fra utilities, industrie, TSO, organizzazioni di ricerca, università, organizzazioni europee e organizzazioni non governative - provenienti da 18 differenti Paesi europei (vedi figura).

    Per quanto riguarda la partecipazione italiana, allo stato attuale fanno parte di SNE-TP: l’ENEA, l’Ansaldo Nucleare, l’ENEL, la SOGIN, la Del Fungo Giera Energia ed il CIRTEN. L’Ansaldo Nucleare è membro dell’Executive Committee.

    La SNE-TP ha già prodotto, nel corso del 2008, una bozza della Strategic Research Agenda (alla cui stesura hanno contribuito anche l’ENEA, il CIRTEN, l’Ansaldo Nucleare e DEL) e della Deployment Strategy, che dovranno essere approvate entro la prima metà del 2009, dopo un’ampia consultazione pubblica tramite WEB. In particolare la Strategic Research Agenda copre le seguenti aree di R&S:

    • R&S per gli LWR attuali e di tipo evolutivo
    • Cicli del combustibile avanzati
    • Reattori veloci di IV generazione e chiusura del ciclo
    • VHTR ed applicazioni non elettriche dell’energia nucleare
    • Grandi infrastrutture nucleari di ricerca
    • Cross-cutting (materiali, simulazione e metodi, sicurezza, scienza degli attinidi)

    La SNE-TP intende, inoltre, interfacciarsi con altre piattaforme tecnologiche europee, come ad esempio quelle per il deposito geologico dei rifiuti radioattivi (la già menzionata IGD-TP), per l’"idrogeno e celle combustibile" e per i biocombustibili, nonché con le grandi iniziative internazionali sul nucleare del futuro quale GIF (vedi figura).

    Infine la SNE-TP gestisce la European Industrial Initiative (EII) per il nucleare da fissione inclusa nel SET-Plan, focalizzata sullo sviluppo di tecnologie di IV generazione. Gli elementi fondamentali che costituiscono questa EII sono rappresentati nella figura in seguente, unitamente alla relativa stima complessiva dei costi.

    Per quanto riguarda la European Energy Research Alliance, è stato deciso che per il momento il focus riguarderà i materiali innovativi per le applicazioni nucleari.

  • European Nuclear Energy Forum (ENEF) organizzato in tre gruppi di lavoro (opportunity, risks, transparency) e svariati sottogruppi, rappresenta il forum degli stakeholder europei (industrie, utenti finali, policy maker, mondo della finanza e della società civile, ecc.) per discutere le opportunità ed i rischi dell’energia nucleare. ENEF è stato lanciato a Bratislava nel novembre 2007;
  • European High Level Group on Nuclear Safety and Waste Management (ENSREG), ovvero il luogo di cooperazione europea tra le diverse autorità di sicurezza nucleare nazionali. Il gruppo, organizzato in tre sottogruppi (Nuclear Safety, Radioactive Waste Management and Decommissioning, Openness and Transparency), ha il mandato di assistere la Commissione Europea per sviluppare progressivamente una cultura comunue europea nei campi della sicurezza nucleare e della gestione dei rifiuti radioattivi, e di proporre ulteriori regolamenti europei in questi campi. ENSREG è stato costituito a seguito di una decsione assunta dalla Commissione Europea in luglio 2007.