Trova le risposte!
Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

Altri articoli della stanza Energia Nucleare

Creato da Vittorio M. Canuto « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

Essere o non essere Nucleari - Vittorio Canuto -

Con il permesso del tormentato principe di Helsingor, proporrò una chiosa alla sua famosa frase, Essere o non essere Nucleari.

Forse questo è il modo più succinto di definire quanto accade nelle sale dell’ONU dove si discute il NPT, il Trattato di Non Prolìferazìone Nucleare in cui tutta l'umanità ha un interesse vitale.

Il 16 aprile 1995 inizia la Conferenza vera e propria ma quella che si è appena conclusa, la quarta Conferenza preparatoria, ha lasciato il problema in sospeso.

Il 1995 è  anche il 50-esimo anniversario di Hiroshima e Nagasaki. In questo contesto si discute il NPT, un Trattato che contrariamente ad altri, per esempio il Trattato ABM del 1972 (che proibisce difese nazionali contro missili balistici) e che è di durata illimitata, deve essere rivisto dopo 25 anni, come sancisce l'Articolo X. Siamo all'anniversario.

Quali sono i problemi, quali le soluzioni, e quanta probabilità hanno di essere risolti?

Prima di rispondere a tali domande, è bene ricordare alcuni fatti. Il seme del NPT si deve ricercare nel programma del Presidente D. Einsenhower "Atomi per la Pace", in cui si offrivano i benefici della tecnologia nucleare civile a quei paesi che avessero rinunziato a sviluppare armi nucleari.

L'NPT è un Trattato di undici Articoli ed un Preambolo che sanciscono un patto fra le nazioni che hanno armi nucleari e quelle (la maggioranza) che non ce l'hanno.

Fu firmato a Washington, Mosca e Londra il l Luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970. Negli anni che precedettero il 1970, l'allora USSR, la Cina, la Francia e il Regno Unito, i P5 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU), allarmati dalla corsa agli armamenti, stipularono un patto con i paesi aspiranti acciocché essi rinunziassero a sviluppare tali armi.

Da parte loro, i P5 si impegnavano a mettere a disposizione dei paesi che accettavano i termini, la tecnologia nucleare, (leggasi, reattori nucleari per la produzione di energia elettrica, strumenti per la medicina, etc).

Tale processo sarebbe stato monitorizzato con grande vigilanza dall'Agenzia ONU IAEA di Vienna. Si divise il mondo in due Clubs: quelli che hanno e quelli che non hanno, si intende, armi nucleari.

Ci sono due aspetti importanti del NPT: impedire la proliferazione orizzontale (ai paesi che non hanno ancora tali armi) così come impedire quella verticale.

Quest'ultima è chiaramente stilata nel Preambolo del NPT che dice testualmente: "perseguire la cessazione (il termine inglese è discontinuance) di tutti i test (esplosioni) di armi nucleari per sempre (for all time)"; nel paragrafo seguente si parla di "liquidazione" e di "eliminazione dagli arsenali nazionali delle armi nucleari".

Poichè solo i P5 hanno tali armi, è logico che tali impegni riguardano i P5 e solo loro. E qui cominciano i problemi o quando meno le critiche di quelli che non-hanno. Ritorniamo per un attimo all'Articolo X.

Si dice che dopo 25 anni ci saranno tre opzioni: estensione indefinita del Trattato, estensione per un periodo fisso o per periodi fissi (poichè in inglese "fixed" non cambia al plurale, il testo del NPT non lo ripete davanti al termine "periodi" mentre per chiarezza io l'ho ripetuto).

Cosa pensano i paesi? La prima opzione conta sull'appoggio degli USA, della NATO, dell’Unione Europea, del Segretario Generale della ONU, ed altri.

Un argomento spesso addotto è che l'NPT è l'unico trattato nel campo nucleare che non abbia una durata illimitata e tale opzione servirebbe ad ovviare tale asimmetria.

L'ostacolo maggiore però è lo scetticismo degli stati-non secondo i quali gli stati-si non hanno cambiato in modo sostanziale le loro abitudini.

Mentre è vero che tali paesi si sono impegnati a ridurre i loro arsenali, non hanno, secondo i paesi-non, sviluppato un piano, una scala temporale, una precisa tabella di marcia per tale processo.

Detto in termini semplici, i paesi-non temono che tale opzione equivarrebbe ad una procrastinazione illimitata del disarmo, che invece è richiesto dal Trattato, ovvero corrisponderebbe a legittimizzare le armi nucleari.

In generoso ma necessariamente scrupoloso adempimento all'ammonimento "Melius abundare quam deficere", i P5 hanno ammassato un arsenale complessivamente equivalente a forse 500.000 Hiroshima! Seconda opzione: un 'estensione unica per un periodo fisso.

Qui si corre il rischio che qualora non si arrivasse a redigere un nuovo trattato durante tale periodo, si finirebbe senza trattati, senza uno strumento legale per frenare sia la proliferazione orizzontale che quella verticale. La cosa entusiasma pochi, forse nessuno.

Terza opzione: l’appoggiano i paesi-non poiché vedono in tale processo uno strumento per "fare l'appello", un check-up nucleare periodico onde constatare se gli impegni stabiliti nel preambolo sono stati soddisfatti dai P5.

In mancanza di entusiasmo per la opzione 2) e vista la poca simpatia che circonda l'opzione l), questo rimane il cammino forse più agibile.

C'è un punto chiave in tutta questa discussione: il preambolo parla di cessazione di "tutti" i test nucleari. Nel 1963 si firmò il Test Ban Treaty che proibì le esplosioni nell'atmosfera e nei mari, e da allora tali prove vengono fatte sotto terra.

A partire dal 1991, gli USA, la Russia, la Gran Bretagna e la Francia hanno osservato una moratoria volontaria di tali test. Benissimo, dicono i paesi-non, ma non basta, bisogna rendere tale moratoria permanente perché solo così si adempiranno i dettami del NPT.

Qualora i P5 si dimostrassero a favore del CTBT, Comprehensive Test Ban Treaty, le cose cambierebbero di molto, perché cambierebbe la percezione da parte dei paesi-non delle vere intenzioni dei paesi-si.

È quindi con notevole sollievo che si lesse sul New York Times del 31 Gennaio 1995 che il Presidente Americano Bill Clinton ha deciso non solo di estendere la moratoria sulle esplosioni sotterranee a tutto il 1996, ma di aver dato istruzioni alla delegazione americana a Ginevra di lavorare verso un CBTB.

Questo è il secolo, tutti lo sappiamo, delle grandi scoperte tecnologiche. Manca però una grande scoperta: come difenderci dalle armi nucleari. I migliori esperti del mondo dal 1945 ad oggi hanno dibattuto questo punto e la conclusione generale è che tale difesa non esiste anzi, non può esistere dato l'immenso potere distruttivo di tale armi.

Come disse acerbamente R. Oppenheimer il giorno dello scoppio della bomba atomica "gli scienziati hanno conosciuto il peccato". Non possiamo sperare in un'amnesia cosmica che ci faccia scordare come si fissiona un nucleo atomico, lo sappiamo e lo sapremo per sempre.

Il demonietto è uscito dalla bottiglia e non c'è modo di farlo rientrare. Come dice il Premio Nobel D. Gabor "non si può prevedere il futuro ma si possono inventare dei futuri".

Sta a noi decidere come saranno. Siamo custodi di una terribile scoperta.

Quis cusiodiet ipsos custodes? Forse i Trattati come l'ABM, NPT e in futuro il CTB e, come diceva W. Churchill, “questa è la peggior soluzione, ad eccezione di tutte le altre”.