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Bioenergia e Commercio - Corrado Clini -

Il commercio di bioenergie e dei relativi feedstock è destinato a crescere dagli attuali livelli ridotti, grazie a regolamenti che impongono un maggiore utilizzo dei BIOCARBURANTI in regioni con  potenziali di produzione limitati (per esempio l'UE).
La produttività di BIOMASSA in aree tropicali e sub-tropicali è decisamente più elevata (secondo alcune stime fino a cinque volte più alta) che in aree a clima temperato (Europa, Nord America) dove viceversa la domanda di biocombustibili resce in maniera proporzionalmente maggiore.

Sviluppo degli scambi di BIOCARBURANTI: i BIOCARBURANTI lasciano intravedere nuovi e dinamici flussi di esportazione di materie prime e prodotti finiti.
Tuttavia oggi il commercio globale di BIOCARBURANTI è ancora piuttosto limitato rispetto alla domanda di BIOCARBURANTI e al commercio di combustibili fossili tradizionali.
Per un mercato dei BIOCARBURANTI veramente internazionale sarà necessario che un numero maggiore di Paesi produttori sia in condizione di esportare grandi surplus.

Oggi il BIOETANOLO figura tra i beni più dinamici, con produzione e scambi internazionali che registrano una forte crescita.
La produzione mondiale è passata da meno di 20 miliardi di litri nel 2000 a circa 40 miliardi di litri nel 2005 e si prevede un ulteriore raddoppio entro il 2010.
Glì Stati Uniti sono il maggiore produttore, seguiti dal Brasile, mentre Cina e India si collocano al terzo e quarto posto, con un certo distacco.
Il Brasile attualmente esporta circa 3,5 miliardi di litri di etanolo e detiene una quota di mercato che si aggira sul 50% per quanto riguarda le esportazioni globali di questo biocarburante.
Altri Paesi in via di sviluppo hanno tratto vantaggio dal dinamismo del settore, sfruttando anche gli accordi commerciali preferenziali in essere.
Per contro, gli scambi internazionali di feedstock di etanolo appaiono scarsi.
È probabile che vengano introdotte sovvenzioni per contribuire all'espansione della produzione locale difeedstock nei Paesi in via di sviluppo.

BIODIESEL: la produzione di BIODIESEL al di fuori dell'UE è ancora limitata ed è per questo che non si sono registrati scambi internazionali di rilievo.
Recenti investimenti in diversi Paesi sviluppati e in via di sviluppo fanno presagire una futura crescita della produzione e del commercio internazionale.
Gli scambi difeedstock di BIODIESEL sono in crescita, il che sta ad indicare che a livello internazionale vengono scambiate materie prime agricole, piuttosto che prodotti finiti industriali.

DISTORSIONE dei mercati internazionali: il commercio internazionale di BIOCARBURANTI deve confrontarsi con dazi e altre misure protezionistiche.
Inoltre, il mercato dei BIOCARBURANTI è distorto da sovvenzioni e incentivi di vario genere.
Tuttavia il commercio internazionale potrebbe offrire opportunità vantaggiose per tutti: per diversi Paesi importatori è un prerequisito essenziale per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissi rispetto alle miscele di carburanti; per i Paesi esportatori, soprattutto i Paesi in via di sviluppo di piccole e medie dimensioni, i mercati esteri sono necessari per promuovere le proprie industrie.
Ridurre ed eliminare le barriere commerciali e rimuovere gradualmente le sovvenzioni che di storcono gli scambi contribuirebbe a istaurare un contesto competitivo equo.
Chi vuole investire in potenziali strutture per l'esportazione di BIOCARBURANTI deve avere la sicurezza che i mercati rimarranno aperti e che ci sarà spazio per l' export, consentendo lo sfruttamento di economie di scala.

L'etichettatura e la CERTIFICAZIONE dei BIOCARBURANTI e dei relativifeedstock può svolgere un ruolo determinante affinché la diffusione della produzione e dell' impiego di BIOCARBURANTI sia effettivamente foriera di vantaggi per l'ambiente.
Tuttavia CERTIFICAZIONE ed etichettatura rimangono questioni piuttosto complesse. Sono necessari sforzi adeguati per garantire che lo sviluppo di criteri di sostenibilità e sistemi di CERTIFICAZIONE contribuisca a conseguire obiettivi ambientali senza creare inutili barriere al commercio internazionale, in particolare alle esportazioni dai Paesi in via di sviluppo.

I BIOCARBURANTI negli attuali negoziati commerciali: il paragrafo 31 (iii) dell' Agenda di Sviluppo di Doha ha avviato negoziati sulla "riduzione ovvero, se opportuno, l'eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie ai beni e ai servizi ambientali".
I negoziati sui beni ambientaI i sono stati condotti dal Comitato per il Commercio e l'Ambiente in Sessione Speciale (CTE-SS) e dal Gruppo Negoziatore per l'Accesso ai Mercati non Agricoli (NAMA).
I negoziati sui servizi ambientali sono stati condotti nell'ambito delle Sessioni Speciali del Consiglio per il Commercio dei Servizi.
Secondo alcuni membri dell'OMC, determinati prodotti del settore delle energie RINNOVABILI - tra cui potrebbero essere inclusi l'etanolo, il BIODIESEL e altri prodotti collegati, come i componenti di impianti a BIODIESEL e BIOETANOLO o i motori e i veicoli "flexi fuel" - potrebbero essere classificati come beni ambientali.
A impedire progressi concreti sono intervenuti disaccordi tra i vari Paesi sull'identificazione dei beni ambientali, sul campo d'azione e sull'approccio da assumere per liberalizzare il commercio di tali prodotti, oltre che sui meccanismi per aggiornare regolarmente l'elenco dei prodotti, tenendo in considerazione gli obiettivi in continua evoluzione.