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Il risparmio energetico nella conservazione dei beni culturali - Salvatore Lorusso, Andrea Natali -

Salvatore Lorusso, Andrea Natali
Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (sede di Ravenna)


1. Introduzione

Il “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, emanato nel gennaio 2004, stabilisce nell’Articolo 29 (Conservazione):
1. La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla TRASMISSIONE dei suoi valori culturali.
Risulta pertanto fondamentale, conseguentemente ai suddetti interventi, effettuare il monitoraggio dei fattori e degli agenti negli ambienti interno e/o esterno in cui i manufatti sono collocati. Ci si riferisce a:

• temperatura;
• umidità;
• illuminamento;
• qualità dell’aria dal punto di vista chimico e biologico.

Al riguardo la Normativa vigente stabilisce determinati valori termoigrometrici e di illuminamento, allo scopo di permettere e mantenere, nel corso del tempo, le condizioni ottimali relative sia alla conservazione dei beni culturali sia al benessere dei fruitori (tab. 1-5).
Per i manufatti collocati in ambienti confinati (musei, biblioteche, archivi), vengono impiegati impianti di climatizzazione e sistemi di ILLUMINAZIONE per il controllo dei parametri termoigromentrici e di illuminamento. Si ritiene, quindi, interessante trattare 3 casi di studio che presentano problematiche e situazioni diverse in riferimento non solo alla conservazione dei manufatti ivi collocati, ma anche all’efficienza degli impianti tecnici e al rispetto dei valori stabiliti dalla Normativa. Per quanto qui compete, le conseguenti finalità nell’ambito della conduzione  dell’Unità Culturale sono rivolte al RISPARMIO ENERGETICO e, quindi, a ricadute economiche positive.
Nel 1° caso di studio: “Studio dell’influenza delle variabili ambientali in unità culturali: gli archivi”, si è valutata l’efficienza degli impianti tecnici all’interno degli archivi.
Nel 2° caso di studio: “La diagnostica dei codici delle cronache veneziane e ravennati inedite (secoli VI-XIX): il codice ravennate Tractatus hedificationis et constructionis Ecclesie Santi Johannis Evangeliste de Ravenna”,  si è evidenziata una non corretta gestione dell’impianto di riscaldamento che ha determinato condizioni non idonee di conservazione nonché di non benessere dei fruitori oltre che di dispendio energetico.
Nel 3° caso di studio: “Monitoraggio ambientale nel Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca di Ravenna”, la cui sperimentazione si è svolta durante l’allestimento e lo svolgimento della mostra Astratta, si è effettuato il controllo delle condizioni di illuminamento nel locale di ESPOSIZIONE per un confronto con la Normativa vigente.

Tab. 1. Limiti termoigrometrici stabiliti dalla Normativa UNI 10820 del 1999: vengono riportati i valori e i gradienti termoigromentrici (fasce di benessere) corrispondenti alle diverse tipologie chimico-merceologiche dei materiali costituenti i beni culturali

 

Materiali costituenti la collezione

T  °C

ΔT  °C

UR  %

ΔUR%

a) materiali / oggetti di natura organica

Carta, cartapesta, lavori artistici in carta, veline, tappezzeria in carta, collezioni filateliche, manoscritti, papiri, stampe, materiali in cellulosa

18-22

1,5

40-55

6

Tessuti, velari, tendaggi, tappeti, tappezzeria in stoffa, arazzi, seta, costumi, abiti, paramenti religiosi, materiali in fibra naturale, sisal, juta

19-24

1,5

30-50

6

Cere, cere anatomiche

< 18

N.R.

N.R.

N.R.

Erbari e collezioni botaniche

21-23

1,5

45-55

2

Collezioni entomologiche

-24

1,5

40-60

6

Animali e organi anatomici conservati in naftalina

15-25

 

N.R.

N.R.

Animali e organi anatomici essiccati, mummie

21-23

1,5

20-35

 

Pellicce, piume, animali e oggetti impagliati

4-10

1,5

30-50

5

Acquarelli, disegni, pastelli

19-24

1,5

45-60

2

Collezioni etnografiche, maschere, cuoio, indumenti in cuoio

19-24

1,5

45-60

6

Dipinti su tela, pitture a olio su tela e canovaccio, tempere, guazzi

19-24

1,5

40-55

6

Documenti e materiale d’archivio

13-18

 

-60

 

Libri preziosi, libri rilegati in pelle, rilegatura in pelle, pergamena, miniature

19-24

1,5

45-55

6

Lacche, mobili intarsiati, decorati e laccati

19-24

1,5

50-60

2

Scultore policrome in legno, legno dipinto,pitture su legno, icone, pendole in legno, strumenti musicali in legno

19-24

1,5

50-60

2

Sculture in legno non dipinte, oggetti in vimini, pannelli in legno o corteccia

19-24

1,5

45-60

2

b) materiali / oggetti di natura inorganica

Porcellane, ceramiche, gres, terracotta, tegole non da scavo e da scavo demineralizzate

N.R.

 

N.R.

10

Pietre, rocce, minerali, meteoriti (porosi) stabili

19-24

 

40-60

6

Mosaici di pietre, pietre, rocce, minerali, meteoriti (non porosi), fossili e collezioni di pietre

15-25

 

20-60

10

Metalli, metalli levigati, leghe metalliche, argenti, armature, armi, bronzi, monete, oggetti in rame, stagno, ferro, acciaio, piombo, peltri

N.R.

 

< 50

 

Metalli con siti di corrosione attivi

N.R.

 

< 40

 

Ori

N.R.

 

N.R.

 

Gesso

21-23

1,5

45-55

2

Vetri instabili, iridescenti, sensibili, mosaici di vetro sensibili

20-24

1,5

40-45

 

c) oggetti misti

Pitture murali, affreschi, sinopie (staccate)

10-24

 

55-65

 

Pitture murali: a secco (staccate)

10-24

 

50-65

 

Avori, nidi, uova,   corna, collezioni malacologiche, coralli

19-24

1,5

40-60

6

Dischi fonografici

10-21

 

40-55

2

Fibre sintetiche

19-24

 

40-60

 

Film, fotografie a colori

0-15

 

30-45

 

Film, fotografie in bianco e nero

0-15

 

30-45

 

Nastri magnetici (esclusi nastri per computer e videotape)

5-15

 

40-60

 

Oggetti di materiali organici provenienti da zone di scavo umide (prima del trattamento)

19-24

 

In aria satura

 

Materie plastiche

19-24

 

30-50

 

N.R. = non rilevante

 

 

 

 

Tab. 2.“Condizioni climatiche per ambienti di conservazione di documenti grafici e caratteristiche degli alloggiamenti” (UNI 10586)


Materiale

Tipologia di locale

Valori termoigrometrici  e massime escursioni giornaliere

Illuminamento

Condiziona-mento e ventilazione

Documento grafico: informazione registrata su un supporto costituito essenzial-

mente da materiale cartaceo e membra-naceo

Locale di deposito

 

14-20 °C

50-60 %

2°C

5 %

75 lx di media e minore di

150 lx durante l’accesso

Devono essere assicurati da 5 a 7 ricircoli d’aria ogni ora

Locale di consultazione, lettura ed ESPOSIZIONE

 

18-23 °C

50-65 %

qualora la differenza tra i valori presenti in tali locali ed i locali di deposito sia maggiore di 4 °C per la temperatura e del 5 % per l’umidità relativa, i documenti grafici devono essere preventivamente acclimatati con gradualità

Minore di

150 lx per la lettura e minore di 50 lx per l’ESPOSIZIONE

Locale di fotoriprodu-zione e di restauro

Per i valori termoigrometrici e di illuminamento vale quanto indicato per i locali di consultazione.
Sono ammesse deroghe solo per il tempo necessario alle operazioni

Locale di accesso e di servizio

Le condizioni ambientali devono essere tali da non influenzare negativamente quanto richiesto per le altre tipologie di locale, anche in condizione di massimo afflusso di personale e visitatori

Tab. 3. “Valori dei parametri ambientali per il confort degli  individui” (UNI 10339)

Temperatura °C

19-21°C (inverno)

25-27°C (estate)*

Umidità relativa %

45-55 %

45-55 %

* in ogni caso l’escursione con la temperatura esterna deve essere inferiore ai 5 °C

 

Tab. 4. Suddivisione dei beni confinati in base alle categorie di fotosensibilità (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, D. M. 25.7.2000)

Categoria
fotosensibilità

Beni confinati

Illuminamento massimo

(lux)

 

1

Molto bassa

Reperti e manufatti relativamente insensibili alla luce:

metalli, materiali lapidei e stucchi senza strato di finitura, ceramiche, gioielleria, smalti, vetri, vetrate policrome, reperti fossili.

Superiore a 300 ma con limitazioni sugli effetti termici in particolare per stucchi, smalti, vetrate e fossili.

 

2

Media

Reperti e manufatti moderatamente sensibili alla luce:

pitture ad olio ed a tempera verniciate, affreschi – materiali organici non compresi nei gruppi 3 e 4 quali quelli in corno, osso, avorio, legno

 

150

 

 

 

3

Alta

Reperti e manufatti altamente sensibili alla luce

Tessili, costumi, arazzi, tappeti, tappezzeria;

acquerelli, pastelli, stampe, libri, cuoio tinto;

pitture e tempere non verniciate, pittura a guazzo, pitture realizzate con tecniche miste o “moderne” con materiali instabili, disegni a pennarello;

piume, pelli e reperti botanici, materiali etnografici e di storia naturale di origine organica o tinti con prodotti vegetali;

carta, pergamena, legni bagnati

 

 

 

 

50

 

4

Molto alta

Reperti e manufatti estremamente sensibili alla luce:

mummie;

sete, inchiostri, coloranti e pigmenti a maggior rischio di scoloritura come lacche, ecc.

 

50

 

 

Tab 5. Valori annuali massimi raccomandati di illuminamento (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, D. M. 25.7.2000)

Categoria fotosensibilità

Lux ora/anno (LO)

2 Media

500.000

3 Alta

150.000

4 Molto alta

50.000


2. Studio dell’influenza delle variabili ambientali in unità culturali: gli archivi

L’obiettivo dello studio è stato quello di fornire una definizione più chiara ed affidabile sulla valutazione ambientale in ambienti “indoor” e, in particolare, negli Archivi di Stato di Roma, Firenze e Rimini (fig.1), in cui è fondamentale affrontare le problematiche relative al benessere del sistema: manufatto-ambiente. Per esso è necessario che l’integrità fisica nel tempo dei materiali costituenti i beni archivistici “sposi” l’esigenza non solo di benessere per il fruitore, ma anche di gestione corretta ai fini di ricadute economiche positive, permettendo così di acquisire una quantità di risultati nell’ambito delle ricerche sulle suddette problematiche.
Gli Archivi in esame rappresentano unità culturali con storie e patrimoni tanto diversi quanto importanti oltre che siti di collocazione, dal punto di vista architettonico e strutturale, di epoca diversa e comunque di particolare interesse.
La ricerca si prefigge la finalità di valutare negli ambienti degli Archivi:
• le condizioni microclimatiche di conservazione, e quindi l’integrità fisica nel tempo, dei documenti grafici costituenti i beni archivistici;
• le condizioni di “benessere” per i fruitori;
• le condizioni di gestione corretta e di ottimizzazione dei consumi energetici ai fini di una buona conservazione ed anche di ricadute economiche positive;
• la valutazione dei sistemi di sicurezza.
Per quanto riguarda la valutazione dell’efficienza degli impianti tecnici all’interno degli archivi essa è effettuata sulla base di sopralluoghi nei locali aperti al pubblico e nei locali tecnici, finalizzati sia a valutare visivamente lo stato degli impianti stessi che a raccogliere informazioni riguardanti la loro gestione e il loro utilizzo da parte degli operatori degli archivi e del personale incaricato della manutenzione.
Sulla base degli elementi raccolti, utilizzando anche dati medi provenienti dalla letteratura tecnica specializzata, vengono valutati i consumi medi degli edifici ed analizzata, con l’ausilio delle campagne di misure termoigrometriche e di qualità dell’aria interna, l’adeguatezza degli impianti esistenti (a livello di potenzialità, regolazione, manutenzione) alle esigenze del pubblico, del personale e dei manufatti contenuti.

     

Fig. 1. Archivi di Stato di Roma, Firenze e Rimini

2.1. Considerazioni

Nel corso della ricerca della durata biennale: “Studio dell’influenza delle variabili ambientali in unità culturali: gli Archivi”, sono stati descritti gli aspetti conoscitivi relativi al sistema: manufatto-ambiente dal punto di vista sia tecnico che normativo ed è stato indicato e applicato il percorso metodologico sperimentale d’indagine nelle unità culturali opportunamente scelte. Tale percorso è da ritenersi emblematico per qualsiasi indagine relativa alle unità culturali dove si conservano documenti grafici.
Le indagini relative alla conoscenza degli edifici che ospitano gli Archivi, hanno rivelato il buono stato degli stessi. La caratterizzazione del patrimonio conservato ha rivelato la vastità – in particolare per gli Archivi di Roma e Firenze – e l’importanza dal punto di vista storico-documentale del suddetto patrimonio.
Dal punto di vista termoigrometrico i tre Archivi hanno fornito dei risultati diversi e contrastanti – anche di qui la significatività della scelta che voleva essere rappresentativa della più vasta tipologia di unità culturali presenti nel territorio italiano –: si passa, nei depositi, per quanto riguarda l’umidità relativa da situazioni con valori bassi (Archivio di Roma) o con valori alti  (Archivio di Rimini) a situazioni con valori che rientrano, di norma, nelle fasce di benessere come nel caso dell’Archivio di Firenze (dove tale parametro può essere controllato). Nei locali di consultazione – e questo è un dato che è da sottolineare – la presenza di fruitori non sembra influire sul quantitativo di umidità relativa presente, che si mantiene di norma sotto la fascia di benessere.
Per quanto riguarda l’illuminamento, un parametro spesso ignorato quando ci si occupa di conservazione ma che influisce notevolmente sul degrado dei documenti grafici, si è constatato che opportuni interventi possono migliorare la situazione rilevata riportandola nei limiti stabiliti dalla normativa. Tali interventi riguardano, in particolare, la gestione dei sistemi di illuminamento: ciò è possibile con la riduzione della potenza delle lampade da tavolo o, come nel caso dell’Archivio di Roma, con la limitazione dell’accensione dei sistemi presenti soltanto durante il prelievo dei documenti.
La valutazione degli impianti tecnici all’interno degli Archivi è stata effettuata sulla base di sopralluoghi: in riferimento agli elementi raccolti, con l’ausilio delle campagne di misure termoigrometriche, illuminotecniche e di qualità dell’aria, sono stati valutati, quindi, i consumi medi degli edifici. Gli impianti esistenti si sono rivelati adeguati alle varie esigenze: tuttavia, in riferimento alle nuove indicazioni per il RISPARMIO ENERGETICO (emanate al fine di evitare la cessazione dell’erogazione elettrica “Blak out”) non è più possibile, visti gli alti consumi, regolare le condizioni termoigrometriche nell’Archivio di Stato di Firenze secondo le esigenze dello stesso. A tal riguardo una gestione più oculata dell’impianto comporta ricadute economiche positive senza influire sulla conservazione dei documenti d’archivio.
In definitiva lo studio fornisce una definizione più chiara ed affidabile sulla valutazione ambientale negli Archivi ma, più in generale, in tutti gli ambienti “indoor” dove è fondamentale affrontare le problematiche relative al benessere del sistema: manufatto-ambiente.
In tali ambienti è necessario che la tutela e la conservazione nel tempo dei materiali costituenti i beni archivistici sia ricondotta al benessere per il fruitore e alla corretta gestione anche ai fini di ricadute economiche positive.


3. “La diagnostica dei codici delle cronache veneziane e ravennati inedite (secoli vi-xix): il codice ravennate "Tractatus hedificationis et constructionis Ecclesie Santi Johannis Evangeliste de Ravenna”

Il presente caso di studio è parte della ricerca su “La catalogazione elettronica e la costituzione di un fondo di consultazione delle cronache veneziane e ravennati inedite (secoli VI-XIX)”.
L’indagine è stata condotta allo scopo di:
• caratterizzare i materiali costitutivi (supporti cartacei e membranacei, materiali scrittori);
• individuare le forme di alterazione/degradazione e  le cause che le hanno prodotte;
• effettuare la lettura di testi palinsesti;
• contenere l’entità di degrado dei manufatti;
• monitorare l’ambiente di conservazione dei manufatti oggetto di studio;
• poter consentire, nel caso, il corretto intervento tecnico conservativo sui manufatti e/o preventivo sia sui manufatti stessi che sull’ambiente di collocazione-conservazione.
Per quanto qui compete si fa riferimento al codice membranaceo miniato ravennate "Tractatus Hedificationis et Constructionis Ecclesie Santi Johannis Evangeliste de Ravenna” conservato presso la Biblioteca Classense di Ravenna, all’interno di un locale di deposito detto “Camera Blindata”.
La cronaca in questione (fig. 2) riporta la storia della fondazione della chiesa di San Giovanni Evangelista di Ravenna: tale fondazione si fa risalire all’opera diretta dello stesso santo. Sono presenti alcune miniature che riguardano le scene della fondazione suddetta. Anche i capoversi sono miniati. La stesura presenta due differenti tipologie di inchiostro: nero e rosso.
Al preliminare esame visivo, lo stato di conservazione del codice risultava buono e non vi erano problemi inerenti alla leggibilità del documento. Tuttavia, in alcune zone, i pigmenti che costituiscono la colorazione si stavano distaccando: è noto che tale fenomeno è favorito da frequenti gradienti termoigrometrici che, causando cicli di dilatazione/contrazione del supporto scrittorio e/o dei materiali scrittori, ne provocano il distacco.
Un altro indizio del non idoneo ambiente di conservazione del codice era determinato dal rapido imbarcamento delle pagine ogni volta che esso veniva portato dal locale di deposito alla Sala Consultazione. A tal riguardo si è deciso di effettuare indagini diagnostiche al fine di caratterizzare il “sistema manufatto-ambiente di conservazione”.
Il monitoraggio termoigrometrico è stato effettuato nel locale di deposito (detta Camera Blindata) dove il codice è conservato e nella Sala di Consultazione dove esso è reso fruibile agli studiosi.
Nella Camera Blindata non sono presenti impianti di riscaldamento, condizionamento e/o climatizzazione: gli scambi con l’esterno avvengono saltuariamente tramite l’apertura della porta di accesso e dell’unica finestra presente.
Nella Sala Consultazione non sono presenti impianti di condizionamento e/o climatizzazione: l’aerazione avviene tramite l’apertura delle finestre senza particolari prescrizioni. È presente un impianto di riscaldamento a radiatori.

Fig. 2. Tractatus Hedificationis et Constructionis Ecclesie Santi Johannis Evangeliste de Ravenna; secolo XIV (MS 406), miniatura, pag. 1 verso


3.1. Considerazioni

I risultati ottenuti nella Camera Blindata mostrano che l’ambiente di conservazione, per quanto riguarda i documenti grafici, risulta essere non idoneo: in particolare ci si riferisce sia ai valori di umidità relativa che, in alcuni periodi, sono al di sopra della fascia di benessere indicata dalla normativa per i materiali di natura cartacea e membranacea sia ai valori di temperatura che in inverno sono molto al di sotto dei limiti imposti, sia ai valori delle escursioni giornaliere che oltrepassano i limiti stabiliti dalla Normativa. Inoltre i valori registrati nella Sala di Consultazione, oltre a non rientrare nelle fasce di benessere per i documenti grafici e per il benessere dei fruitori, si discostano in maniera rilevante dai valori registrati nella Camera Blindata: tale disparità di valori causa ripetuti rigonfiamenti e contrazioni che possono provocare non solo deformazioni al supporto scrittorio ma anche danni ad inchiostri e miniature presenti – come evidenziato sul codice membranaceo miniato – quali microfratture e/o sollevamento a scaglie della pellicola pittorica dal supporto.
Le cause di tali condizioni non idonee dipendono, in maniera principale dalla non corretta gestione dell’impianto di riscaldamento presente nella Sala di Consultazione (dove si raggiungono temperature troppo elevate e, di conseguenza, valori di umidità relativa eccessivamente bassi) e dall’abitudine di aprire le finestre ivi collocate. La presenza di fruitori all’interno della Sala di Consultazione (comunque limitata a poche unità) non sembra influire sulle condizioni microclimatiche rilevate.
Fonte di preoccupazione è la bassa quantità di VAPORE ACQUEO presente in alcuni periodi: una bassa concentrazione di VAPORE ACQUEO rende i materiali di natura organica, quali carta e pergamena, più fragili.
Si è suggerito, qualora non sia possibile dotare la Biblioteca di un impianto autonomo di climatizzazione che consenta il controllo della temperatura e della umidità relativa, di intervenire sull’impianto di riscaldamento nella Sala di Consultazione, in modo da consentire una regolazione indipendente del locale dal resto della Biblioteca (anche agendo direttamente sui singoli radiatori), in modo da mantenere la temperatura in inverno intorno ai 20 °C (a differenza dei 26-27 °C della situazione registrata). Agendo in questo modo, si otterrebbe anche un aumento dei valori di umidità relativa (che dipendono dalla temperatura) che si attesterebbero, mantenendo invariate gli scambi con l’esterno, intorno al 40-50% (a differenza del 13-20 % della situazione registrata in inverno).
Tale condizione limiterebbe anche l’apertura delle finestre presenti nella Sala, con l’attenuazione delle escursioni termoigrometriche giornaliere. Si otterrebbe così anche un sostanziale RISPARMIO ENERGETICO.

4. “Monitoraggio ambientale nel Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca di Ravenna”

La ricerca: “Monitoraggio ambientale nel Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca di Ravenna durante l’allestimento e lo svolgimento della mostra Astratta” (fig. 3), è finalizzata a valutare le condizioni ambientali nel locale indicato per un confronto con la normativa vigente.
Il benessere dei beni culturali e, per quanto qui compete, degli oggetti d’arte contemporanea, dipende dalla tipologia dei materiali di cui essi sono costituiti e dalle condizioni ambientali in cui essi sono collocati. A tal riguardo nel Museo (in questo caso una sala espositiva), sono stati controllati: temperatura, umidità relativa, umidità assoluta, flusso luminoso che colpisce la superficie dei suddetti oggetti (illuminamento), le polveri sottili (PM10) e ultrafini (PM1). 
Tali indagini permettono di fornire indicazioni e suggerimenti ai responsabili della conservazione e gestione del patrimonio storico-artistico.
Per quanto riguarda il presente scritto ci si riferisce all’illuminamento. Questo rappresenta un ulteriore fattore di rischio per la conservazione dei materiali, in particolare quelli organici, in quanto le radiazioni luminose, ed in modo particolare quelle con maggiore FREQUENZA, determinano un rapido degrado.
Le pitture con tecniche miste o tecniche “moderne” con materiali instabili (ai quali possono essere ricondotti gli Oggetti  d’arte contemporanea) rientrano una categorie di fotosensibilità: 3 Alta. Tale categoria può essere esposta ad un Illuminamento massimo pari a 50 lux

  

Fig. 3. L’allestimento della mostra "Astratta" nel Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca di Ravenna

4.1.  Considerazioni

L’ILLUMINAZIONE delle opere d’arte all’interno dei musei è un argomento che suscita da molti anni l’attenzione degli operatori del settore, di solito però viene privilegiato l’aspetto estetico, mentre il danno che tale ILLUMINAZIONE può creare alle opere esposte viene spesso sottovalutato.
Esistono comunque da tempo delle norme/raccomandazioni da seguire per ridurre gli effetti negativi delle radiazioni provenienti da sorgenti di luce naturale o artificiale. Esse purtroppo si basano, nella maggior parte dei casi, sui valori di quantità fotometriche correlate alla sensibilità dell’occhio, senza dare particolare attenzione alle lunghezze d’onda delle radiazioni emesse al di fuori dallo spettro visibile (come l’ultravioletto e l’infrarosso) assolutamente inutili per la visione e particolarmente dannose per le opere d’arte.
Nella sala espositiva è presente un sistema di ILLUMINAZIONE composto da una serie di lampade indirizzate sugli oggetti d’arte. Esse costituiscono l’unica fonte di ILLUMINAZIONE in quanto le finestre presenti sono schermate. Nel corso dei sopralluoghi sono state, quindi, effettuate indagini illuminotecniche in diverse postazioni del locale. Sono stati registrati, mediante un luxmetro (fig. 4), i valori di illuminamento (E) durante l’accesso dei fruitori (situazione con luci accese). Con la collaborazione del prof. Spadoni, Direttore del Museo, sono state effettuate le misure durante l’allestimento della mostra: è stato così possibile correggere le situazioni non idonee (valori di illuminamento superiori al limite di 50 lux stabilito dalla Normativa). In questo caso l’adozione di un sistema di accensione/spegnimento dell’impianto di illuminamento tramite sensori di presenza ridurrebbe ulteriormente il rischio per i beni esposti e comporterebbe anche con un ulteriore risparmio sui consumi energetici.

Fig. 4. La valutazione dell’illuminamento nel locale

 5. Conclusione

Nei casi di studio trattati si è evidenziato come mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione si realizzi la conservazione del patrimonio culturale e che tali attività non comportano necessariamente oneri energetici e, quindi, economici per le Unità Culturali.
Al contrario nei caso di studio “Studio dell’influenza delle variabili ambientali in unità culturali: gli archivi” e “La diagnostica dei codici delle cronache veneziane e ravennati inedite (secoli VI-XIX): il codice ravennate "Tractatus hedificationis et constructionis Ecclesie Santi Johannis Evangeliste de Ravenna”,  si è dimostrato che una attività di controllo e manutenzione assicura una gestione efficace degli impianti energetici e limita gli sprechi.
Nel caso di studio: “Monitoraggio ambientale nel Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca di Ravenna”, l’attività di prevenzione e, quindi, il controllo delle condizioni di illuminamento nel locale di ESPOSIZIONE per un confronto con la normativa vigente nella fase di allestimento della mostra ha permesso di evitare situazioni di rischio per i beni esposti senza alterare la percezione visiva dei visitatori.
In definitiva si fa presente che la valutazione dell’efficienza degli impianti tecnici e il rispetto dei valori stabiliti dalla Normativa e, quindi, l’osservanza di idonee politiche di conservazione possono comportare anche un RISPARMIO ENERGETICO per l’Unità Culturale nella quale il bene culturale è collocato e, quindi, ricadute economiche positive nonché una riduzione delle sostanze inquinanti.


Bibliografia

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3. LORUSSO S. (2000), L’ambiente di conservazione dei beni culturali, Bologna, Pitagora Editrice
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17. S. LORUSSO; C. MATTEUCCI; NATALI A. (2007) Indagine storico-iconografica e diagnostica degli affreschi di Palazzo Maioli (Ravenna). QUADERNI DI SCIENZA DELLA CONSERVAZIONE. vol. 6; pp. 187 - 214 , ISSN: 1592-6443 .
18. S. LORUSSO; C. MATTEUCCI; NATALI A; V. VISCO. (2007) Indagini diagnostiche e valutazione storico - stilistica del dipinto ad olio su tela raffigurante Uomo che legge a lume di lucerna. QUADERNI DI SCIENZA DELLA CONSERVAZIONE. vol. 6; pp. 117 - 137 , ISSN: 1592-6443 .