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Creato da Carloandrea Bollino

Teoremi maltrattati - Andrea Bollino -

Troppo spesso, anche in Economia, viene usata la tecnica della cosiddetta dimostrazione per affermazione ripetuta (proof by repeated assertion).
Si comincia a divulgare una qualche idea, anche se priva di una prova rigorosa, e poi la si fa ripetere e ripetere finché la maggior parte ci crede, senza domandarsi più perché.
In passato, nella sfera macroeconomica, l’Oscar per questo tipo di comportamento è andato sicuramente alla idea del salario variabile indipendente. Ricordate?
Un balzano pensiero politico che non aveva nessuna rilevanza nella scienza economica,che infatti si prese la sua rivincita: poiché il salario, come variabile macroeconomica, dipende dalla produttività, quell’idea scassò la competitività delsistema industriale e portò inflazione per più di un decennio.
Ora, se si fa passare troppo tempo senza reagire alle false affermazioni, si rischia o di essere complici o comunque ciechi.
Dunque, chiedo venia al lettore, ma ho scelto tre argomenti cruciali e provocatori nel campo dell’economia dell’energia, per i quali occorre smascherare la prova per affermazione ripetuta, prima che sia troppo tardi.
Primo esempio:
la costruzione di un mercato delle allocazioni dei permessi di emissione – tipo cap and trade – è efficiente.
Questa affermazione è valida, tanto quanto è vero che una piuma e un sasso lasciati cadere da una torre arrivano a terra nello stesso momento.
Provate voi stessi a stare sotto la torre: con il vuoto o con l’atmosfera? In effetti, come l’assenza di aria non fa deviare significativamente piuma e sasso, così il presupposto dell’EFFICIENZA dei mercati di carbon è che anche il mercato del petrolio sia efficiente.
Questo perché se i segnali di prezzo nel mercato del petrolio riflettono i costi opportunità della scarsità delle risorse fossili, allora la costruzione del mercato dei permessi di emissione raggiunge un equilibrio altrettanto efficiente.
Quindi la domanda cruciale è: il cartello internazionale del petrolio manda segnali che perseguono l’EFFICIENZA? Dato che la risposta è no, come fa il meccanismo del cap and trade, in pratica, ad essere efficiente?
A caso,come la caduta della piuma.
Secondo esempio:
in Europa, (a differenza degli Stati Uniti), il mercato internazionale del gas è fortemente asimmetrico.
Sul lato della domanda ci sono 400 milioni di consumatori, mentre dal lato dell’offerta vi è in sostanza solo una società, per di più controllata da un Governo.
In tal caso, è efficace perseguire la liberalizzazione delle reti di gas interne in Europa?
Ora, che vi siano una, due o cento reti, come cambia l’assetto concorrenziale del mercato se l’offerta rimane comunque nelle mani di un unico monopolista? 
La risposta dell’affermazione ripetuta è semplice: più soggetti valgono comunque più concorrenza; è questa una tesi giuridica, che sta alla base delle politiche antitrust di imposizione di tetti alla dimensione aziendale.
In pratica, dove prima c’era uno ora sono in tanti e così c’è più concorrenza.
Al contrario, la risposta della teoria economica è che per fare la concorrenza ci vogliono contemporaneamente molti soggetti dal lato della domanda e dell’offerta e che nessuno sia in posizione tale da influenzare il prezzo.
Quindi, dove rimane uno che vende e molti che comprano, la concorrenza si può fare, sì, ma solo fra chi compra: in termini non scientifici si chiama guerra fra poveri.
Terzo esempio:
con gli incentivi svilupperemo le fonti RINNOVABILI.
Ebbene, la teoria economica afferma che mercati efficienti implicano livelli di investimenti tecnologici adeguati. Questa deduzione si può correttamente rovesciare, affermando che investimenti non adeguati implicano mercati non efficienti.
Quello che non può essere vero è che con mercati inefficienti si possa sperare lo stesso di avere investimenti in nuova tecnologia.
Allora perché la politica si lamenta della mancanza di investimenti, pur non favorendo mercati efficienti?
A questo proposito, vorrei ricordare che nel 1878 un certo signor Thomas Edison ha inventato un sistema per registrare la voce umana.
A quel tempo, un pesante tamburo è stato in grado di riprodurre, con sonorità incerta, la breve frase Mary had a little lamb.
Dopo circa un secolo, un piccolo aggeggio tascabile (Ipod) è in grado di memorizzare la musica composta da Mozart in tutta la sua vita.
Il tasso di progresso tecnologico è stata immenso: forse miliardi di volte.
E non risulta che ci fossero CERTIFICATI VERDI per lo sviluppo della registrazione digitale.
Ebbene, proprio nell’anno 1878 lo stesso signor Edison inventò la lampadina.
Nel 1908 Einstein scoprì il principio FOTOVOLTAICO.
Ma il progresso di EFFICIENZA ENERGETICA di un LED rispetto alla lampada a filamento è ben lontano da quello di un Ipod rispetto al tamburo di Edison, bisogna ammetterlo.