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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

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Reattori auto-fertilizzanti o a neutroni veloci - Stefano Monti -

In questi reattori non c'è moderatore per rallentare i neutroni (schema del reattore in figura).

Per il loro funzionamento è necessario, pertanto, un combustibile a base di URANIO altamente arricchito (tenore di U-235 maggiore del 20%) oppure di plutonio (plutonio fissile maggiore del 20%).

In pratica tutti i progetti di reattori veloci prevedono l'uso di plutonio, sia perché è un materiale fissile più efficiente dell’ U-235, sia perché in tal modo è poi possibile ricaricare il reattore con una parte del plutonio generata dal reattore stesso.

Il vantaggio dei reattori veloci consiste nel fatto che hanno una EFFICIENZA (rendimento) maggiore di altri reattori e sono "autofertilizzanti", riuscendo a produrre più combustibile fissile di quanto ne consumano (in tal modo le risorse naturali di combustibile nucleare sarebbero moltiplicate per circa 60 volte).

Sono stati costruiti una decina di prototipi in USA, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone e nell'ex URSS. È invece stata realizzata una sola grande centrale di potenza (Superphenix) da parte di un consorzio italo-franco-tedesco in Francia (Creys-Malville) negli anni ‘80.

La centrale, con potenza elettrica di circa 1.200 MW, entrò in servizio nel 1986, ma presentò vari inconvenienti tecnici per cui fu più volte "fermata" e poi definitivamente messa fuori servizio e destinata a programmi di ricerca.

Attualmente soltanto Giappone, Russia ed India stanno proseguendo nello sviluppo industriale della filiera.

Va sottolineato, infine, che il concetto di reattore veloce è stato ripreso, a pieno titolo, nell’ambito dell’iniziativa internazionale chiamata Generation IV, in vista della prospettiva dell’utilizzo sostenibile delle risorse uranifere e della possibilità di chiusura del ciclo con la minimizzazione dei residui radioattivi.