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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

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Reattori naturali - Stefano Monti -

Anche in natura nelle lontane ere geologiche si sono verificate le condizioni adatte perché si riuscisse ad innescare la reazione di fissione a catena riprodotta artificialmente dall’uomo nel 1942.

Un esempio di estremo interesse è costituito dai "reattori naturali" scoperti dai francesi nel 1972 nei depositi uraniferi di Oklo (Gabon) in Africa equatoriale, dove un processo di fissione spontanea ebbe luogo circa 2 miliardi di anni fa, quando la frazione di uranio-235 sull’uranio totale era superiore al 3% contro lo 0.71% di oggi, e in presenza di acqua che agì come moderatore.

I reattori naturali di Oklo restano l’esempio di analoghi naturali meglio conosciuti.

Essi generarono, seppure in maniera intermittente, scorie (prodotti di fissione e transuranici) uguali a quelle prodotte nei moderni reattori e, pertanto, rivestono un interesse unico per lo STOCCAGGIO geologico dei rifiuti radioattivi, in quanto costituiscono il banco di prova del comportamento dei radionuclidi a vita lunga (plutonio ed attinidi minori), nell’arco di milioni di anni.

Le osservazioni di carattere geo-chimico effettuate sul sito di Oklo suggeriscono che, quando i reattori naturali cessarono di funzionare, circa 1,5 miliardi di anni fa, gli elementi altamente radioattivi rimasero praticamente bloccati sul posto ove furono generati, all’interno delle formazioni di granito, arenaria ed argilla che circondavano i reattori.