Trova le risposte!
Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

Altri articoli della stanza Centrali Nucleari

Creato da Riccardo Casale « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

International Thermonuclear Experimental Reactor - Riccardo Casale -

La "Conferenza sul clima" del settembre 2009 ha avuto, oltre al merito di prendere atto una volta per tutto dei rischi associati ai cambiamenti climatici in atto, il pregio di riaprire il dibattito sulla questione energetica.

Il Presidente del Consiglio nelle sue conclusioni ha constatato come "l'Italia sia drammaticamente indietro nelle RINNOVABILI" e sottolineato come "la nostra dipendenza dalle importazioni" non sia sostenibile ancora a lungo.

A seguito di queste ed altre affermazioni, ampiamente riportate dalla stampa, si è anche parzialmente riaperto il dibattito sul nucleare come fonte energetica utile a ridurre le emissioni di gas ad EFFETTO SERRA.

Al fine di evitare strumentalizzazioni di ogni tipo è necessario che tale dibattito sia impostato fin dall'inizio in modo corretto e trasparente.

Deve essere chiaro che per i prossimi quindici anni non si costruiranno centrali nucleari in Italia; per molti motivi che non elencheremo il Paese non è pronto, non lo sono i cittadini, non lo sono le istituzioni e non sono nemmeno completamente pronte le aziende.

Inoltre, installare oggi una o due centrali tra quelle disponibili sul mercato non avrebbe nemmeno senso dal punto di vista economico. Questo non ci deve distogliere dalla responsabilità di programmare un futuro energetico che contenga nel paniere delle diverse fonti anche la possibilità del nucleare.

Come è noto l'energia nucleare può essere ottenuta tramite processi di fissione (tutte le oltre 400 centrali funzionanti oggi nel mondo sono a fissione) o di fusione.

Gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando da anni sullo sviluppo di nuovi concetti di nucleare pulito che azzerino o riducano quasi a zero il rischio di proliferazione ed il volume delle scorie.

Nella fissione si lavora alle centrali cosiddette di "quarta generazione" che prevedibilmente potranno cominciare a produrre energia totalmente pulita, ricordiamo che le emissioni di CO2 sono pari a zero, intorno al 2030.

Per la fusione l'obiettivo temporale è spostato avanti nel tempo di qualche decennio ma la sfida è affascinante. Si tratta di controllare in un reattore quello che succede nelle stelle, nel sole, dove gli atomi scontrandosi a velocità altissime si fondono generando quantità enormi di energia sotto forma di calore.

I ricercatori europei, ed italiani, sono da anni leader mondiali nella fisica di questi processi ed anche l'apparato industriale dell'Unione Europea, e dell'Italia, è pronto per la sfida tecnologica.

Dopo anni di negoziati internazionali guidati dall'UE, poco più di un anno fa si è arrivati ad avviare un progetto mondiale che porti alla costruzione del primo reattore sperimentale.

Il suo nome è ITER che in inglese significa International Thermonuclear Experimental Reactor ma che in latino voleva dire strada, percorso, secondo gli ideatori un sentiero per portare l'umanità a godere di una fonte energetica sicura, rispettosa dell'ambiente, praticamente inesauribile ed economicamente competitiva.

L'obiettivo di ITER è dimostrarne la fattibilità scientifica e tecnologica. ITER rappresenta la maggiore impresa scientifica internazionale dei prossimi anni, e vede la partecipazione di UE, Giappone, USA, Russia, Cina, India e Sud Corea. Tutti insieme questi paesi rappresentano molto più della metà della popolazione mondiale.

ITER, che ha un budget stimato di circa 10 miliardi di euro, sarà costruito nel sito europeo di Cadarache, nel sud della Francia. I vari partner contribuiranno in parte in kind, cioè con la fornitura di componenti realizzati direttamente dai partner stessi attraverso le rispettive Agenzie domestiche.

La restante parte fornita in cash sarà gestita direttamente da ITER. L’Europa, che contribuirà per circa il 50% del costo totale di costruzione, ha organizzato a Barcellona la propria Agenzia domestica per ITER, la F4E (Fusion for Energy), che sarà responsabile delle forniture europee e della gestione delle gare e dei contratti.

A tal fine, F4E sta definendo il sistema di procurement europeo ed un data base di potenziali fornitori industriali al quale le aziende interessate potranno registrarsi.

Ricerca ed industria quindi a braccetto per vincere la sfida. La ricerca sulla fusione, in Europa è completamente integrata ed è regolata dal trattato EURATOM ed è finanziata attraverso i Programmi Quadro.

L’ENEA è deputata a rappresentare l’Italia attraverso l’Associazione EURATOM-ENEA di cui fanno parte, oltre l’ENEA, il Consorzio RFX, l’Istituto di Fisica del Plasma, il Consorzio Universitario CREATE e varie Università.

Ospitando ITER quindi l’Europa potrà mantenere la sua posizione di frontiera nella ricerca sulla fusione, e il sistema industriale europeo potrà beneficiare della presenza di una grande impresa internazionale ad alto contenuto tecnologico e di tutto il suo indotto in termini di contratti e di impulso all’innovazione e alla competitività.

L’industria italiana è qualificata per concorrere efficacemente per la realizzazione di parti del sistema magnetico a superconduttori, di componenti affacciati al plasma ad alto flusso termico, di componenti per le alimentazioni elettriche, gli impianti ausiliari. Potrà fornire servizi di ingegneria e opere civili e ambientali, settori in cui l’industria italiana è molto qualificata.

In molti casi, data la dimensione delle forniture, sarà necessario ricorrere a consorzi; le PMI potranno attingere a sub forniture soprattutto nel campo della meccanica, della manutenzione remota e dei componenti e sistemi di monitoraggio.

Lo spirito della giornata nazionale organizzata a Genova il 26 ottobre 2009 da DINTEC, UNIONCAMERE ed ENEA va proprio nella direzione di fornire un supporto informativo gestionale attraverso personale appositamente dedicato alla sensibilizzazione ed informazione all’industria italiana.