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Le centrali nucleari. L'energia che scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il processo di 'fissione/fusione nucleare'. Il problema della radioattivitą e delle scorie.

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La Sicurezza delle Centrali Nucleari a Fissione - Giuseppe Quartieri -

La sicurezza delle centrali nucleari e il modo di vivere nella società del rischio, la “risk society” è diventato in quest’ultimo decennio, un problema serio e molto sentito da tutta la popolazione almeno in termini di gestione delle scorie radioattive.
Per strano che sia o che possa apparire, la maggior parte degli osservatori, degli intellettuali, dei pensatori e dei pragmatici è convinta che la società attuale si trovi ancora nell’era delle comunicazioni o telecomunicazioni e quindi nell’era “informatica”.
Non si può negare la grande valenza delle comunicazioni e della informatica nella DISTRIBUZIONE dell’informazione, soprattutto quella negativa legata a fenomeni altamente rischiosi quali sabotaggio, terrorismo e eventi del genere.
Tuttavia, dire che il fattore caratterizzante fondamentale della società moderna è l’informazione significa prima di tutto dimenticare l’importanza prioritaria della conoscenza (istruzione, formazione e addestramento), della energia e della medicina. L’informazione e il relativo trasporto è specifico sottosistema delle comunicazioni che a sua volta viene considerato come uno dei sottosistemi dei trasporti.
In quanto tale, il sistema dell’energia è sempre prioritario rispetto al sistema dell’informazione anche inteso come sottosistema dei trasporti. L’informazione però modula l’energia sia diretta che sotto forma di materia. Ognuno di questi sistemi e/o sottosistemi presenta particolari aspetti di “sicurezza” o meglio di “insicurezza, ossia di rischio”.
Chi si ostina o tenta di perseverare nella presentazione dell’informatica come prioritaria rispetto ad energia e ”sicurezza” (safety) dimostra di avere una visione distorta e non prona alla giusta osservazione.
I rischi naturali cui l’uomo è sottoposto sono certamente aumentati nell’ultimo periodo storico a causa di fattori ambientali artificiali quali il “global dimming e/o global warming” che nelle ere passate erano parte integrante di fenomeni ciclici ben noti e ben osservati dai vari scienziati ambientali, geologi e fisici terrestri.
L’INQUINAMENTO artificiale da petrolio, da gas naturali ed artificiali, da sostanze chimiche di ogni genere è aumentato in maniera spaventoso.
Dall’enormità dell’INQUINAMENTO agli effetti estremamente negativi sulla salute il passo e breve come dimostrano gli studi di cancerogenesi da poco tempo pubblicati.
Invece, appare che l’INQUINAMENTO da radioattività sia bassissimo.
Comunque, l’importanza della comunicazione, veloce ed estesa a tutto la Terra è sempre stata ed ora lo è sempre più fondamentale anche per sopravvivenza e la prevenzione rapida ed opportuna.
Tuttavia, fare il salto e passare da questo fatto pur fondamentale a credere e considerare che la società debba essere attualmente caratterizzata come la società delle comunicazione ne passa di acqua e di concretezza.
Il sottosistema dei trasporti [terrestri, aerei, navali, comunicazioni (poste e telecomunicazioni) ecc.] appare uno dei sottosistemi più infuso ed impregnato di tecnologia avanzata e pertanto risulta anche uno dei sottosistemi più sicuri.
Tutti i vari sottosistemi citati in precedenza hanno in comune la caratteristica fondamentale di portare con sé il rischio di funzionamento.
Diventa quindi il “rischio” l’elemento comune fondante delle società attuale che, appunto, sembra più giusto considerare la “società del rischio”.  
Nell’ambito di questa panoramica, la sicurezza delle centrali nucleari si pone come uno dei sottosistemi di sicurezza più avanzati, affidabili e garantiti sia che si intenda nel senso di “safety”  che nel senso di “security” ossia protezione da fattori di intrusione, sabotaggio, rapina ecc.   
Altri rischi si assommano per la esistenza umana e diventano, ogni giorno, quelli più importanti a cominciare dal rischio chimico  (petrolio, gas METANO, ecc.) a quello biologico, dal rischio procurato dal fumo al rischio stradale, da rischio della radioattività al rischio di liquefazione dei ghiacciai ai tanti altri tipi di rischi ecc.   
La società dei media e della televisione aiuta a divulgare i fenomeni di emergenza e di  mancanza di sicurezza eventualmente aiuta ad aggirarli ma non li affronta né può intrinsecamente affrontarli per risolverli.
Molte volte – ad esempio per il caso dell’aviaria - l’effetto dei media troppo dilaganti può indurre la popolazione in stato di panico troppo in anticipo.
Rimane sempre pur vero che è meglio prevenire che soccorrere successivamente quando tutto è accaduto, tuttavia non bisogna distorcere la realtà e farla apparire un’altra completamente diversa rispetto al rischio reale e concreto che si corre.
In questi casi, gli esperti del rischio devono lavorare il doppio se non decine di volta di più per pervenire a risultati che se non fossero stati mistificati, distorti e disturbati sarebbero subito apparsi più facili da analizzare, gestire e risolvere.
Se quindi gli esperti di inganni, distorsioni, disturbi e “virus” vari smettessero di propinare menzogne e lasciassero lavorare in pace le persone di buona volontà, molto probabilmente la sicurezza di tutti aumenterebbe esponenzialmente.
L’apporto perturbante e di disturbo dei mezzi di comunicazione di massa alcune volte diventa veramente deleterio e non induce a dare giudizi positivi sui mezzi di comunicazione impiegati da menti distorte.
D’altra parte - repetita juvant - l’immediata disseminazione di un evento catastrofico normalmente aiuta molto nella gestione dei soccorsi. 
La sicurezza delle centrali nucleari si inquadra e si incentra in questo visione panoramica.
A norma, un azzardo è una situazione che è potenzialmente pericolosa per l’uomo, la società e l’ambiente.
Si tratta di un evento che la gestione della sicurezza cerca di evitare.
La misura del rischio combina la misura dell’accadimento di un evento indesiderabile con la misura dei suoi effetti o conseguenze.
La misura di sicurezza è la probabilità che l’entità (sistema, sottosistema, apparato, unità ecc.) causi, in date condizioni, eventi critici o catastrofici.
La prestazione di sicurezza di una entità è che essa non causi, in date condizioni, eventi critici o catastrofici.
Uno di principi fondamentali della analisi del rischio che  si impiega nella gestione della sicurezza è il Principio ALARP, che asserisce che il rischio deve essere ridotto a un livello che sia tanto (As) basso (Low) quanto (As) ragionevolmente (Reasonably) praticabile (Practicable).   
Quindi, la sicurezza delle centrali nucleari  è  il loro funzionamento operativo in assenza di situazioni critiche o catastrofiche,
Dopo il famoso 11 settembre 2001, tutte le idee e le paure espresse in modo latente o neppure accennate sono diventate realtà.
Recentemente, ad es., una sequenza irragionevole di incidenti catastrofici di volo, in tutto il mondo, hanno fatto risalire alla ribalta i problema della “sicurezza del volo” così come avvenne a suo tempo per l’incidente di Chernobyl. 
I mezzi audiovisivi, dopo la prima lunga serie di riprese e di rapporti i merito hanno diminuito l’attenzione e non ne parlano quasi più. Altri problemi sono diventati di attualità e di importanza prioritaria, ad esempio la aviaria ed altro.
Si continua a ribadire l’essenzialità e la priorità dell’argomento della sicurezza delle centrali nucleari.
Si desidera sottolineare la inconcludenza e la inconsistenza dei mezzi televisivi che, ogni tanto, a seguito delle recrudescenza di  incidenti di sicurezza, riprendono a parlare del problema della sicurezza  in generale (e delle centrali nucleari in particolare) per poi abbandonarlo quasi subito come se fosse stato risolto e le azioni correttive fossero stata apportate tutte in modo rigoroso e preciso.
In realtà, di volta in volta i mezzi di comunicazione abbandonato i problemi agli esperti e specialisti presunti tali.
Alla creazione e gestione della sicurezza delle centrali nucleari partecipano tutti, dai progettisti di hardware ai programmatori software, dalle unità operative di gestione, a quelle di controllo, di manutenzione, di supporto logistico e ai piloti, equipaggio e squadre di manutenzione.
Così, la sicurezza delle centrali nucleari diventa l’argomento prioritario e principale dei pensieri e delle azioni di tutte le parti interessante all’aviazione.
dell’ordine del 90%, allora sorge spontaneo dubitare della preparazione (istruzione, formazione e addestramento), della competenza e della professionalità dei piloti, comandanti, equipaggio di volo, squadre di manutenzione ecc. 
Il problema della competenza, preparazione (istruzione, formazione e addestramento) e professionalità in campo di sicurezza delle centrali nucleari diventa prioritario anche perché è problema intrinsecamente molto delicato per varie ragioni.
Esistono scuole di istruzione di base per ingegneri e tecnici nucleari in generale.
Solo da qualche anno sono stati fatti sforzi concreti per la creazione di corsi universitari alla sicurezza delle centrali nucleari, che, però, sono stati recepiti, almeno in modo molto marginale dal un numero limitatissimo di Università.
A fronte di una atavica latitanza della Università – inutilmente troppo protesa verso tipi di ingegneria classica e di scienza classica quali la fisica particellare ecc. - nel campo di sicurezza delle centrali nucleari, le scuole di livello superiore per la formazione e preparazione alla sicurezza delle centrali nucleari di tipo precipuamente operativo e non teorico sono un numero veramente limitato (forse una sola a Milano).
La realtà universitaria è tale per cui la formazione sulla sicurezza delle centrali nucleari si è limitata, a livello di ingegneria nucleare, alla istituzione di qualche corso sulla affidabilità di base  dei sistemi.
Purtroppo, le tecniche di affidabilità o “dependability” non includono affatto le tecniche di analisi dei rischi o almeno le includono in modo marginale ma soprattutto non includono il vero “bulk” della preparazione alla progettazione della sicurezza intrinseca delle centrali nucleari, né a tutta la progettazione della gestione manageriale operativa.   
Di conseguenza, gli Enti addetti (APAT con un numero estremamente limitati, si dice, di solo 70 persone) sono costretti a lavorare a scartamento ridotto..  
Negli ultimi pochi anni, i nuovi elementi e fattori che hanno influenzato la sicurezza del delle centrali nucleari sono costituiti da attentati, terrorismo e sabotaggio.
Questi fattori non sono nuovi ma sono sempre stati concettualmente trattati ed inclusi tra gli elementi di analisi del rischio.
La limitazione della trattazione è stata procurata dalla marginalità degli argomenti anche per non rendere psicologicamente pesante le analisi suddette e il testo del libro stesso.
Metaforicamente, prima dell’undici settembre, in un modo più o meno esplicito e pacifico, questi aspetti sono sempre stati inclusi anche se considerati marginali e trascurabili nell’analisi del rischio di volo, che è stata sempre incentrata alla ricerca delle cause dei guasti tecnici e di quelli umani involontari.
In questo quadro di decisioni europee ben si inserisce la disputa, prima accennata, sulla preparazione (istruzione, formazione  ed addestramento e aggiornamento continuo) del personale operativo e il loro peso nell’approccio globale alla sicurezza delle centrali nucleari.