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L'etica nella radioprotezione - Marie Claire Cantone -

Introduzione

Tradizionalmente l’etica si trova nei dipartimenti di filosofia o di teologia, come quella parte della filosofia che studia il comportamento umano e i criteri per la valutazione di comportamenti e scelte.
Etica e morale hanno la stessa radice, dal greco ethicos alla traduzione latina di moralis, entrambi con il significato di “relativo ai costumi” e sono spesso usati come sinonimi.
I filosofi tendono a fare distinzione fra i due concetti. La morale è intesa come l’insieme di regole morali e linee guida, spesso espresse in dichiarazioni, che pongono i confini di un comportamento accettabile in una società. Queste regole spesso riguardano i comportamenti che possono danneggiare altre persone, comportamenti che riguardano il benessere degli altri (rispondere alla sofferenza altrui) o azioni che toccano questioni di rispetto di altre persone (segregazione, usare persone per propri fini) e definiscono cosa si deve o dovrebbe fare, ovvero costituiscono il codice morale sul quale si regola una società. L’etica invece è vista come la riflessione consapevole su credo morali, ove si intenda raffinarli o estenderli, ad esempio nei casi in cui si debbano fronteggiare situazioni nuove o sviluppi inattesi. Ci si potrebbe pertanto chiedere su quali basi etiche basiamo le nostre scelte morali, ricordando come le scelte morali siano inevitabili, infatti è possibile decidere di non porre attenzione a questioni morali, ma questo significa comunque aver fatto una scelta di tipo morale.
Un'altra distinzione riconosciuta fra morale ed etica tende a considerare la morale, sulla base del concetto inizialmente sviluppato da Socrate e rinforzato poi dal Cristianesimo, come l’insieme degli aspetti soggettivi del comportamento, ovvero una moralità legata all’individuo, mentre l’etica viene riferita all’insieme dei valori morali portati avanti nella storia da istituzioni.
In etica si possono distinguere diverse categorie e fra queste:

i) etica normativa o teoria etica o ancora etica applicata: il razionale che descrive non come le persone si comportano ma come devono comportarsi, include anche indicazioni di condotta a cui aderiscono i membri di una comunità

ii) etica descrittiva: lo studio di pratiche e credo di un sistema sociale, quali principi le persone seguono di fatto, a quali valori devono tenere, è detta anche etnoetica e appartiene sostanzialmente alle scienze sociali;

iii) etica analitica (o metaetica): analisi del significato di concetti etici quali buono, cattivo, giusto sbagliato che riguardano il comportamento, la responsabilità morale;

iv) etica religiosa: corpo della dottrina riguardo al bene e al male su base religiosa, rispetto all’etica normativa sono dichiarate basi non razionali.

Dalle categorie derivano una serie di teorie sulla base di concetti etici come ad esempio l’etica dei diritti (tutti gli uomini sono creati con diritti inalienabili), l’etica del dovere (fai la cosa giusta), l’etica del rispetto, l’etica della giustizia (o egalitaria, trattamento equo, quello che vale per uno vale anche per gli altri), etica del comando divino, etica utilitarista (ciò che è utile è bene, massimizzare il beneficio netto), l’etica della coscienza, l’etica deontologica (i diritti degli individui e il dovere verso gli individui).
Le teorie etiche su cui si basa la radioprotezione coinvolgono essenzialmente l’etica normativa, descrittiva e analitica.

Standards di radioprotezione

A livello internazionale, è ben noto che raccomandazioni di radioprotezione e standards sono indicati da ICRP1, IAEA2,3, ILO4, UE5. In particolare IAEA nelle sue pubblicazioni adotta safety fundamentals basati sui principi ICRP, ILO nelle sue Conventions and Recommendations, adottate da tempo in molti paesi del mondo, indica esplicitamente di tenere in considerazione le raccomandazioni ICRP. A livello europeo lo strumento usato per indicare norme per la radioprotezione sono le Direttive EURATOM che incorporano le linee guida ICRP.

Radioprotezione ed etica

La protezione dalle radiazioni ionizzanti si inserisce in questioni etiche più ampie che si riferiscono a salute, ambiente, economia, sociologia, legislazione e al mondo del lavoro. Principi etici si ritrovano nella radioprotezione in medicina, come etica medica, nell’ affrontare la stesura di un codice di comportamento del professionista in radioprotezione, ma soprattutto come basi su cui poggia la stessa radioprotezione.
Le esposizioni mediche comprendono sia l’esposizioni di pazienti a scopi diagnostici e terapeutici  sia ESPOSIZIONE di pazienti o soggetti sani ai fini della sperimentazione clinica6.
Linee guida, convenzioni e dichiarazioni internazionali, per la protezione di soggetti partecipanti ad attività di sperimentazione clinica, si basano su principi etici riconosciuti e ispirati sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948) e del Rapporto Belmont, (1978). L’Europa che promuove una ricerca responsabile e il mantenimento del rapido progresso scientifico in armonia con i valori etici di tutti i cittadini europei  ha promosso un gruppo europeo di etica della scienza e tecnologie. Con la Direttiva EURATOM 97/437 sull’ esposizioni mediche viene regolamentata anche l’ESPOSIZIONE a radiazioni ionizzanti di soggetti partecipanti volontariamente a programmi di ricerca, tenendo in considerazione la valutazione di Comitati Etici e la necessità di consenso libero e informato.

Codice di condotta etica

L’associazione internazionale di radioprotezione IRPA ha aperto un forum per la discussione di diversi codici etici al fine di preparare una proposta per la stesura di un codice di condotta o codice etico per i suoi membri, che possa essere adottato a Madrid 2004 in occasione del IRPA 11. La American Health Physics Society ha istituito già nel 1994  un codice di etica, come linee guida per i propri membri nelle relazioni con datori di lavoro, colleghi, clienti, agenzie governative, altri professionisti e popolazione. La proposta di un codice IRPA, già introdotta ad Hiroshima nel 2000 e prima ancora nell’Executive Council Meeting del 1999, ha portato ad una prima bozza di codice nel giugno 2002, seguita nell’ottobre 2003, da una revisione sulla base dei commenti e suggerimenti ricevuti essenzialmente dalle società affiliate inglese e giapponese. La Society of Radiological Protection SRP inglese si è offerta di ospitare un forum internet di discussione, raccogliendo tutti i contributi al dibattito. Questo è accessibile dal sito web dell’IRPA  oppure direttamente  all’indirizzo: www.srp-uk.org/irpaethics/ e consente anche di prendere visione dei codici relativi ad altre associazioni nazionali oltre che di alcune pubblicazioni su questioni etiche nella radioprotezione.

Alcuni valori etici della radioprotezione.

E’ in atto una riflessione sui valori etici che stanno alla base del sistema di radioprotezione. Si può pensare che questa nasca dalla revisione del sistema di radioprotezione, proposta dalla stessa ICRP, delle nuove evidenze o non evidenze sperimentale relative alle esposizioni a basse dosi, oppure, più semplicemente, che questo tipo di riflessione, che già aveva ispirato le attuali raccomandazioni, non sia di fatto mai cessato. Già Silini nel 19928 si interrogava sulla necessità di tener conto dell’ambiente oltre che dell’uomo negli standards di protezione e sulla possibilità di considerare una protezione  dell’individuo, più che una protezione del lavoratore o del membro della popolazione. In questi ultimi anni sono presenti numerosi convegni, rapporti, pubblicazioni, gruppi di lavoro9-20 che trattano di questioni etiche in modo prevalente o con riferimento alla protezione dell’ambiente o alla  nuove raccomandazioni.

L’ICRP, nell’indicare che si deve presumere che anche piccole dosi possano produrre effetti sanitari deleteri e nel raccomandare il principio ALARA, usa il concetto etico di precauzione, anche senza citarlo in modo esplicito. Il principio di precauzione è un principio ben noto in campo ambientale e specifica che le persone possono aver necessità di agire, per evitare possibili danni, anche prima che sia stabilito, con chiare evidenze scientifiche, un legame causale fra azioni sull’ambiente e le loro conseguenze dannose. Ovvero pone in primo piano  l’esigenza di salvaguardare ambiente e salute. L’applicazione del principio di precauzione, ove siano presenti incertezze sui rischi da radiazione, (ad esempio per il lavoratore) legate alla non conoscenza delle dosi o più in generale alla probabilità di rischio, implica di minimizzare i falsi negativi rispetto ai falsi positivi.
I principi ICRP richiedono una giustificazione sulla base di una analisi costi-benefici. L’idea di massimizzare i benefici, anche se viene chiaramente richiesto dall’ICRP di limitare le iniquità che si possono creare da conflitti di interesse fra individui e società, è coerente con un’etica utilitarista. In confronto, un approccio egalitario, sulla base del diritto ad un uguale trattamento, porterebbe a giustificare interventi o particolari pratiche, sulla sola base dei diritti umani e anche nel caso in cui l’ammontare del beneficio per la società è minimo. Ovvero si pone il confronto fra dare priorità all’efficienza o all’equità.

Il principio di ottimizzazione, tenendo conto di aspetti economici, può essere visto più come una correzione di costi di protezione non ragionevoli e/o un’assicurazione che gli sforzi per raggiungere una riduzione di ESPOSIZIONE siano vantaggiosi, piuttosto che un’ottimizzazione della protezione. Un approccio egalitario porta a ritenere la salute prioritaria rispetto agli aspetti economici e a suggerire una valutazione economica completa, che includa nei costi anche una compensazione  per i rischi imposti. Ovvero si pone il confronto fra dare priorità alla salute o alla componente economica.

L’approccio egalitario, contro ogni POTENZIALE violazione dei diritti, tende a non ammettere un rischio imposto senza consenso o compenso e a sostenere che gli standards tendono a proteggere, considerando valori medi, piuttosto che i soggetti più sensibili. In opposizione l’approccio utilitarista ricorda come una società a rischio zero sia non realistica, come la popolazione già accetti rischi anche maggiori e suggerisce che il legislatore ignori piccoli rischi da radiazioni ionizzanti.

Il confronto fra i due approcci etici continua, considerando anche altre questioni, quali ad esempio: se i membri della popolazione debbano dare o meno il consenso a esposizioni addizionali; se debba essere mantenuto un doppio sistema di limitazione delle dosi fra lavoratori e popolazione; se la popolazione eventualmente esposta debba ricevere una protezione a responsabilità piena, che intervenga in caso di riparazioni o compensi; se e quanto venga veramente preso in considerazione il rischio imposto alle generazioni future.

Protezione del biota

Il sistema di protezione radiologica dell’ICRP tende a proteggere l’ambiente in modo indiretto, attraverso restrizioni sui rilasci di materiali radioattivi, che a loro volta sono  fissate per garantire che la dose ai membri della popolazione rimanga ben al di sotto dei propri limiti di dose. Ovvero il sistema si basa sulla considerazione che,  se gli esseri umani sono adeguatamente protetti, le altre specie non verranno poste a rischio. L’ICRP, che non si era mai esplicitamente interessata della protezione dell’ambiente, nella sua pubblicazione ICRP 91 21, studia un approccio per la protezioni delle specie non-umane su basi scientifiche e su principi  etico-filosofici.
La questione della protezione dell’ambiente è influenzata, come messo anche in evidenza da un recente studio IAEA, 200222,  da almeno tre punti di vista etici: antropocentrico, biocentrico e ecocentrico. Anche sulla base di questi differenti punti di partenza è possibile trovare consenso su alcune aree comuni, riconosciute come rilevanti, che comprendono: SVILUPPO SOSTENIBILE,  dignità umana, conservazione di specie e habitat, conservazione della biodiversità. Negli anni, una serie di metodologie e regolamenti sono stati sviluppati a livello internazionale e di singole nazioni, anche se la conoscenza in campo ecologico e sull’impatto di contaminanti ambientali in generale, può ancora essere considerata molto incompleta. In vista della protezione dell’ambiente sono stati quindi adottati alcuni principi e fra questi: il principio di prevenzione di INQUINAMENTO, di precauzione, l’uso delle tecniche e tecnologie migliori a disposizione (BAT, best available techniques), il principio di sostituzione, del consenso informato e il principio per il quale chi inquina paga. In questa ottica, cresce l’esigenza di armonizzare la protezione della componente biotica dell’ambiente, che comprendente, oltre all’uomo, le specie non-umane, considerando come  prevenire o ridurre la FREQUENZA di effetti che possano causare mortalità prematura e ridotta capacità riproduttiva in individui della fauna e della flora a  livelli che abbiano un impatto trascurabile sulla conservazione delle specie, sul mantenimento della biodiversità o sulla salute e stato dell’habitat e delle specie naturali.

Gli standards attuali di radioprotezione non rispondono ai principi che stanno alla base di un’etica egalitaria e le considerazioni etiche nelle raccomandazioni sono spesso carenti, anzi come ricordano gli autori Persson e Kristin Shrader-Frechette, 200118, le raccomandazioni non citano i diritti umani e anche un rapporto del National Research Council già nel 199623 metteva in evidenza come i concetti fondamentali di  equità, diritti e prevenzione al rischio siano spesso omessi nella definizione di questioni legate al rischio. Si può però veder che almeno con la pubblicazione ICRP 91 alcuni principi etici incominciano a far parte ufficialmente della cultura nell’ambito della radioprotezione.

Bibliografia

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