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L’ottimizzazione in radioprotezione. Un processo di ampio profilo che riflette il crescente ruolo della cultura di sicurezza -Marie Claire Cantone -

Il Sistema di Protezione Radiologica affronta la questione della gestione del rischio e questo richiede una strategia per poter confrontare fra loro diverse opzioni di protezione. I rischi possono essere mitigati, ma ciò in genere richiede costi che a loro volta possono ridurre l’efficienza produttiva legata alla attività che induce il rischio stesso. In radioprotezione, a supporto del processo decisionale, viene proposto un processo di ottimizzazione come processo logico che tenga in conto sia i benefici che i detrimenti. Nato come atteggiamento prudente per la gestione degli effetti stocastici, la formulazione del principio di ottimizzazione si evoluta negli anni. Dapprima focalizzato su aspetti quantitativi di confronto costi-benefici, ha poi progressivamente incorporato procedure operative e approcci qualitativi fino a diventare, ora nello sviluppo delle nuove raccomandazioni di radioprotezione, un processo di ampio profilo che riflette anche il crescente ruolo della Cultura di Sicurezza.  E’ riconosciuto dalla comunità di radioprotezione che una buona pratica se applicata da sola in modo meccanico, non è sufficiente a garantire che sia stato messo in atto tutto quanto sia ragionevole per garantire la protezione ottimale, tenendo conto di aspetti sociali ed economici. Vi è la richiesta di andare oltre la mera applicazione della buona pratica, in modo tale che siano considerati e sviluppati tutti i più importanti punti per la sicurezza con la dovuta attenzione, una approfondita riflessione, una piena conoscenza e un adeguato senso di responsabilità, impostando il processo tutto su una Cultura di Sicurezza attiva, che si basa sulla personale dedizione, su una approfondita considerazione del contesto e su una attitudine a rimettere in discussione i precedenti risultati e posizioni.

Introduzione

Il Sistema di Protezione Radiologica affronta la questione della gestione del rischio e questo richiede una strategia per poter confrontare, a supporto del processo decisionale, i rischi accettati dalla comunità. I rischi possono essere in generale mitigati, ma ciò richiede costi che a loro volta possono ridurre l’efficienza produttiva legata alla attività rischiosa. In radioprotezione, nella raccomandazione ICRP 601, viene proposto un processo di ottimizzazione per assicurare che siano mantenuti a quanto più basso è ragionevolmente possibile: la dose individuale, il numero di persone esposte e la probabilità di ESPOSIZIONE per le esposizioni potenziali; ancorchè che vengano tenuti in conto fattori economici e sociali. Questo approccio ha dato origine al ben noto principio ALARA (a slow as reasonably achievable), come base per la scelta dei modus operandi, che possono influenzare le esposizioni della popolazione alle radiazioni ionizzanti e come processo logico che tenga in conto sia i benefici che i detrimenti. ALARA è uno strumento decisionale, all’ interno dell’approccio, atto a massimizzare il beneficio totale della protezione e minimizzare gli effetti negativi, inclusi i costi della protezione del detrimento.

L’ottimizzazione in radioprotezione mette in luce l’antico dilemma sulla priorità fra sicurezza ed l’economia, in quanto i costi economici sono spesso posti in contrapposizione alla riduzione di dose2 . L’ottimizzazione richiede quindi un alto livello di competenze tecniche per poter definire le metodologie appropriate che consentano di allocare in modo ottimale le risorse disponibili rispetto all’impatto sulla sicurezza.
La comunità di radioprotezione internazionale, in questi anni in cui la società è cresciuta nel suo interesse alla partecipazione nei processi decisionali che riguardano la salute, la sicurezza e la protezione dell’ ambiente e in cui è stata richiesta una maggiore trasparenza e un suo coinvolgimento nei processi decisionali, ha avviato un processo di riflessione sull’approccio etico nella valutazione del rischio radiologico, sulla protezione dell’ambiente e il coinvolgimento degli stakeholders. Ha contribuito pertanto allo sviluppo di nuovi atteggiamenti e approcci che riconoscano la necessità di cambiare il modo in cui le linee politiche specifiche sono sviluppate e vengono applicate, sollecitando e attivando la partecipazione a questo nuovo processo di riflessione attraverso forum, convegni, l’istituzione di gruppi di lavoro e altri strumenti3-8.
A seguito della crescente incisività e pervasività di scienza e tecnologia sulla società, unita anche ad una maggiore consapevolezza sulle incertezze associate, viene ora percepita la necessità di un nuovo contratto sociale. Rispetto alla configurazione in cui la scienza produce conoscenza affidabile in termini di ripetibilità dei risultati e riconoscimento all’interno di un “gruppo riconosciuto di esperti”, si sta assistendo ad uno spostamento verso una conoscenza, che sia anche socialmente robusta, ovvero valutata legittima anche all’esterno dei laboratori e attraverso il coinvolgimento di esperti cosiddetti non dotti, una configurazione che porti ad una conoscenza meno sottoposta a dispute perché partecipata sin dalla sua origine. Questa evoluzione nell’ambito della scienza, si riflette anche in radioprotezione con il riconoscimento della necessità di integrare i valori e i bisogni della società nei processi decisionali, al fine di rendere le scelte comprensibili e accettabili. Questo richiede una procedura che consente a tutte le parti coinvolte di aver chiare le ragioni, i tempi, e le responsabilità di una decisione.

L’evoluzione del processo di ottimizzazione

L’ottimizzazione della protezione è uno dei principi fondamentali della protezione radiologica. Nato come atteggiamento prudente per la gestione degli effetti stocastici, la sua formulazione si evoluta negli anni sulla base degli insegnamenti prodotti da esperienze acquisite. Dapprima focalizzato su aspetti quantitativi di confronto costi-benefici (introdotti nella ICRP 22 e poi ripresi dalla Raccomandazione ICRP 269,10 ha poi progressivamente incorporato procedure operative e approcci qualitativi fino a diventare un processo di tipo decisionale costruito sempre di più anche su giudizi qualitativi.

Nell’evoluzione delle nuove raccomandazioni che ICRP sta sviluppando in un lavoro che si protrae da alcuni anni, il principio di ottimizzazione rimane valido come processo ciclico in cui viene valutata la situazione espositiva al fine di definire : la necessità di procedere ad azioni; le possibili opzioni di protezione per mantenere l’ESPOSIZIONE ALARA; l’applicazione delle opzioni scelte attraverso un efficiente programma di ottimizzazione e nonchè una revisione regolare della situazione espositiva per valutare se le circostanze prevalenti richiedano azioni protettive correttive.

ICRP riconosce che la società tende a non essere esclusivamente legata all’approccio utilitarista e auspica trasparenza e apertura verso approcci diversi. Nel bozza delle nuove raccomandazioni di radioprotezione, che sostituiranno ormai a breve le raccomandazioni del 1990, ICRP considera i principi di radioprotezione sotto una nuova luce e l’ottimizzazione viene vista come un processo di ampio profilo che riflette il ruolo crescente della equità sugli individui, della cultura di sicurezza e del coinvolgimento degli stakeholders nella nostra società moderna, come esplicitato già nelle pubblicazioni ICRP 77 e 82 11,12.

ICRP ha avviato un processo di consultazione aperto a tutta la comunità di radioprotezione sulle nuove raccomandazioni, a partire dalla prima bozza del 2004 13 , al fine di rendere più comprensibile e condiviso il nuovo sviluppo proposto nel Sistema di Radioprotezione. La bozza del giugno 200614 delle nuove raccomandazioni è completata da due documenti (annex A e annex B) che trattano rispettivamente delle informazioni biologiche ed epidemiologiche correlate ai rischi da radiazioni ionizzanti e delle grandezze dosimetriche in radioprotezione. Altri quattro documenti vengono indicati come di particolare rilevanza e l’ottimizzazione, che copre una parte molto significativa della radioprotezione, è il tema di uno di questi building blocks con il documento dal titolo The Optimisation of Radiologica Protection-Broadening the Process del gennaio 2006 15, che ha già subito una prima revisione a seguito della consultazione aperta ed estesa.

Le caratteristiche del processo

L’ottimizzazione, un processo di tipo iterativo che richiede di considerare anche il punto di vista a lungo termine, è animato dalla prevenzione dalle esposizioni , e tiene conto continuamente sia degli aspetti tecnici che di quelli sociali ed economici e richiede quindi giudizi di tipo sia qualitativo che quantitativo. Viene descritto come “una struttura mentale” in cui ci si interroga sempre se sia stato fatto il meglio in considerazione delle circostanze.

Per poter giudicare come non sia ragionevole ridurre ulteriormente una dose, è necessario poter confrontare fra loro opzioni fattibili, atte a ridurre la dose pianificata o POTENZIALE per individui e gruppi di individui. E per questo sarà necessario usare un approccio che tenga conto, sia del livello di ESPOSIZIONE che della complessità della situazione. Viene indicato per le emissioni radioattive in ambiente il principio che si basa sull’utilizzo della migliore tecnologia disponibile a costi non eccessivi, principio noto come principio BATNEEC che si trova ad affiancare il principio ALARA.
Vista la necessità di riferirsi ad aspetti di giudizio, la trasparenza nel processo di ottimizzazione assume un valore particolarmente significativo traducendosi, ad esempio in una piena e chiara presentazione delle informazioni,  dati, parametri, assunzioni e valori che entrano nel processo a tutte le parti coinvolte nel processo, seguita anche dalla tracciabilità delle diverse fasi del percorso decisionale.

Il coinvolgimento degli stakeholders viene riconosciuto come mezzo significativo :
-per incorporare i valori delle diverse componenti degli stakeholder stessi nei processi decisionali;
-per migliorare la qualità delle decisioni;
-per risolvere i conflitti fra interessi in competizione;
-per costruire una comprensione condivisa con i lavoratori e il pubblico e così pure la fiducia nelle istituzioni.
Coinvolgere tutte le parti rafforza la diffusione di una cultura di sicurezza e introduce la necessaria flessibilità nella gestione del rischio radiologico che possa portare a decisioni più efficaci e sostenibili.

Non viene definito a priori un livello al di sotto del quale il processo di ottimizzazione sia da considerarsi concluso, ma in dipendenza dalla situazione espositiva, l’opzione migliore può essere quella che comporta una dose appena sotto o molto al di sotto del vincolo di dose. E’ però notare che ottimizzare non significa minimizzare, ma che l’ottimizzazione è il risultato di una valutazione che bilancia in modo attento i detrimenti (economici, umani, sociali, politici…) e le risorse disponibili per la protezione degli individui e che la miglior opzione non è necessariamente quella corrispondente alla dose più bassa. Su quest’ultimo punto val la pena di ricordare le argomentazioni etiche sviluppate dal filosofo Per Wikman 16 sulla questione dei “trivial risks” ovvero sulla possibilità di considerare come trascurabile un rischio solo perché associato a una bassa dose, ad esempio ad una frazione del fondo naturale. Wikman solleva infatti questioni quali: la definizione di una quantità di rischio alla quale incominciano ad essere violati i diritti individuli, oppure la necessità di un giudizio sociale sui livelli di sicurezza per osservare che un basso rischio non è necessariamente accettabile e un rischio accettabile non è necessariamente basso, ma che la sicurezza è piuttosto il risultato di un giudizio di valori definiti per l’accettabilità del rischio.

Il confronto fra opzioni di protezione

Il coinvolgimento degli stakeholders non implica che la gestione e le autorità rinuncino alla propria responsabilità per quanto riguarda la decisione finale o ai propri obblighi derivanti da quella decisione. Anzi durante le fasi condivise del processo di ottimizzazione, la questione che la responsabilità finale rispetto alla adeguatezza delle soluzioni di protezione è propria della gestione/autorità deve essere espresso in modo chiaro.
Punto chiave del processo di ottimizzazione è il confronto fra le diverse opzioni di protezione, confronto che richiede una attenta considerazione sulla DISTRIBUZIONE di ESPOSIZIONE fra gli individui all’interno di un gruppo della popolazione esposta. Ogni gruppo affetto da una sorgente è descritto attraverso attributi (età, genere, abitudini), oltre che a parametri di ESPOSIZIONE (valori minimi medi e massimi di dose individuale, numero di individui esposti, la dose collettiva e la potenzialità di ESPOSIZIONE) e un solo parametro non è sufficiente per confrontare le diverse opzioni di protezione.

Nel confronto sono ad esempio da considerare anche i valori sociali, come l’equità nella DISTRIBUZIONE di ESPOSIZIONE fra individui del gruppo considerato. Ad esempio quando per un gruppo di lavoratori le differenti opzioni adottabili portano a dose medie individuale e a dosi collettive molto simili fra le singole opzioni, diventa significativo per il confronto porre l’attenzione sul profilo di DISTRIBUZIONE di dose. Tenendo in considerazione il principio dell’equità nella DISTRIBUZIONE quando si opera un confronto fra opzioni si andrà a scartare l’opzione che è caratterizzata da esposizioni individuali più alte.

L’opzione migliore è sempre contestualizzata alla specifica situazione espositiva e un cambiamento del contesto può richiedere di cambiare le soluzioni di protezione precedentemente adottate come le migliori. Ad esempio, situazioni in cui l’introduzione di nuove tecnologie provoca una crescente preoccupazione per il pubblico o in cui intervengono ulteriori disponibilità di risorse economiche per la protezione, portano necessariamente a dover rivedere le scelte con possibilità di arrivare a definire nuove opzioni di protezione.

In conclusione

La conoscenza del fatto che qualsiasi livello di ESPOSIZIONE può indurre un rischio rende il processo di ottimizzazione una parte centrale della radioprotezione e uno strumento efficace per assicurare che coloro che sono coinvolti nella ottimizzazione siano poi responsabili per l’effettiva applicazione. Dapprima focalizzato su aspetti quantitativi di confronto costi-benefici, ha poi progressivamente incorporato procedure operative e approcci qualitativi fino a diventare, ora nello sviluppo delle nuove raccomandazioni di radioprotezione, un processo di ampio profilo che riflette anche il crescente ruolo della Cultura di Sicurezza. E’ riconosciuto dalla comunità di radioprotezione che una buona pratica se applicata da sola in modo meccanico, non è sufficiente a garantire che sia stato messo in atto tutto quanto sia ragionevole per garantire la protezione ottimale, tenendo conto di aspetti sociali ed economici e quindi del contesto della contingente situazione espositiva. Si manifesta in modo evidente la richiesta di andare oltre la mera applicazione della buona pratica, in modo tale che siano considerati e sviluppati tutti i più importanti punti per la sicurezza con la dovuta attenzione, una approfondita riflessione, una piena conoscenza e un adeguato senso di responsabilità, impostando il processo tutto su una Cultura di Sicurezza attiva, che si basa sulla personale dedizione, su una approfondita considerazione del contesto e su una attitudine a rimettere in discussione i precedenti risultati e posizioni.


Bibliografia

1.) ICRP Publication 60: 1990 Recommendations of the International Commission on Radiological Protection. Annals of the ICRP Vol. 21/1-3 Pergamon Press, Oxford, 1991.
2.) M.C.Cantone. A reflection on Ethical Basis in the Principles of Radiological Protection. In: Ethics and Radiological Protection, Academia Bruylant, Louvain-la-Neuve, Editors: Bernard Feltz (UCL) and Gilbert Eggermont (SCK), in press 2007.
3.) International Atomic Agency. Ethical Considerations in Protection the Environment from the Effects of Ionizing Radiation – A Report for Discussion. IAEA-TECDOC-1270, 2002.
4.) ICRP Publication 91: A Frame for Assessing the Impact of Ionising Radiation on non-human species. Annals of the ICRP vol. 33 n. 3 Elsevier Science Ltd, Oxford, 2003.
5.) Belgian Nuclear Research Centre SCK CEN, Reflections on ethical choices in radiation protection-in search of precaution, BLG936 Proceedings of 12 meetings of a Group of Experts, 1999-2003, Eds G.Eggermont, M.Coeckelberg, A.Verledens, SCK CEN Report 2003.
6.) L. Persson, K. Shrader-Frechette, An evaluation of the ethical principles of the ICRP’s Radiation Protection standards for workers. Health Phys. 89(3), 225 (2001).
7.) NEA/OECD Better Integration of Radioation Protection in Modern Society. Workshop Proceedings, Villigen Switzerland, 2001.
8.) NEA/OECD Stakeholder Participation in Decision Making Involving Radiation: Exploring Processes and Implication, Workshop Proceedings, Villigen Switzerland, 2003.
9.) ICRP Publication 22: Implication of Commission Recommendations that Doses be kept as Low as Readily Achievable, Pergamon Press, Oxford 1973
10) ICRP Publication 26: Recommendations of the International Commission on Radiological Protection. Annals of the ICRP vol. 1 (3) Pergamon Press, Oxford 1977.
11.) ICRP Publication 77: Radiological Protection Policy for the Disposal of Radioactive Waste Annals of the ICRP Vol. 27 Supplement 1998.
12.) ICRP Publication 82: Protection of the Public in Situations of Prolonged Radiation Exposure Annals of the ICRP Vol. 29/1-2 2000.
13.) ICRP, Draft for Consultation-2005 Recommendations of the International Commission on Radiological Protection
http://www.icrp.org/docs/2005_recs_CONSULTATION_Draft1a.pdf
14.) ICRP, Draft Recommendations of the International Commission on Radiological Protection, 5 June 2006
http://www.icrp.org/docs/ICRP_recs_02_276_06_web_cons_5_June.pdf
15.) ICRP, The Optimisation of Radiological Protection - Broadening the Process. Updated draft after public consultation. January 2006
http://www.icrp.org/optimisation.pdf
16.) P.Wikman Trivial risks and the new radiation protection system. J.Radiol. Prot. 24, 3-11, 2004.