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Pallottino, G. V., La fisica della sobrietà. Ne basta la metà o ancora meno, Edizioni Dedalo, 2012

edizioni Dedalo
Prefazione
di
Carlo Bernardini

Premessa

1. Introduzione alla sobrietà
Il necessario e il superfluo
L’estetica scientifica della sobrietà: il risparmio energetico
Facciamo qualche esempio
Anidride carbonica, effetto serra e protocollo di Kyoto

2. Il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici
Seguiamo le leggi fisiche se non vogliamo seguire quelle dello Stato
Il caso dei doppi vetri
Dentro al letto
Il riscaldamento della casa: autonomo o centralizzato?
I termosifoni in gabbia? Un controsenso
I locali non utilizzati
Il condizionamento passivo, ovvero l’uso accorto delle finestre
A Bolzano, dove fanno sul serio

3. L’illuminazione della casa
Lampadine o stufette?
La luce bianca è fatta di tanti colori
Energia luminosa o flusso luminoso?
Le lampade fluorescenti
Un fotone per ogni elettrone?
Ma a noi cosa occorre? L’illuminamento degli ambienti
Convenienza energetica e convenienza economica
Dalle candele agli OLED e ai laser

4. In cucina
Il colore delle pentole
Pentola grande o pentola piccola?
L’acqua che bolle: un termostato naturale o un invito allo spreco?
Il coperchio: a che serve?
La pentola a pressione
L’ebollizione dell’acqua e la pressione dell’aria
L’azione mirata del forno a microonde
Attenzione però al vapor d’acqua!
Il microonde e le leggende metropolitane
La prova del bicchiere d’acqua
Cuocere con il telefonino?
Il forno tradizionale: quand’è che ha senso usarlo?
Acceleriamo i tempi di cottura
I corpi caldi, quando si raffreddano, rilasciano calore. Il caso del frigorifero e quello del forno
Il frigorifero
I prodotti di stagione

5. In bagno
Lavarsi le mani e il viso
L’acqua che scorre lietamente

6. L’elettricità in casa
Quando manca è un dramma, quando c’è si spreca
Le fasce orarie
Le eco-etichette
Il televisore sempre acceso?
Lo stand-by e la «ciabatta»
Le pile ricaricabili
L’elettricità in proprio, ovvero il fotovoltaico
Pedalando

7. Per le scale

8. L’automobile

Il frenetico che ci precede
Dove va a finire l’energia del carburante?
Quando il motore romba al meglio, è meglio davvero?
Fari sempre accesi?
Etichette energetiche e classi ecologiche
Rottamare o non rottamare? Questo è il problema
E l’automobile elettrica?
SUV, ovvero l’apoteosi del superfluo
Viaggi e spostamenti

9. I rifiuti e la raccolta differenziata

10. Per concludere

Glossario

Volume di pagine 136
con 17 illustrazioni a colori
carta naturale di alta qualità, senza legno,
riciclabile, Bianco offset, 80 gr/mq

Finito di stampare
nel luglio 2012
dalla Dedalo litostampa srl, Bari

Prefazione di Carlo Bernardini
Grazie, amico Pallottino: un libro così, razionale, non aggressivo o integralista, istruttivo e convincente, ci voleva. E non mi lascerò scappare la possibilità di chiedere l'obbligatorietà nelle scuole. Forse, addirittura iniziando dalla scuola primaria. Noi, tecnologicamente obesi, abbiamo avuto molte occasioni di essere sobri, ma non le abbiamo prese sul serio come necessario. Pallottino ricorda giustamente il Club di Roma che aveva incominciato a fare i "conti in casa" e a mettere a carico delle famiglie evolute gli sprechi. Oggi li riprendiamo quando gli sprechi sono ormai immani e il Decalogo di Lussino non fa parte del patrimonio pedagogico di avanguardia. Bene, smettiamola di arricciare il naso di snob pieni di arzigogolati comfort e impariamo un po' di regole di vita tecnologicamente sviluppata da tramandare a figli e nipoti con il loro esatto motivo e significato. Se la caloria ha avuto la sua apoteosi nella linea delle signore, cerchiamo quale e stato il suo significato nella espansione degli obesi. C'e un Pallottino bravo e competente che ci spiega come fare e, grazie a Dio, sappiamo ancora leggere.

Abbiamo già in casa ciò che serve: finestre, termosifoni, caldaie, cucine, forni a microonde, acqua calda e fredda, condizionatori, televisori, eccetera: guardatevi intorno; sapete forse qualcosa delle "efficienze" dei vostri acquisti, qualche numero significativo, quanto vi basterebbe e quanto ne sprecate? Se non lo sapete, siete spreconi imperdonabili, anche se lo spreco per ignoranza non è punito come il non sapere quanti erano i re di Roma o chi era Dante Alighieri. La punizione per queste ultime deficienze scolastiche è l'accusa di analfabetismo, per quelle deficienze che chiameremo umane vista la loro diffusione non c'e, se non contiamo l'obesità e l'alleggerimento del portafoglio.

Ciò che Pallottino scrive può e deve diventare il nuovo decalogo della nonna; la mia amata nonna che imponeva di risparmiare l'olio, di spegnere le luci inutili e di coprirsi bene; e al più offriva borse dell'acqua calda agli anziani, recuperava la parte buona delle pere e dava gli avanzi al cane o al gatto. I suoi figli andavano a piedi e a piedi facevano i due piani di scale per pranzare con lei; ma ho tirato in ballo la nonna non per solleticare gli affetti di chi spocchiosamente si mostra intollerante (ignorante!) verso la sobrietà; ma perchè, con un riferimento popolare, voglio trasformare il problema in un fatto costituzionale. E ora mi dedico a questo, qui di seguito, perchè è ora di farlo esplicitamente, anche visti i rapporti che abbiamo con il resto del mondo, specie con chi non ha nulla, vive in media molto meno di noi e soffre molto di più.

Chi nasce in una democrazia evoluta, come noi, ha molti diritti e molti doveri. Un bravo cittadino, dicono gli inglesi, è un civil servant, un servitore dello Stato. Che cosa fa un servitore dello Stato? Gode dei beni pubblici a lui "affidati", che si è assicurato facendo valere i suoi diritti. I beni pubblici sono anche chiamati "servizi", perchè sopperiscono alle nostre necessità ricorrendo a tecnologie adeguate messe a disposizione dall'impiego dei soldi che paghiamo con le tasse. Secondo una diffusa immagine pubblicitaria televisiva che appare su richiesta del governo, chi non paga le tasse è un parassita della democrazia e, come altri parassiti mostrati nelle immagini, è un essere repellente. Insomma, dobbiamo avere cura dei beni pubblici, specie se riguardano i consumi: se consumiamo troppo, stiamo privando qualcun altro di un bene che, essendo comune, e anche un po’ suo. Dunque, per essere un cittadino che non ha colpe pendenti, dobbiamo saper cosa facciamo quando usiamo correttamente i beni pubblici. Quanti cittadini sono in regola con questa "cultura del bene pubblico"? Pochi, temo. Per questo, mi sembrerebbe necessaria e ovvio che l'istruzione che si compie prima della maggiore età avesse un insegnamento e un esame obbligatorio in cui si appuri la conoscenza che i ragazzi hanno (e, speriamo, gli insegnanti) dei problemi d'uso dei beni pubblici. Mi è stato detto che i ragazzi, i bambini, imparano volentieri a differenziare la raccolta dei rifiuti. Bene. Ma andiamo avanti! Da questa punto di vista, il libro di Pallottino, senza essere estremista, è per me un libro che non esito a definire "rivoluzionario" (e mi scuso con lui degli involontari connotati eversivi che questa aggettivazione potrebbe avere nella nomenclatura giornalistica contemporanea). E ringrazio l'autore che ha avuto la sensibilità di scriverlo come un vero democratico altruista. Ma ora, usiamolo!

Recensione di M. Ferrazzoli pubblicata su
Almanacco della Scienza
Quindicinale a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche
N. 14 - 19 settembre 2012

Risparmiare basta?
Nella prefazione, il decano dei fisici italiani Carlo Bernardini si ripromette di chiedere "l'obbligatorietà nelle scuole", addirittura "iniziando dalla scuola primaria", de 'La fisica della sobrietà' del collega della Sapienza di Roma Giovanni Pallottino. Il testo si pone retoricamente la domanda se sia "possibile continuare sulla strada dei consumi crescenti da parte di un numero di persone a sua volta crescente", rispondendosi che la consapevolezza di quest'impossibilità "non è particolarmente diffusa, e comunque non sembra sia sufficiente a indurre qualche cambiamento negli stili di vita", anche se nel frattempo la crisi economica ha cominciato a rendere di 'moda' un invito alla sobrietà che però, proprio in quanto "calata dall'alto non appare particolarmente motivante".

Su questo si può dare senz'altro ragione all'autore: le prese di coscienza che partono da costrizioni materiali esterne e non da una sincera riflessione interiore rischiano di restare superficiali e contingenti. Ciò che l'autore auspica è invece un serio ritorno alla distinzione tra necessario e superfluo, ricordando come ci sia "oltre un miliardo di persone il cui reddito non arriva a un dollaro al giorno" e rimpiangendo apertamente i tempi in cui "si usava 'rivoltare' i vestiti e i cappotti", si riparava ciò che non funzionava più invece di cambiarlo e, soprattutto, non si riteneva "normale considerare tutto quello che usiamo e consumiamo come se provenisse da risorse infinite".

L'attacco di Pallottino investe, a 360 gradi, bancomat e carte di credito al cui massiccio impiego rinvia la crisi finanziaria del 2008 (dei quali, invece, si incentiva sempre più l'uso), il "mito" secondo cui ogni generazione è destinata a disporre di beni sempre maggiori e l'uso del Pil quale indicatore del benessere di una nazione (secondo l'autore un mero "ben-avere"). Un j'accuse che se ha il merito di non associarsi ad alcuni luoghi comuni semplicistici - ricordando per esempio l'effetto serra è dannoso in eccesso ma vitale, altrimenti la temperatura media della Terra scenderebbe da + 15 a -18°C, e l'inefficacia del protocollo di Kyoto nel momento in cui oltre un quarto delle emissioni arriva dalla sola Cina - assume però altri tratti sconcertanti.

Pallottino ritiene tra l'altro pericolosi o sconvenienti l'energia geotermica, idroelettrica, fotovoltaica, la rottamazione delle automobili, i prodotti alimentari a "chilometro zero" e i bio-carburanti. La sua è insomma una vera battaglia contro i luoghi comuni, che investe anche le leggende metropolitane sulla dannosità di microonde e telefonini o la diffusione di dati improvvisati, per esempio sullo spreco di cibo, e un invito ad "avere fiducia nell'ingegno dell'uomo nel risolvere i problemi che man mano si pongono e quindi anche nella tecnologia".

Un'operazione culturale meritoria basata su considerazioni senz'altro corrette. Perplime solo il ridurre la soluzione, insieme con l'auspicabile risparmio (in Italia gli edifici consumano mediamente circa 300 kWh/m2 all'anno contro i 200 kWh/m2 in Germania), ad accorgimenti quali "una semplice borsa dell'acqua calda", "l'impiego del coperchio" in cucina, il riciclo delle lattine in alluminio o l'attenzione a non usare lo stand by degli apparecchi elettrici ed elettronici, il cui costo è stimato attorno ai 50 euro annui.

D'altronde, questa filosofia della sobrietà ha ormai molti e autorevolissimi testimonial, uno dei quali viene citato in calce al libro dall'autore: "Per incidere su larga scala è necessario 'convertire' il modello di sviluppo globale; lo richiedono ormai non solo lo scandalo della fame, ma anche le emergenze ambientali ed energetiche", Benedetto XVI.

Recensione di Pietro Bianucci pubblicata su
LaStampa.it  del 16/07/2012

In vacanza scopriamo la fisica della sobrietà
Professore di elettronica all’Università di Roma “La Sapienza”, Giovanni Vittorio Pallottino ha dedicato buona parte della sua attività di ricerca alle onde gravitazionali previste dalla relatività generale di Einstein.

Dell’esistenza delle onde gravitazionali abbiamo una prova indiretta nella di energia di un celebre sistema binario costituito da due pulsar: PSR 1913+16, lontano 21 mila anni luce. L'indizio, scoperto osservando questa coppia di stelle di neutroni con il radiotelescopio di Arecibo, è tanto convincente che Russell Hulse e Joseph Taylor dell’Università di Princeton nel 1993 ne hanno ricavato il Nobel per la fisica.

Altra cosa però sarebbe registrare direttamente le onde gravitazionali, ed è ciò che si cerca di fare con due tipi di specialissime antenne. Il primo tipo è basato sull'interferometria e comporta una apparecchiatura gigantesca, di parecchi chilometri, come l'antenna Virgo, vicino a Pisa, realizzata da scienziati francesi e italiani. II secondo tipo è costituito da antenne più piccole raffreddate quasi allo zero assoluto. E' di queste antenne, dette “risonanti”, che si è occupato Giovanni Vittorio Pallottino, e in particolare dei rivelatori Explorer al Cern di Ginevra e Nautilus a Frascati.

Ma di Pallottino qui vorrei parlare a proposito di un libro intitolato “La fisica della sobrietà”. La fisica della sobrietà dovrebbe essere materia obbligatoria fin dalle scuole primarie. Avremmo cittadini più consapevoli, consumi energetici meno gravosi per il nostro paese e persino una popolazione meno afflitta da sovrappeso e obesità, situazioni che inevitabilmente si traducono in gravi danni per la salute.

La fisica della sobrietà è sobria, e quindi semplice. Ci insegna a mettere il coperchio sulle pentole per risparmiare il 20 per cento dell'energia a parità di risultato gastronomico, a far installare i doppi vetri per limitare le perdite di calore delle nostre case, a sostituire le lampadine a incandescenza con luci a LED e così via. Tutte cose di comune buon senso, che però pochi mettono in pratica.

Poiché questa puntata de “Il cielo” coincide con un breve periodo di vacanze mio, e spero anche vostro, vorrei trarre dal libro di Pallottino un paio di spunti in tema.

Un tempo la punta di maggior consumo energetico si raggiungeva nei giorni più freddi dell'inverno. Oggi, con il diffondersi dell'aria condizionata, abbiamo anche una punta estiva. Un quarto dell’energia che si consuma nel nostro paese è assorbito dall'edilizia residenziale. Succede perché le nostre case sono inefficienti. Per condizionare gli ambienti in cui viviamo in media gli italiani consumano 300 kilowattora per metro quadrato, cioè 30 mila per un piccolo alloggio di tre stanze e servizi. In Germania si scende a 200 kilowattora per metro quadrato. Ma si può fare di meglio. In Alto Adige esistono norme per•cui i nuovi edifici ricevono il certificato di abitabilità soltanto se i consumi sono inferiori a 70 kilowattora per metro quadrato. Gemini Project, una piccola azienda di Cherasco, realizza case autosufficienti a zero kilowattora o addirittura in attivo. Ovviamente non è il caso degli edifici storici. Ma anche qui si può fare qualcosa per tenere in casa il fresco in estate e il caldo in inverno.  Per esempio eliminare gli spifferi, ridurre la convezione con speciali doppi vetri e installare pompe di calore che traggono profitto dal fatto che già a pochi metri di profondità nel sottosuolo la temperatura è costante, e rispetto alla superficie è più alta di quella invernale e più bassa di quella estiva.

Altro punto. D’estate facciamo un gran consumo di pile e pilette: non c’è apparecchio che non ne divori. Bene. Un set di pile ricaricabili e relativo caricatore costano la metà di quanto spendiamo in pile usa e getta in un anno. Fatto il piccolo investimento, dura per circa mille cicli di ricarica. Il costo della ricarica è intorno a 0,18 centesimi per piletta. L’elettricità in rete costa un decimillesimo di quella delle pile usa e getta!

Per chiudere, poiché durante le vacanze si viaggia, qualche cifra sul costo energetico dei mezzi di trasporto. In auto percorrere un chilometro assorbe 2500 kilojoule, in aereo 4000, in elicottero 16 mila. Cifre che scendono a 600 in treno, 150 a piedi (di buon passo) e 70 in bicicletta.

Il corpo umano è una macchina da circa 100 watt e per mantenerla in funzione mettiamo nel .suo serbatoio duemila calorie al giorno. Che, se facciamo un lavoro sedentario o vacanze pigre, sono eccessive. L'ideale sarebbe mangiare meno. Ma se non si resiste a un buon gelato, basta una passeggiata per mantenersi in forma. "Il conto è presto fatto – spiega Pallottino –passeggiare per 3 km richiede una quantità di energia 3 x 150 =450 kilojoule, equivalenti a 110 calorie”.

12/10/2012

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