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Creato da Alessandra Mariani « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

La caldaia centralizzata

Com’è fatta
È il cuore dell’impianto, dove il combustibile viene bruciato per scaldare l’acqua o l’aria (fluido termovettore) che circolerà poi nell’impianto.
È composta, in generale, da un bruciatore che miscela l’aria con il combustibile e alimenta una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi attraverso i quali i fumi caldi prodotti dalla combustione scaldano il FLUIDO TERMOVETTORE e da un involucro esterno di materiale isolante protetto da una lamiera (MANTELLO isolante).

Potenza
Ogni caldaia è caratterizzata da:
- una potenza termica del focolare, che indica la quantità di energia che il combustibile sviluppa in un’ora di combustione;
- una potenza termica utile, cioè l’energia effettivamente trasferita, per ogni ora, al FLUIDO TERMOVETTORE.
L’energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita al FLUIDO TERMOVETTORE, ed in piccola parte dispersa verso l’esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso il MANTELLO isolante) e soprattutto dai fumi che fuoriescono, ancora caldi dal camino.
Più vicini sono i valori della potenza al focolare e della potenza utile, minori sono le perdite di calore e quindi migliore è il rendimento della caldaia.
La legge prevede, per ciascun tipo di caldaia di nuova installazione, un valore minimo del rendimento utile sia per il funzionamento a regime che per il funzionamento al 30% della potenzialità massima.
La seguente tabella mostra, a titolo di esempio per ciascun tipo di caldaia, alcuni valori per i rendimenti minimi di legge che possono servire da confronto per valutare le prestazioni di una caldaia.

 

Tipo di caldaia

Potenza utilekW (kcal/h)Rendicontazione a potenza nominaleRendicontamento a carico parziale
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CALDAIE standard20200(17.200)(172.000)86.688.683.986.9
CALDAIE a bassa temperatura20200(17.200)(172.000)89.591.089.591.0
CALDAIE a gas a condensazione20200(17.200)(172.000)92.393.398.399.3

La scelta della potenza e del tipo di caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dall’ubicazione e dalla sua destinazione d’uso.
È una scelta importante che deve essere fatta da un professionista qualificato e attento ai problemi energetici. Infatti, una caldaia di tipo standard più grande del necessario spreca energia: specialmente nelle stagioni intermedie, essa raggiunge rapidamente la temperatura prefissata e quindi ha lunghi e frequenti periodi di spegnimento durante i quali disperde il calore dal MANTELLO e attraverso il camino. Quindi, se si considera l’intera stagione di riscaldamento, la sua EFFICIENZA globale non è elevata, cioè il suo rendimento stagionale è basso.
Per rispettare i valori di rendimento imposti dalle nuove norme, le CALDAIE più recenti come le “modulanti”, quelle a “temperatura scorrevole” e le CALDAIE a condensazione permettono di mantenere una buona EFFICIENZA anche nelle stagioni intermedie.

Potenza massima
Se la potenza necessaria a scaldare l’edificio supera i 350 kW, è necessario installare due o più CALDAIE. In questo modo si evita che CALDAIE molto grandi lavorino, in particolare nelle stagioni intermedie, a basso regime e quindi con bassi valori di rendimento.

Acqua calda centralizzata
Per produrre anche acqua calda per usi sanitari è necessaria una caldaia con potenza molto superiore a quella sufficiente al solo riscaldamento. Per evitare sovradimensionamenti, nelle nuove installazioni, non è più ammessa la produzione di acqua calda effettuata dalla stessa caldaia destinata al riscaldamento, con l’eccezione degli impianti individuali.

Locale caldaia per impianti centralizzati
Evidenti motivi di sicurezza impongono che ogni caldaia debba essere installata in un locale idoneo, di dimensioni adeguate e con in ricambio d’aria sufficiente a reintegrare l’ossigeno consumato dalla combustione. Esistono precise norme per tutti i locali caldaia e, quando la potenza termica è maggiore di 116 kW (100.000 kcal/h), è necessario un Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco.

Tratto da "RISPARMIO ENERGETICO con gli impianti di riscaldamento" - ENEA