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Nel Rapporto Brundtland (1987) la Commissione mondiale e lo sviluppo definisce lo SVILUPPO SOSTENIBILE come “quello sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri” questo significa anche tener conto dell’utilizzo delle risorse del nostro pianeta, per consentire a che verrà dopo di noi poterne usufruire.
La consapevolezza di dover affrontare i problemi ambientali si è tradotta in una serie di impegni politici presi anche a livello internazionale.
Importante in tal senso è il PROTOCOLLO DI KYOTO, definito nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005.
Il protocollo impegna i paesi firmatari a ridurre, entro il 2012, il totale delle emissioni di gas ad EFFETTO SERRA almeno del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 e indica esplicitamente le politiche e le azioni operative che si devono sviluppare, con al primo posto il miglioramento dell’efficienza tecnologica e la riduzione dei consumi energetici nei settori termoelettrico, trasporti, abitativo e industriale.
Gli impegni di Kyoto
Percentuale di riduzione di GAS SERRA entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990
Mondo 5,2%
Unione Europea 8,0%
Russia 0,0%
Stati Uniti 7,0%
Giappone 6,0%
Italia 6,5%
Paesi in via di sviluppo nessuna limitazione
I gas di cui bisogna ridurre le emissioni:
l’ANIDRIDE CARBONICA, prodotta dall’impiego dei combustibili fossili in tutte le attività generiche industriali, oltre che nei trasporti;
il protossido di azoto, gli idrofluorocarburi, i perfluorocarburi e l’esafluoruro di zolfo impiegati nelle industrie chimiche manifatturiere;
il METANO, prodotto dalle discariche dei rifiuti, dagli allevamenti zootecnici e dalle coltivazioni di riso.
Le politiche e le azioni operative da sviluppare per ridurre le emissioni dovranno:
migliorare l’efficienza tecnologica nel settore della generazione elettrica, in particolare nelle centrali termoelettriche;
ridurre i consumi energetici negli USI FINALI dell’energia, nei settori dei trasporti, del civile (in particolare in quello abitativo) e del manifatturiero;
promuovere azioni di riforestazione per incrementare la capacità del pianeta di assorbimento dei GAS SERRA;
promuovere forme di gestione sostenibile della produzione agricola;
incentivare la ricerca, lo sviluppo e l’uso di nuove fonti di energia RINNOVABILI;
limitare e ridurre le emissioni di METANO dalle discariche di rifiuti e dagli altri settori energetici;
applicare misure fiscali appropriate per disincentivare le emissioni di GAS SERRA.
Tratto da “Le fonti di energia RINNOVABILI nella casa” - SICENEA