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Come dimensionare l’impianto

Occorre, innanzi tutto, tenere presente che non conviene dimensionare un impianto solare in modo da avere garantito l’intero fabbisogno di acqua calda anche durante la stagione invernale, quando l’insolazione è minima.
In tal caso, infatti, l’impianto occuperebbe una superficie eccessiva e, soprattutto, sarebbe troppo costoso, oltre a risultare largamente sovradimensionato per il periodo estivo.

È economicamente conveniente dimensionare un impianto solare in modo che possa soddisfare con il suo funzionamento il 70 – 75% del fabbisogno annuo di acqua calda dell’abitazione.

Per dimensionare correttamente un impianto solare bisogna pertanto stimare il fabbisogno annuo di acqua calda dell’abitazione.

La massima produzione si ha, naturalmente, nel periodo estivo, da maggio a settembre.
Nei periodi in cui la capacità produttiva dell’impianto è, invece, inferiore alla richiesta di acqua calda, questa viene integrata da uno scaldacqua convenzionale (elettrico o a gas) che entra automaticamente in funzione.

Generalmente una persona consuma dai 50 ai 70 litri al giorno di acqua scaldata a 40 – 45 °C.
Questo fabbisogno è soddisfatto da un impianto avente una superficie di 0,7 m² se la persona vive nell’Italia meridionale, 0,9 m² di pannello se vive in Italia centrale e 1,2 m² se vive in Italia settentrionale.
Occorrono circa 3,5 m² di pannelli solari e un serbatoio da 300 litri per soddisfare il fabbisogno di acqua calda di una famiglia di 4 persone che vive nell’Italia meridionale.

Tratto da “Le fonti di energia RINNOVABILI nella casa” - SICENEA