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Creato da Alessandra Mariani « clicca sul nome per leggere il curriculum dell'autore

I costi

Utilizzare le biomasse per scaldare gli ambienti, produrre acqua calda sanitaria e cucinare presenta indubbi vantaggi economici, pur richiedendo ampi spazi per lo STOCCAGGIO del combustibili e un’alimentazione che, per gli impianti più piccoli, è generalmente manuale.

Sistemi di alimentazione automatizzata sono disponibili per gli impianti alimentati a pellet e i grandi impianti alimentati a cippato.

Il costo di una caldaia a BIOMASSA è generalmente più alto di quello di una caldaia a gasolio o a METANO, mentre i costi d’esercizio, comprensivi di combustibile e manutenzione, sono più bassi.

Il maggior costo degli impianti a BIOMASSA viene recuperato in un periodo di tempo variabile in funzione delle tecnologie confrontate.

Ad esempio, il maggio costo di una caldaia alimentata a pellet rispetto ad una caldaia a METANO si recupera in poco più di cinque anni, mentre, rispetto ad una alimentata a gasolio, gli anni si riducono a meno di due.

Se la caldaia è alimentata a legna in ciocchi, i tempi di ritorno del maggiore investimento sono anche più brevi.

 

Confronto di caratteristiche e prestazioni di CALDAIE a BIOMASSA (legno, cippato e pellet) e CALDAIE tradizionali (gasolio, METANO e GPL) per un condominio di piccole dimensioni (8-10 appartamenti).

Tempi indicativi di ritorno dell’investimento per una caldaia a legna rispetto alle soluzioni tradizionali, per una utenza isolata di superficie 180 m²

Per il funzionamento di una caldaia da 20 kW, che deve fornire 45.000 kWh/anno per uso riscaldamento e produzione acqua sanitaria, occorrono nelle diverse soluzioni:
caldaia a METANO: 4.700 m³/anno di METANO
caldaia a gasolio:  4.500 litri/anno di gasolio
caldaia a GPL:   6.250 litri/anno di GPL
caldaia a legna: 130 q/anno di legna da ardere stagionata

Nell’ipotesi che i costi dei combustibili siano pari a:
METANO:   0,52 €/m³
gasolio:  0,83 €/l
GPL:   0,62 €/l
legna da ardare: 11 €/q

I tempi indicativi di ritorno dell’investimento (considerando una detrazione Irpef del 36%) sono i seguenti:
 legna/METANO: 8,2 anni
 legna/gasolio: 3,6 anni
 legna/GPL: 3,4 anni.

Alcuni consigli….
Verifichiamo la disponibilità del combustibile: è di fondamentale importanza individuare il combustibile maggiormente disponibile in loco e scegliere di conseguenza la caldaia più adatta alla sua combustione.

L’edificio deve essere adatto: oltre ad un locale caldaia sufficientemente ampio, l’edificio deve avere anche uno spazio adatto all’accumulo del combustibile.

Scegliamo una caldaia di elevata qualità: l’EFFICIENZA ENERGETICA deve essere superiore all’85%; deve garantire basse emissioni inquinanti, essere affidabile, facile da gestire e da mantenere, meglio se dotata di sistemi automatici per il caricamento del combustibile, per la pulizia dello scambiatore di calore e per lo scarico delle ceneri.

Affidiamoci ad un tecnico esperto ed affidabile sia per l’acquisto sia per la gestione della caldaia.

 

Tratto da “Le fonti RINNOVABILI di energia nella casa” - SICENEA