L’IEA, nel suo Rapporto di novembre del 2006 “World Energy Outlook” fornisce due scenari: uno, chiamato di “riferimento” che fotografa quello che succederà in mancanza di interventi correttori, ed uno “alternativo” (Alternative Policy Scenario), che, come dice il nome, prefigura uno sviluppo controllato, con una policy dei Paesi consumatori che aumenti il mix-energetico, potenzi l’uso delle fonti RINNOVABILI, accresca l’EFFICIENZA ENERGETICA per mezzo di investimenti da effettuarsi sin da oggi.
Partendo dalle cifre attuali (2006) che sono:
* consumo di energia: 10 miliardi di tep
* emissioni di CO2: 25 miliardi di tonnellate/anno
si ha:
a) uno scenario di riferimento:
* di qui al 2030 saranno necessari 270 miliardi di dollari, dei quali il 70/80 % nel settore della produzione energetica,
* tra il 2005 e il 2030 la domanda di energia crescerà del 50 % rispetto a quella attuale (70 % di richiesta dai soli Paesi in via di sviluppo);
* di conseguenza l’emissione di CO2 crescerà dell’1,7 % all’anno, raggiungendo i 40 miliardi di tonnellate nel 2030, cioé il 55 % in più delle emissioni del 2005 (l’aumento va attribuito per metà alle centrali termoelettriche e per 1/5 ai trasporti);
* i combustibili fossili mantengono le loro posizioni ed il consumo di petrolio passa da 84 milioni di barili/giorno del 2005 a 116 milioni nel 2030(la EXXON MOBIL parla di un consumo odierno di190 milioni di b/d)
* cresce il consumo di carbone, ma più lentamente di quello del GAS NATURALE (per quest’ultimo la EXXON MOBIL prevede invece un aumento dell’1,8 % all’anno). Aumenterà fortemente la quantità di gas liquefatto trasportato via mare, anziché con oleodotti ed il gas liquefatto rappresenterà nel 2030 il 15 % del mercato totale del gas (si potrebbero qui fare amare riflessioni sulla resistenza italiana alla costruzione di un numero adeguato di rigassificatori)
* le energie RINNOVABILI crescono rapidamente, ma rappresentano sempre una percentuale modesta sul totale( diverse, com’è noto, le previsioni dell’Unione Europea),
* quasi costante il mercato delle biomasse;
* per il biofuel sono attualmente (2005) coltivati 14 milioni di ettari, pari all’1 % del terreno coltivabile in tutto il mondo. La percentuale diverrà il 2 % nel 2030 e la EXXON conferma che si passerà da 1 milione b/d nel 2005 a 3 milioni nel 2030;
* l’energia nucleare passa da 368 GW nel 2005 a 416 GW nel 2030.
b) uno scenario alternativo
* gli investimenti necessari saranno di 516 miliardi di dollari in meno;
* il consumo di petrolio al 2030 è di 103 miliardi di b/d anziché i 116 del precedente scenario e il 60 % di tale risparmio è dovuto al biofuel;
* calano del 16 % le emissioni di CO2, dovute soprattutto all’aumento dell’EFFICIENZA ENERGETICA (si tenga presente che una quantità pari al 16 % di diminuzione, equivale all’attuale livello di emissione di Stati Uniti e Canada insieme);
* i terreni coltivati a BIOCARBURANTI aumentano non al 2 % ma al 3,5 % di terreni coltivabili in tutto il mondo (affermazione questa che, dobbiamo confessare, ci lascia assai perplessi);
* energia nucleare al 2030 è di 519 GW invece dei previsti 416; lo sviluppo è previsto maggiormente in Asia, ma anche USA ed Europa contribuiranno.
I dati sopra riportati sono stati – come detto – considerati i più significativi e tradiscono la tendenza a privilegiare le tecnologie che aumentano l’EFFICIENZA ENERGETICA, rispetto alle fonti RINNOVABILI, infatti l’IEA prevede che nel mix energetico mondiale le RINNOVABILI al 2030 partecipino per il 10 %.
* LA SITUAZIONE IN EUROPA
Per quanto riguarda più da vicino l’Europa pochi dati:
* i combustibili fossili rappresentano la fonte prevalente per la UE: 80 % che sale al 95 % per l’Italia;
* la UE dipende dall’estero per importazione di energia per circa il 50% del suo fabbisogno e tale dipendenza aumenterà del 30% al 2030 (la dipendenza attuale dell’Italia è dell’84,5 %,con un esborso di 30 miliardi di euro all’anno). Nel 2005 sono stati importati 249 miliardi di m3 di GAS NATURALE da parte dei paesi europei (148 miliardi dalla sola Russia).
Il problema della DIPENDENZA ENERGETICA è affrontato anche dal “Libro Verde”, pubblicato dall’UE nel marzo 2000: “La DIPENDENZA ENERGETICA dall’importazione nella UE è in aumento. Dal 50 % attuale, in mancanza di investimenti adeguati (circa 1000 miliardi di Euro nei prossimi vent’anni) si arriverà al 70 % nel 2030, ed in parte proverranno da Regioni in cui è presente la minaccia dell’insicurezza. L’Europa non ha ancora istituito mercati energetici interni perfettamente competitivi.
Occorre un comune quadro normativo e regolamentato per agire in modo unitario.
I problemi posti dalla dinamica dei vari sistemi energetici, sia per il risvolto dell’approvvigionamento, sia ambientali, hanno valenza globale, addirittura planetaria”.
Riassumendo il rapporto della IEA, nello scenario alternativo le nuove politiche di mitigazione delle emissioni, l’EFFICIENZA ENERGETICA e l’innovazione tecnologica potrebbero determinare un abbattimento del 10% della domanda di energia nel 2030 e una riduzione delle emissioni annue a 34 Gt (16% in meno rispetto allo scenario di riferimento).
All’abbattimento contribuirebbero le misure immediate e concertate relative per circa l’78% all’EFFICIENZA ENERGETICA e all’uso di combustibili a minor contenuto di CARBONIO, per il 12% al ricorso a fonti RINNOVABILI e per il 10% al nucleare.
Interessante è confrontare questi studi con quanto riportato dalla stessa IEA in Energy Technology Perspectives con un quadro estrapolato al 2050.
In tale rapporto il contenimento delle emissioni per il 2050 a valori prossimi a quelli attuali (26-31 Gt) può essere raggiunto attraverso un mix di tecnologie molto audaci ed avanzate e di provvedimenti economici discutibili.
Si da per scontato un sostanziale contributo dal sequestro dell’ANIDRIDE CARBONICA(anche per via geologica), l’avvenuta messa a punto di tecnologie avanzate ancora oggi in fase di studio, il largo impiego dell’idrogeno nei mezzi di trasporto, l’uso di incentivi economici per l’abbattimento della CO2 dell’ordine di 25 dollari per tonnellata ecc. (Fig. 1).
I dati del Rapporto possono sembrare fuorvianti,sia per la scontata funzionalità delle nuove tecnologie, che per gli impegni economici previsti. Per questo appaiono più accettabili gli Scenari proposti dalla stessa IEA nel suo World Energy Outlook e sopra riportati, che essendo proiettati a data più vicina (2030 anziché 2050) tengono forse meglio conto del quadro tecnico economico attuale.
Emissioni per differenti tipologie di impianti di produzione di energia.
Da L. Caglioti, L. De Santoli e G. Moncada: "Fondamenti di Sostenibilità Energetico-Ambientale".