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Realizzazione di un prototipo per l'ispezione non invasiva dei conteiner - Claudio Cappabianca -

Introduzione
Una forte accelerazione nei controlli di container ed in genere su tutti i prodotti comunque trasportati è dovuta al terrorismo, ma anche all’aumento di merci pericolose o che costituiscono pericolo per successive lavorazioni: vedi ad esempio il riciclaggio di rottami ferrosi nelle industrie siderurgiche, stimabili in milioni di Ton/anno.
Altro esempio può essere la separazione dei rifiuti anch’essi soggetti a riciclaggio.
E’ inutile ripetere che gli eventi dell’11 settembre hanno dato una accelerazione alla ricerca e lo sviluppo di sistemi inerenti la sicurezza nel settore trasporti e precisamente nell’ispezione dei container. Gli Stati Uniti hanno approvato una serie di leggi che riguarda la sicurezza negli aeroporti e porti: solo due porti per nazione saranno autorizzati ad esportare merci negli USA; i porti dovranno essere da loro “qualificati” in base a precise norme che tra l’altro prevedono l’istallazione di scanner per il controllo al 100% dei container al fine di individuare droga, armi e clandestini (nel solo porto di New York è stimato un traffico di oltre 10.000 navi/anno e 3 milioni di container). Sempre in virtù di queste norme approvate, le navi cargo per essere autorizzate ad entrare nelle acque territoriali americane devono fornire con 96 ore di anticipo le necessarie informazioni relative al carico ed al personale. In Europa i soli porti attualmente qualificati all’invio di merci negli USA sono quelli di Le Havre, Rotterdam ed Anversa. In Italia è Genova qualificato nel corso degli ultimi mesi. E’ quindi evidente come anche l’Italia si doti al più presto di adeguati sistemi di controllo per non essere penalizzata nelle esportazioni; in ogni caso dovrà anche garantirsi dalle importazioni come sicurezza interna.

Situazione nel siderurgico e stato dell’arte

In Italia non esiste una legislazione completa ed univoca che definisca i materiali residuali derivanti dalla produzione e dal consumo, destinati al recupero e al riciclaggio, tanto che a volte sfuggono alla disciplina sui rifiuti. Cambiando la classificazione da “rifiuti” a “riutilizzabili” si può non sottostare a controlli di filiera: la conseguenza è la possibilità di immettere sul mercato rifiuti pericolosi a smaltimento incontrollato spacciandolo per recupero. Oppure, vendere come “materie prime”, ad esempio rottami ferrosi, non esenti da elementi inquinanti e nocivi. O peggio, contaminati da residui radioattivi
Le disposizioni sull’interpretazione autentica della nozione di rifiuto, contenute nella legge n. 178/2002 (conversione del DL 138/2002) e nella legge n. 308/2004 (la cosiddetta Delega ambientale), classificano arbitrariamente per legge i rottami ferrosi e non ferrosi come materie prime da poter riutilizzare nei cicli produttivi siderurgici o metallurgici, senza i necessari processi di selezione, trattamento e controllo di qualità.
Si sono verificati negli ultimi anni numerosi “incidenti”, anche nucleare,  in vari stabilimenti siderurgici italiani e non dovuti a materiali non corrispondenti a quanto dichiarato nei documenti di trasporto. Dallo smantellamento di centrali nucleari obsolete si prevede che saranno immesse sul mercato importanti tonnellaggi d’acciaio contaminato, che in questi anni sta registrando alti prezzi e un’offerta inferiore alla domanda. In Europa si fa riferimento alle direttive 75/442/CEE e 91/56/CEE (e successive modificazioni e integrazioni) e al Regolamento CEE n. 259/93 in materia di rifiuti, con la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento, e alla Direttiva 84/360/CEE sull’INQUINAMENTO dell’aria (e succ. int. e mod.).
Attualmente, sono in vigore misure in ottemperanza al Regolamento CEE n. 259/1993 in cui si prevede l’utilizzo di sistemi di radio-sorveglianza alle frontiere e alle dogane anche in relazione all’art. 2 del D.L: n.22/1997 e all’art. 10 del D.L. 230/1995 per la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione.

Per dare un esempio della pericolosità derivante da traffici “illeciti” un breve ritaglio tratto dal numero 19 (gennaio-aprile2001) della Rivista del Servizio di informazioni e sicurezza democratica SISDE “Per Aspera ad Veritatem - Rivista di intelligence e di cultura professionale” e derivante dall’intervento di Umberto Moscato in occasione della conferenza effettuata presso il SISDE il 12 ottobre 2000 su “INQUINAMENTO ambientale: aspetti generali: Allontanamento e smaltimento rifiuti: il rischio ecomafia e la situazione in Italia” in cui si rileva tra l’altro:
“Sono stati accertati 173 casi di traffico illecito di materiale nucleare dal 1992 al 1998. Su due milioni e 260 mila tonnellate di rottami ferrosi che passano attraverso i valichi doganali, sono stati rispediti al mittente, in quanto risultate contaminate, 15.000 tonnellate. Sono stati accertati e denunciati 66 responsabili di laboratorio, accertati 113 reati penali ed eseguiti 17 sequestri, tra il 1997 e il 1999, per un valore pari a 2.200 milioni. (…).”

L'industria siderurgica italiana, decima nel mondo e seconda in Europa dietro la Germania e davanti, nell’ordine, a Francia, Spagna e Regno Unito, è ancora oggi per dimensione e qualità uno dei settori più rilevanti dell'economia nazionale (100 mila occupati tra diretti ed indiretti, 34 miliardi di Euro di fatturato). Nel 2004 nel nostro paese si sono prodotte 28,3 milioni di tonnellate d’acciaio GREZZO (+ 5,6% rispetto al 2003) e si sono consumati oltre 33 milioni di tonnellate equivalenti di prodotti siderurgici finiti (+ 2,4%).
La siderurgia italiana ha utilizzato circa 16 milioni di tonnellate di minerali di ferro (100% import) e oltre 21 milioni di tonnellate di rottame, di cui oltre un terzo d’importazione.
Nel 2005 il fabbisogno d'acquisto di rottami di ferro delle acciaierie italiane è stato di circa 19,4 milioni di tonnellate, fabbisogno in gran parte soddisfatto dal commercio nazionale mediante la raccolta interna (13,2 milioni di tonnellate provenienti dal mercato nazionale) e per la restante parte attraverso l'approvvigionamento dall'estero (3,3 milioni di tonnellate circa, provenienti dai Paesi Membri dell'Unione Europea - 2,9 milioni di tonnellate circa, provenienti dai Paesi Terzi Extra UE).

Produzione italiana di acciaio:

o 1990 24.8 milioni ton  68 siti
o 1995 27.8 milioni ton  54 siti
o 2001 26.5 milioni ton  42 siti
o altiforni e convertitori all'ossigeno in 4 siti
o forni elettrici in 38 siti

Allo scopo di contenere i danni provocati da queste contraffazioni, molte industrie si sono dedicate di “portali” in grado di rilevare materiali contaminati. Sinora, però, non vi sono sistemi integrati che consentono l’ispezione rapida e sicura rispondenti a tutte le necessità su individuate. In particolare, i sistemi esistenti utilizzano linear array come rivelatori che risultano essere costosi e necessitano di continua manutenzione e di software dedicati per la normalizzazione dei singoli rivelatori.

Ruolo importante quindi è la progettazione di sistemi non intrusivi atti a verificare nei conteiner:

• eventuali armi
• eventuali materiali pericolosi o non rispondenti a quanto dichiarato
• eventuali presenze di clandestini
• eventuale presenza di droghe

Nel secondo caso su citato tipico è l’esempio di fonderie che acquistano da paesi esteri, quasi sempre all’est europeo, rottami metallici: in questo caso si possono verificare vari tipi di problematiche:

• presenza di materiali contaminati
• presenza di materiali spuri: oltre che rottami di ferro anche rottami di altra natura quali rame. In questo caso una eventuale colata verrebbe inficiata anche con una scarsa quantità di rame con un rilevante danno economico. (esprimere una valutazione….)

Scopo del progetto
Per quanto sopra esposto, si propone di realizzare un dimostratore atto a:

 rivelare armi
 eventuali materiali pericolosi o non rispondenti a quanto dichiarato
 eventuali presenze di clandestini
 eventuale presenza di droghe
 eventuali merci disposte in contenitori in piombo o altro materiale radio-opaco

Il sistema dovrà garantire inoltre:

 velocità di ispezione non inferiore a 1 conteiner/5 min
 identificazione dei materiali
 identificazione di eventuali radio isotopi e/o contaminazione
 sicurezza per gli operatori addetti
 le immagini fornite dovranno essere di ottima qualità
 alta affidabilità dei risultati
 facilità di impiego con software dedicati
 buon rapporto costo/benefici

Si possono ipotizzare due soluzioni nella realizzazione finale del sistema: una istallazione di tipo fisso, nei grossi porti o negli intersecami, ed un’altra soluzione di tipo mobile e facilmente trasportabile.

Realizzazione di un prototipo del tipo fisso

Il sistema sarà così composto:

• apparecchio radiografico (450 kv) o sorgente gamma (Co 60) o ACCELERATORE lineare (5 Mev); la scelta della sorgente di radiazione sarà fatta solo dopo avere approfondito il tipo di container da ispezionare. Tale scelta è pregiudiziale alla scelta dei rivelatori da impiegare.
• sistema di rivelazione: linear array o grandi schermi
• movimentazione oggetti da ispezionare
• software per elaborazione delle immagini, identificazione componenti, immagazzinamento dati, invio dati a server centrale
• rivelatori di radiazioni alfa, beta, gamma
• bunker di ispezione