Secondo lo scenario di riferimento elaborato dall’International Energy Agency (2010), con riferimento all’anno 2035, la domanda di energia sarà superiore del 36% rispetto alla domanda attuale. Questa crescita nella domanda di energia riguarderà principalmente i paesi in via di sviluppo ma anche in Italia, secondo i dati TERNA (2010), la domanda di energia crescerà tra l’1,3% (scenario base) e il 2,3% (scenario di sviluppo) nel prossimo decennio. Al fine di far fronte in maniera sostenibile a questa crescente domanda di energia il Governo italiano si sta interrogando su quali fonti fare affidamento per soddisfare il proprio fabbisogno energetico.
Una visione politica chiara e di lungo termine riguardo l’approvvigionamento energetico rappresenta dunque una delle strategie chiave per lo sviluppo economico e sociale di un paese. I costi e i modi di produzione di energia, così come la sicurezza degli approvvigionamenti, sono infatti fattori fondamentali per determinare la competitività di un paese, il suo ruolo internazionale e la possibilità di crescere in maniera sostenibile. Inoltre, a queste considerazioni va aggiunto che una politica energetica ben definita e condivisa, all’interno di un più ampio piano di sviluppo economico, è una condizione essenziale per garantire le condizioni necessarie per gli investimenti delle imprese.
A fronte di queste premesse, la situazione energetica in Italia oggi non sembra essere particolarmente positiva. In particolare:
1. L’Italia dipende dall’import per l’85% del fabbisogno di energia primaria e per il 73% circa dell’energia elettrica consumata;
2. Oltre il 60% del mix di produzione italiano è sbilanciato verso le fonti più costose, GAS NATURALE e petrolio;
3. Il 14% della domanda totale di energia è importata;
4. Il costo della bolletta è tra i più alti in Europa, a fronte di un processo di liberalizzazione ormai completato;
5. Il mix energetico è così suddiviso:
6. Il mix energetico fortemente sbilanciato verso le fonti fossili determina elevate emissioni di CO2 che sono tra le principali cause del surriscaldamento climatico.
In altre parole, l’alto quantitativo di energia importata, gli alti costi dell’energia, sia per i privati che per le imprese, così come il forte sbilanciamento verso la produzione energetica da fonti fossili, sono tutte condizioni che minano la competitività e lo SVILUPPO SOSTENIBILE del paese.
Quali politiche energetiche sono allora necessarie per rilanciare la competitività del nostro paese?
Con riferimento al settore elettrico, tre sembrano essere le direttrici principali di sviluppo:
1. bilanciamento del mix di generazione;
2. riduzione della dipendenza dalle importazioni energetiche e la diversificazione degli approvvigionamenti delle fonti primarie;
3. scelte strategiche coerenti con gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di CO2 per contrastare il CAMBIAMENTO CLIMATICO.
Al fine di contribuire al raggiungimento di questi obiettivi, Enel si è impegnata fortemente con un piano di investimenti volto, da una parte, ad allineare il mix produttivo italiano a quello della media europea e, dall’altra, ad allineare la BOLLETTA ENERGETICA del Paese a quella dei nostri vicini e concorrenti.
In primo luogo Enel si è impegnata negli ultimi anni per sviluppare la tecnologia del carbone pulito. Il carbone, infatti, è disponibile in modo molto più distribuito rispetto al gas sul pianeta ed è approvvigionabile a prezzi maggiormente competitivi.
Certamente questa fonte ha il difetto di comportare emissioni di CO2 maggiori rispetto alle altre tecnologie, ma esiste la prospettiva di azzerarle completamente grazie all’introduzione della tecnologia di CARBON CAPTURE AND STORAGE (CCS). Inoltre, Enel può vantare nel settore del carbone una tecnologia all’avanguardia che ha permesso di ridurre l’emissione di sostanze inquinanti sotto i limiti indicati dalle nuove direttive comunitarie.
Una seconda direttiva che Enel sta perseguendo con convinzione è sicuramente quella delle energie RINNOVABILI, soprattutto considerando il ruolo fondamentale che queste svolgeranno in futuro nella strategia energetica nazionale.
I motivi per un ampio sviluppo delle RINNOVABILI sono molteplici: gli evidenti benefici ambientali, la diversificazione del mix produttivo, la capacità di garantire una maggior indipendenza energetica. Lo sviluppo delle RINNOVABILI, infine, è fondamentale al fine di raggiungere i target di riduzione delle emissioni di CO2 fissati in ambito europeo.
Per tutti questi motivi le RINNOVABILI sono parte integrante della strategia di sviluppo di Enel che nel 2010 ha quotato Enel Green Power con l'obiettivo di valorizzare al meglio tutti i suoi investimenti nel settore idroelettrico, eolico, geotermico e FOTOVOLTAICO.
Tuttavia, è necessario che lo sviluppo delle RINNOVABILI avvenga in modo razionale ed integrato al fine, da una parte, di non aumentare in maniera eccessiva i costi in bolletta, visti gli incentivi riconosciuti a questo tipo di fonti, e, dall’altra, di non creare eccessivi squilibri sulla rete. Infatti, le fonti RINNOVABILI, nello specifico solare ed eolico, sono per natura discontinue e non programmabili e non sono quindi in grado di garantire all’Italia la sicurezza energetica di cui ha bisogno. Per questo è indispensabile il ritorno al nucleare che rappresenta una tecnologia in grado di garantire energia in maniera sostenibile, continua e a basso costo.
Infatti, il nucleare, al contrario di gas e carbone, non emette CO2 nel corso dell’esercizio delle centrali, produce energia elettrica 8000 ore l’anno contro le 1000-1500 ore l’anno del solare e le 1500 dell’eolico, è in grado di garantire un prezzo dell’energia costante nel tempo dipendendo solo in minima parte dal prezzo del combustibile, rappresenta una fonte di approvvigionamento sicura grazie alla disponibilità di URANIO in maniera diffusa in molti paesi occidentali.
Per questi motivi il Governo si è posto l’obiettivo di soddisfare tramite energia nucleare il 25% della domanda, con riferimento all’anno 2030. Il restante fabbisogno, sempre secondo i piani del Governo, verrà soddisfatto per il 50% da fonti fossili e per il restante 25% da fonti RINNOVABILI. Gli obiettivi del Governo per quel che concerne il nucleare richiederanno la realizzazione di un fabbisogno pari a otto centrali nucleari da 1.600 MW. Nell’ambito di tale programma Enel, insieme al partner francese EdF, si è candidata per costruire in Italia almeno quattro reattori nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata EPR, in grado di soddisfare circa la metà della capacità richiesta nei programmi del Governo.
Questo sforzo per riequilibrare il mix produttivo si accompagna agli investimenti in ricerca ed innovazione in alcune aree fondamentali quali: CCS, innovazione nelle RINNOVABILI (tra cui il solare termodinamico), lo sviluppo di reti intelligenti (Smart Grids) e la mobilità elettrica.
Con particolare riferimento a questi ultimi due campi di ricerca Enel è all’avanguardia non solo in Italia ma anche in Europa, dove è capofila di numerosi programmi di ricerca.
Le motivazioni per investire in tutti questi fronti nascono dal fatto che la mobilità elettrica, unitamente allo sviluppo di reti intelligenti per la DISTRIBUZIONE di elettricità (Smart Grids) e la piena integrazione della generazione distribuita da fonti RINNOVABILI possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di EFFICIENZA ENERGETICA previsti dalle politiche europee.
Tutte queste iniziative sono inserite in un progetto più ampio di trasformazione ed evoluzione dell’attuale sistema elettrico verso un nuovo modello in grado di integrare tecnologie tradizionali e soluzioni innovative che speriamo possa essere in grado di garantire al Paese un approvvigionamento energetico il più sostenibile, economico e sicuro possibile.