
Un paese a vocazione marittima come l’Italia, tra i primi al mondo per la tutela dell’ambiente marino, ha il dovere dell’esempio per tutti gli altri paesi rivieraschi nel Mar Mediterraneo. Per questo sarà necessario puntare sulla transizione dal petrolio al GAS NATURALE liquefatto per il trasporto marittimo, nella prospettiva futura di affrancarsi completamente dall’uso dei combustibili fossili.
Questa transizione in realtà è già in corso a livello globale in altri settori energetici per ragioni di natura geopolitica e ambientale: il petrolio è concentrato in aree a forte instabilità e i suoi impieghi generano emissioni inquinanti e climalteranti. Si tratta di una rivoluzione energetica “di velluto”, che sta avvenendo spontaneamente grazie anche alla rinnovata sensibilità sulla conservazione del patrimonio naturale e al comune sentire dei genitori che intendono lasciare in eredità ai propri figli una madre terra rigogliosa e in buona salute, se necessario, anche ridimensionando le proprie abitudini e pretese di un benessere fondato sul consumo delle risorse.
Il Mare Nostrum è molto fragile, basti pensare che sarebbe un grande lago se non fosse per la presenza dello Stretto di Gibilterra. L’uso del Mar Mediterraneo richiede grande sensibilità e rispetto da parte di tutti i suoi utenti. Ciò sarà possibile con adeguate politiche energetiche e del trasporto marittimo, incentrate sulla riduzione degli impieghi di carburanti derivati dal petrolio per la navigazione, a favore di combustibili più puliti come il GAS NATURALE liquefatto.
Per inciso, la forma liquida del GAS NATURALE è la più vantaggiosa per lo STOCCAGGIO e trasporto del vettore energetico a bordo delle navi, riducendone il volume di circa 600 volte rispetto allo stato gassoso. Questo particolare è importante perché da esso discende il bisogno di un cambiamento culturale nei settori della progettazione navale, dell’addestramento alle nuove procedure e dell’infrastrutturazione per il rifornimento, a similitudine di quanto la marineria ha fatto in passato, passando dalla propulsione a vela a quella a carbone e poi da quest’ultima a quella attuale con combustibili liquidi derivati dalla raffinazione del petrolio, principalmente gasoli e oli pesanti.
Vorrei aprire una parentesi su questo importante settore dell’economia industriale, la raffinazione per l’appunto. Le raffinerie stanno attraversando un momento di difficoltà legato soprattutto alla contrazione della domanda di prodotti petroliferi in attesa che riparta lo sviluppo. A Porto Marghera si trova una delle maggiori raffinerie petrolifere italiane che, recentemente, è stata convertita in bio-raffineria ed ha già iniziato la produzione a regime di carburanti di altissima qualità ottenuti non più dal petrolio, ma da oli vegetali non alimentari prodotti in modo sostenibile. È già in fase di studio la possibilità di ottenere gasolio alimentando gli impianti anche con oli fritti esausti che, oggi in larga quantità, sono smaltiti in modo improprio arrecando danno all’ambiente. Insomma, un risultato che è d’esempio per tutte le raffinerie in cerca di rilancio delle proprie attività e che ha portato a ridurre sensibilmente il movimento di petroliere in Mare Adriatico e, in particolare, nella Laguna veneziana.
La costante maturazione, poi, di tecnologie avanzate per la trasformazione termo-chimica di sostanze di scarto in combustibili da trasporto (tipo bio-METANO, bio-etanolo, bio-gasolio, bio-cherosene) e, in futuro, in IDROGENO ed elettricità è la promessa credibile di poterci affrancare dalla dipendenza dal petrolio e, anche, dal GAS NATURALE che, in quest’ottica, non è altro che un carburante “ponte” nella transizione verso l’indipendenza energetica e la conservazione delle risorse idrocarburiche naturali.
Tornando al GAS NATURALE, è risaputo che sia il più pulito dei combustibili fossili, con un FATTORE DI EMISSIONE di ANIDRIDE CARBONICA pari a circa 2,75 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di GAS NATURALE bruciato completamente. A fronte delle circa 3,2 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di gasolio navale derivato dal petrolio che alimenta i motori adibiti ai servizi di propulsione e di generazione elettrica a bordo delle navi. Parliamo, quindi, di un risultato netto pari a circa il 15% in meno di emissioni aggregate in caso di conversione al GAS NATURALE del trasporto marittimo, peraltro in linea con le politiche europee su clima e ambiente che fissano al 2020 l’obiettivo di ridurre del 20% i gas a EFFETTO SERRA immessi in atmosfera rispetto ai livelli del 1990.
Il GAS NATURALE è costituito da METANO e, in minori quantità, da idrocarburi superiori come etano, propano e butano. Liquefa a pressione atmosferica alla temperatura di circa -160°C e presenta un limite inferiore di esplosività (concentrazione minima di un gas o dei vapori di un liquido necessaria a supportare la combustione in aria quando opportunamente innescata) del 5%, più sicuro sotto questo aspetto del gasolio che ha un valore del limite inferiore di esplosività dell’1,3%. Riportato allo stato gassoso con dei vaporizzatori che sono degli scambiatori di calore inclusi negli impianti ausiliari dell’apparato motore, il GAS NATURALE alimenta già numerosi motori navali grazie alla tecnologia dual fuel che consente a un qualunque motore diesel di essere accordato a funzionare con percentuali di GAS NATURALE variabili da 0% a quasi il 100%, senza alterarne le prestazioni e con importanti benefici per l’ambiente e per la flessibilità operativa della nave.
Le navi multi-combustibile sono la risposta al cambiamento culturale che il GAS NATURALE liquefatto sta portando all’ingegneria navale che si occupa della progettazione delle navi e delle opere offshore come le piattaforme marittime. L’integrazione a bordo della nave militare, notoriamente molto elegante nelle sue forme snelle e filanti, di un serbatoio di GAS NATURALE liquefatto è stata un’appassionante sfida tecnica con cui mi sono confrontato in questo periodo trascorso presso il Reparto Navi dello Stato Maggiore della Marina Militare, trovando soluzioni innovative e facilmente trasferibili anche alle navi da trasporto merci e passeggeri.
Su questo tema devo ammettere di aver abbandonato per necessità e convinzione la cosiddetta “neutralità” nei confronti di altre tecnologie che consentono di abbattere le emissioni inquinanti di PARTICOLATO e OSSIDI DI ZOLFO/azoto continuando però ad alimentare i motori con derivati dal petrolio come, ad esempio, il post-trattamento dei fumi di scarico. Si tratta di tecnologie per impieghi stazionari che mal si collocano a bordo di una nave, complicandone la condotta e, soprattutto, non risolvendo il problema dei frequenti sversamenti oleosi in mare per dolo o incidente legati alla massiccia movimentazione di petrolio e dei suoi derivati. Ritengo, in aggiunta, che la capacità industriale di costruire navi multi-combustibile sia la chiave di successo anche per il rilancio della cantieristica nazionale in ottica di esportazione verso paesi che condividono con l’Italia la sensibilità e il rispetto per il mare, basti pensare al Canada o allo Stato dell’Alaska che si affacciano sulle preziose e delicate acque del Circolo Polare Artico.
Un’indicazione inequivocabile di politica energetica e del trasporto marittimo verso l’impiego del GAS NATURALE liquefatto: ecco quel che serve in questo momento cruciale per il rilancio della competitività italiana ed europea. Il GAS NATURALE liquefatto, trasportato via mare con navi metaniere e gasiere di lungo raggio dai paesi produttori, le cosiddette super potenze energetiche del futuro, come Canada e Australia, è peraltro in concorrenza con altre forme di trasporto del GAS NATURALE come i gasdotti, con un POTENZIALE effetto positivo sui prezzi al consumo della commodity.
Un aspetto non meno importante riguarda la possibilità per le future navi multi-combustibile di rifornire in sicurezza il GAS NATURALE liquefatto in porto. Questo bisogno richiede una pianificazione logistica della rete di rifornimento portuale che colleghi i punti di rifornimento, da realizzare nei porti italiani, con i terminali di ricezione del GAS NATURALE liquefatto, oggi situati a La Spezia, Rovigo e Livorno. Si tratta d’importanti lavori di utilità sociale, sostenibili solo attraverso forme di alleanza tra soggetti pubblici e privati, che non potranno iniziare senza una chiara indicazione di politica energetica e dei trasporti marittimi nella direzione del GAS NATURALE liquefatto.
La Marina Militare è pronta a supportare il cambiamento e gli ingegneri del Corpo del Genio Navale, progettisti e direttori di macchine, possono trasferire ai colleghi delle altre pubbliche amministrazioni le competenze tecniche e il patrimonio esperienziale necessario a prevedere in tempi congrui le regole, le procedure autorizzative, le infrastrutture logistiche necessarie all'utilizzo del GAS NATURALE liquefatto per uno sviluppo più pulito, sicuro ed efficiente del traffico marittimo.