
Nel chiedersi, se non occorra ripensare le strategie di lungo periodo volte ad aumentare la sicurezza del trasporto del petrolio, si è accennato alla possibilità di smettere di considerare quello armatoriale come l'unico investimento possibile.
Le alternative con cui è possibile effettuare confronti non possono prescindere da quelle che sono le indicazioni leggibili attraverso il laborioso formarsi di scelte strategiche, globali e nel Mediterraneo, dell'Unione Europea nel campo dell'energia, dei trasporti e della cooperazione.
Tra queste alternative è in primo luogo un sistema di infrastrutture di adduzione (oleodotti, terminali, ecc.), che modificano le condizioni strutturali del rischio ambientale e non sono privi di elementi di convenienza economica per gli operatori del settore. La ragione dell'enfasi che attribuiamo alla questione delle pipelines si comprende meglio, inquadrando il tema nella politica energetica e mediterranea dell'Europa.
Tratto dal Libro: "Traffico Petrolifero e Sostenibilità Ambientale".
Co-Autore Prof. Ugo Bilardo