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Con tutta l’energia possibile - Agi Energia -

Se la questione energetica è la sfida del ventunesimo secolo, allora è più che azzeccato il titolo dell’ultimo libro di Leonardo Maugeri: “Con tutta l’energia possibile” (Sperling & Kupfer, 20 euro). Chiarissimo è l’intento del lavoro, evidenziato nella prima riga della prima pagina: “quello che mi ha spinto a scrivere questo libro è stata la percezione di un’assenza. Mentre tutto il mondo parla di energia, di necessità di transizione energetica, di fonti RINNOVABILI e di altre alternative alle risorse fossili (petrolio, carbone e gas), la letteratura in materia non offre un facile strumento di consultazione per chi desideri farsi un’opinione articolata”. Gli scaffali delle librerie traboccano di testi, beninteso, ma troppo spesso si passa dagli scritti specialistici a “testi elaborati da autori improvvisati”, che tendono a fornire una visione parziale delle cose omettendo dati e fatti. Dati e fatti sono, appunto, il contenuto e assieme l’ambizione del volume di Maugeri, che dà alle stampe un prodotto quasi didascalico, scolastico, strutturato fin dall’indice secondo capitoli tematici e diviso tra fonti fossili e no.

La base di partenza è, da un lato, la fotografia dell’esistente, dall’altro compie una ragionevole indagine sulle prospettive e i vantaggi o i limiti delle varie fonti. Da un lato, dunque, emergono l’affidabilità delle fonti fossili – che hanno non a caso sorretto lo sviluppo umano degli ultimi due secoli – ma anche i loro problemi, di natura politica e ambientale. Dall’altro stanno le fonti cosiddette alternative, le quali – pur costituendo un componente essenziale del mix energetico mondiale e, soprattutto, dei paesi sviluppati – sono caratterizzate da ostacoli tecnologici che ne inibiscono, per ora, una maggiore diffusione. In mezzo, il nucleare – fonte di grande rilevanza ma altrettanto densa di problemi, legati largamente alla sua accettabilità sociale – e quella non fonte che è l’idrogeno. L’attenzione principale di Maugeri è nell’affrontare i vari temi laicamente, evitando innamoramenti fugaci od odi eccessivi. In fondo, le fonti energetiche non vanno prese come buone (o cattive) in sé: sono strumenti, e rispondono all’esigenza di soddisfare la necessità dell’uomo di vivere una vita migliore. Quindi, tutto ciò che partecipa a questo fine, dovrebbe essere adeguatamente valorizzata, senza per questo rinunciare a presidiare altri aspetti della buona vita, che vanno dalla lotta all’INQUINAMENTO al tentativo di disinnescare le tensioni geopolitiche. In qualche maniera, per quel che riguarda i temi ambientali, l’autore evidenzia come essi si pongano da sé, e siano almeno in parte incorporati nelle normali evoluzioni tecnologiche: le stesse fonti fossili “hanno rappresentato storicamente una soluzione ambientale. L’era del carbone impedì la distruzione ormai sistematica di boschi e foreste… L’era del petrolio consentì di sanare lo smog dilagante nei centri industrializzati… L’avvento del GAS NATURALE e il primo boom del nucleare hanno consentito di ridurre le emissioni e gli inquinanti prodotti sia da carbone, sia da petrolio”.

L’apparente ottimismo di Maugeri poggia, in verità, su una considerazione brutalmente realistica, che sorge dalla mera osservazione dell’esperienza storica. L’osservazione è che, decennio dopo decennio, da quasi ogni punto di vista le cose sono andate meglio, non peggio, e i vantaggi (anche ecologici) procurati dalla soluzione dei vecchi problemi hanno sorpassato i costi connessi alla creazione di problemi nuovi – i quali costituiscono la sfida dell’oggi. Ciò non significa propagandare un atteggiamento di trascuratezza, ma semmai affrontare le criticità esistenti con la convinzione che esse possano essere risolte, e che gli strumenti per farlo stanno nell’ingegnosità umana.

La conclusione di Maugeri è tanto ragionata quanto, se si vuole, banale o deludente: non esiste bacchetta magica. Non v’è alcuno slogan che possa far spiccare all’umanità il volo verso un mondo nuovo. Le ricette che spesso vengono dipinte con toni miracolistici sono come quegli intrugli che vendevano gli imbroglioni del Vecchio West: nella migliore delle ipotesi, innocua acqua zuccherata, più spesso addirittura nocivi. L’unica vera risposta che può giungere dall’analisi dell’esistente è che, da un lato, non bisogna buttar via nulla di quel che abbiamo; dall’altro, occorre affidarsi a un processo di tentativo ed errore, poiché dagli errori nascono infine le intuizioni risolutive. Fattori distinti ma non indipendenti come l’aumento degli investimenti in innovazione tecnologica, l’attuale fase di alti prezzi del petrolio che avvantaggia le FONTI ALTERNATIVE, la crescente interdisciplinarietà degli studi energetici, e la mobilitazione dei colossi petroliferi anche su altri settori “tratteggiano il montare di un’onda lunga che forse non potrà dare nell’immediato risultati impossibili, ma con ogni probabilità preparerà il terreno fertile su cui potrà effettivamente innestarsi una transizione energetica”.

Tratto da Agi Energia